Queste mie parole scritte vogliono solo essere un resoconto, con un briciolo di polemica e qualche considerazione, riguardo le recenti Elezioni del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, tenutesi dalle 21 alle 23 di mercoledì 8 giugno presso la Casa del Popolo del Capoluogo.
Partiamo, per farsi un'idea ben precisa della situazione, dalla ultima Assemblea pubblica del 26 maggio, tenutasi nella sala della Casa del Popolo, dove si è deliberato a 16 componenti il numero dei candidati, si è votata la gratuità degli incarichi e istituita la commissione elettorale, composta dal Presidente Giuseppe Pierini, da Leonardo Manettie Samuele Morganti, infine approvato il bilancio 2015.
Durante la serata, chi era interessato, poteva autocandidarsi presso un banchino appositamente istituito in sala.
Sono state raccolte 21 candidature, i cui nominativi non sono ancora stati tutti completamente resi disponibili al pubblico, presumo per motivazioni di tempo, quelli che sono stati ritenuti idonei sono i seguenti, in ordine alfabetico:Baldi Fabio, Bagni Ferdinando, Bartolozzi Lorenzo, Biagi Lorenzo, Burgassi Mauro, Chiera Antonio, Gasparri Massimo, Doddoli Daniela, Galli Silvano, Misuri Federico, Pinzani Laura, Sereni Andrea, Tancredi Lorenzo, Tarchi Miranda. Veltro Davide, Verniani Simone.
Io, come per l'appello a scuola, ultimo in lista.
Fin qui niente di particolare, se non fosse che gli effettivi candidati eleggibili (parlo dei nuovi, gli uscenti sono considerati abili e arruolati a prescindere) hanno saputo di esserlo sabato pomeriggio 4 giugno, quindi con davanti 4 giorni e mezzo per svolgere la propria campagna elettorale!
Ecco il primo appunto alla tanto declamata democraticità di queste elezioni: i consiglieri uscenti, già certi della loro presenza in lista a prescindere, hanno iniziato a farsi propaganda sicuramente molto prima di sabato pomeriggio, partendo avvantaggiati rispetto ai nuovi di svariati giorni, e questo prettamente democratico non mi sembra come comportamento!
Riporto sotto lo statuto della Coop, di cui questo è un estratto tale e quale: "Art. 30 – Diritto di voto – Nelle assemblee hanno diritto di voto i soci iscritti nel libro dei soci da almeno tre mesi; ogni socio persona fisica, persona giuridica o società, associazione, ente non riconosciuto ha un solo voto, qualunque sia l'ammontare della quota posseduta. Ciascun socio può farsi rappresentare da un altro socio mediante delega scritta; ogni socio non può rappresentare più di cinque soci; le deleghe sono menzionate nel processo verbale e conservate fra gli atti sociali. La delega non può essere rilasciata in bianco ma deve contenere il nome del rappresentante e di un sostituto, che solo può sostituire il primo quando sia impossibilitato a presenziare all'assemblea; non possono essere delegati gli amministratori, i sindaci e i dipendenti della cooperativa. La delega è sempre revocabile nonostante ogni patto contrario".
Come potete vedere, il ricorso alle deleghe per votare è legittimo e ben specificato nello Statuto, resta comunque sempre il fatto che, democraticamente parlando (ci si è sciacquata parecchio la bocca con la parola "Democrazia" nella serata delle elezioni), anche la "caccia" alle deleghe dei nuovi candidati, fra amici, parenti e conoscenti, spesso si è imbattuta nelle parole: "Ma io la ho già data firmata a tizio e caio due settimane fa, se lo sapevo che eri in lista ti avrei votato volentieri, ma ora come posso fare?".
Non è che sia un esempio lampante di equità delle condizioni atte a farsi votare fra vecchi e nuovi candidati!Il risultato si è poi visto allo spoglio delle schede elettorali, che in gran parte sembravano "fotocopiate" nei nominativi letti.
Fra l' altro l'organizzazione dello scrutinio non mi è parsa degna di particolare cura, si sono approntate sul posto delle pagine a quadretti con scritti a mano i nomi dei vari candidati per effettuare il conteggio dei voti, quando si sarebbero potute tranquillamente stampare su fogli A3 già compilate, inquadrate e con righe e numeri, tipo quelle delle elezioni politiche, bastavano 20 minuti ad uno pratico di Excel e una stampante per ottenere un ottimo e pratico documento da riempire semplicemente con le crocette, bastava applicare lo stesso impegno e materiale usati per stampare le schede con le indicazioni di voto che venivano distribuite, altrettanto poco democraticamente, ma in gran quantità, all' ingresso della CdP!!!
Lo spoglio delle circa 500 schede elettorali raccolte, tutte visionate e segnate manualmente, ha richiesto molto tempo, dalle 23 alle 4 circa.
I risultati dello scrutinio sono. Eletti.
1- Burgassi Mauro voti 315
2- Baldi Fabio voti 310
3- Chiera Antonio voti 293
4- Doddoli Daniela voti 291
5- Tarchi Miranda voti 282
6- Galli Silvano voti 273
7- Sereni Andrea voti 270
8- Misuri Federico voti 264
9- Pinzani Laura voti 179
10- Bartolozzi Lorenzo voti 177
11- Gasparri Massimo voti 170
Non eletti
12- Tancredi Lorenzo voti 162
13- Veltro Davide voti 161
14- Bagni Ferdinando voti 152
15- Biagi Lorenzo voti 50
16- Verniani Simone voti 41
Le chiacchiere e i borbottii di sottofondo di oggi a Greve ve li lascio immaginare!! Polemiche mi sono arrivate personalmente alle orecchie anche riguardo alla scarsa pubblicità fatta riguardo alle elezioni, solo i verbali con i candidati esposti sulle vetrate di ingresso della Coop, nessun accenno sulla pagina internet e su Facebook, dove si trova solo il resoconto dell' assemblea del 26 maggio, riportato anche sui media digitali fruibili online.
Come poteva un socio essere informato correttamente se non è capitato in negozio nel pomeriggio di sabato o nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì ????
Io mi ero candidato per dare il mio contributo positivo alla Coop, che vorrei ricordare non è un ente politico, ma una S.P.A., nel caso fossi riuscito ad approdare al Consiglio, ma mi ritengo comunque soddisfatto del mio risultato, facendo una sempice considerazione matematica, che penso non sia sfuggita ai più attenti.
Se mettiamo come 100 il numero dei votanti effettivamente presenti, e ipotizziamo che 80 di loro avessero 5 deleghe ciascuno, fanno 480 schede elettorali, le restanti 20 sono di persone che sono venute semplicemente a votare di persona, quindi 480 + 20 = 500 schede!!
Ma se non vi fossero state le deleghe, fra solo cento votanti, quale sarebbe stata la mia percentuale di preferenze, considerando che io ne avevo una sola?? Chi è bravo in matematica può rispondere!! Saluti dal rompiscatole, sempre attivo!
di Simone Verniani
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