Leggo i commenti relativi alla situazione venutasi a creare, nel Chianti in particolare, con l’avere immesso sul territorio animali di provenienza estera e che hanno preso il sopravvento sui pochi individui indigeni.
Come al solito quando l’”uomo” mette mano sull’equilibrio della natura crea un disastro. A quanto pare hanno fatto così anche sul fiume Po, immettendovi pesci di specie estranea al luogo, col risultato di aver annientato il pesce locale.
Si dà la colpa ai cacciatori (io non sono cacciatore), ma i cacciatori in quanto tali non credo che abbiano potuto andare a trovare le bestie e portarle clandestinamente e liberarle.
Credo piuttosto che qualche “congrega” abbia avuto interesse a fare ciò in virtù di qualche ”beneficio” a qualcuno e che la cosa sia sfuggita dal controllo.
Ora siamo arrivati ad una situazione limite che è stato richiesto aiuto ai cacciatori per effettuare degli abbattimenti mirati, al fine di rientrare nella normalità.
Mai si erano visti cinghiali e caprioli nei paesi e nelle città. Da quanto ne sapevo io, mi dicevano che il cinghiale si cacciava nei boschi maremmani, stando su delle piattaforme aeree, ma questo accadeva tanto tempo fa.
Allora il cinghiale era una preda ambita, poteva risolvere un problema economico e alimentare. A tal fine consiglio di cercare il film “Musoduro” del 1954, dove un bracconiere maremmano… .
di Roberto Borghi
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