“Dal Venerdì Santo alla domenica di Pasqua: dall’oscurità alla Luce”

Verso le tre del pomeriggio di venerdì si fa buio sulla terra, si squarcia il velo del tempio e Cristo muore.

 

Scende agli inferi e risorge all'alba della domenica. Questo tempo di un giorno e mezzo è cronologicamente breve ma come è pieno di significato e di valore! (Benedetto XVI) Dio è morto ed è disceso nel luogo dell'oscurità e dell'abbandono, del vuoto esistenziale in cui ognuno di noi è stato almeno una volta, sperimentando la solitudine e l'assenza di chi ci ama.

 

Dopo le trincee della Grande Guerra, dopo i gulag sovietici e i lager tedeschi, dopo Hiroshima e Nagasaki, e le guerre tribali e i morti del narcotraffico e del terrorismo e dei bombardamenti nel Medio Oriente è chiaro che l'umanità si trova in questo Sabato Santo, in questo tempo oltre il tempo in cui Dio è morto e l'uomo è solo nel buio.

 

Ma Cristo è sceso agli inferi e vi ha portato la Luce, dunque c'è speranza: se ognuno di noi ricerca se stesso e ritrova l'amore, non nel significato di “amorosi sensi”, ma in quello di conoscersi e di educarsi, nell'accezione etimologica di condursi fuori, allora l'umanità sarà salva e Dio Risorto.

 

Buona Pasqua a tutti.

 

Maria Franchi

di Maria Franchi

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