Se mai ci fosse stata necessità di una conferma alla fama che annovera Impruneta fra i Comuni più “festaioli” della Toscana, l’ultimo episodio lo dimostra ampiamente.
Da quattro giorni si è spenta l’unica lampada che illumina la strada dove abito. Niente di strano specie a Impruneta dove i lampioni spenti caratterizzano il suo antiquato sistema di illuminazione. Per me però è un serio problema avendo io gravi problemi di vista e di equilibrio al buio.
Il Funzionario addetto mi ha informato che per la sostituzione della lampada occorre iniziare una pratica scritta presso l’URP che avrà il suo percorso autorizzativo alla fine del quale si dovrà attendere la disponibilità degli operai che però seguono una lista di priorità dettata dalla volontà politica.
Di ritorno dall’URP, ove mi sono apprestata a comunicare il guasto, in Piazza Buondelmonti mi sono imbattuta in una squadra di operai comunali davanti al Municipio in chissà quali mansioni affaccendati.
Credendo di fare cosa utile e conoscendo qualcuno degli operai, il Paese è piccolo, ho pensato di anticipare ad un dipendente la necessità urgente dell’intervento di riparazione.
Non l’avessi mai fatto! Alla mia garbata richiesta ho invece ricevuto una poco garbata risposta!
Ma come può venire in mente ad un ignaro cittadino di richiedere la riparazione di un misero lampione, anche se l’unico a procurare un po’ di luce? Ma non sa l’ignaro cittadino che ci sono da approntare le Feste e che queste passano avanti ad ogni altra necessità?
Per la nostra Amministrazione Comunale poco importa se qualche malcapitato nel buio della notte si becca una bastonata e viene derubato, l’essenziale è che l’Antico Borgo festaiolo faccia una bella impressione di sé a quel migliaio di avventori che arrivano dalla città e che poi ridiscendono a valle convinti che a Impruneta sia tutto rose e fiori, lasciando invece gli imprunetini alla mercé di sprovveduti Governanti.
A parere della sottoscritta, e sono sicura con questo di attirarmi le critiche di molti miei Compaesani, il compito di una Amministrazione comunale sarebbe anche quello di garantire prima di tutto la sicurezza di tutta la Popolazione, specialmente quella più debole e indifesa.
Certo è più comodo, e politicamente più appagante, privilegiare le manifestazioni, le feste, i mercatini, ma non è corretto e non rispecchia quelle che furono le tanto sbandierate Promesse Elettorali.
Infine quello che fa meraviglia è l’attenzione della stampa sul risalto che viene dato alle manifestazioni, addirittura pagine intere, mentre non si fa mai cenno ai vari reali problemi che incombono evidenti sul territorio imprunetino: strade e marciapiedi impercorribili, pericolosi e cosparsi di escrementi canini, carreggiate invase da rovi, Via Riboia docet, con immenso godimento delle autocarrozzerie, segnaletica invisibile, soste selvagge anche in pieno centro storico, mezz’ore di code per fare una semplice raccomandata, per non parlare dell’impossibilità di dormire a causa di schiamazzi e motorini smarmittati che transitano per le vie del centro storico a tutta velocità.
Ma così è la vita, almeno a Impruneta, chi urla più forte può disporre di una vasta platea ottenendo tutto ciò che vuole, a scapito di coloro che, avendo poco “fiato”, non godono di alcuna considerazione.
Forse dovrò depositare una supplica all’Assessore competente, per essere ricevuta nella mezz’ora prima delle Sessioni di Giunta, deputata ai frettolosi incontri con la Popolazione.
RISPONDE IL DIRETTORE MATTEO PUCCI
Gentile Maria Teresa Lombardini, ospitiamo sempre con grande rispetto del nostro ruolo (quello di dare voce anche ai cittadini che lo chiedono in questo spazio, frequentatissimo, che abbiamo creato per loro) anche le sue (molte) rimostranze e prese di posizione.
Le sue critiche nei confronti dell'amministrazione comunale imprunetina, continue e continuative da tanti anni, figlie di una assidua frequentazione del paese (e delle persone) unita a un ruolo politico antagonista rispetto a chi governa, sono diventate una costante. Una certezza.
Non vogliamo qui stabilire se siano giuste o sbagliate. Non è il nostro ruolo. Una cosa però la vorremmo dire con chiarezza: questo suo mettere sempre in connessione le mancanze (secondo la sua opinione) dell'amministrazione comunale imprunetina, con la vocazione "festaiola" del capoluogo, oltre che fuorviante sta iniziando a diventare, mi permetta, parecchio stucchevole.
Le feste popolari (e sappiamo quanto sia difficile ormai coinvolgere le persone) sono un bene unico e irripetibile. Dappertutto non sono esenti da pecche o magagne, ci mancherebbe, ma non sono certo il "Diavolo" che lei dipinge. In maniera oltremodo ingenerosa.
Quello che sarebbe un sacrosanto diritto di una cittadina (ovvero evidenziare con proprie opinioni le lacune della pubblica amministrazione, battersi per farle colmare) si sta trasformando in una sorta di "crociata" contro le feste (Festa del'Uva, Fiera di Impruneta e tutto il corollario), che è francamente grottesca.
Con rispetto, Matteo Pucci.
di Maria Teresa Lombardini (Fratelli d’Italia)
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