"Mi sento tirare per i capelli" (che non ho più) dentro argomenti che sono trattati col codice penale e che, invece, con meno ipocrisia e più realtà sarebbero da trattare con più umanità. Mi riferisco alla prostituzione e all’uso dei cannabinoidi.
La prostituzione c’è sempre stata, addirittura la “prostituzione sacra”. Negli anni Cinquanta fu deciso che i luoghi ad essa dedicati fossero chiusi e che ciascuno si arrangiasse. Come fu fatto per i malati di mente. La pazzia non esiste, la patologia si può curare, chiudere e tutti fuori.
La “canapa” è nella categoria delle “droghe” e quindi in questo caso tutti dentro coloro che ci girano intorno. Alcune nazioni con meno ipocrisia hanno risolto questi problemi rendendoli legali e governandoli: lo Stato ci guadagna e la gente gode….
In Italia, e a Firenze in particolare, qualcosa si sta muovendo nel senso giusto: si è iniziato a coltivare la “canapa” per uso terapeutico e a livello nazionale ci sono delle iniziative parlamentari in tal senso, al fine di rendere legale l’uso e non persecutorio. Speriamo che succeda anche per regolamentare la prostituzione; io tifo per ciò, ma per età non partecipo…
di Roberto Borghi
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