“Costituzione italiana e trattati europei: modelli economici incompatibili”

Ho partecipato ad un'interessante conferenza che mi ha illuminata sulle differenze fra il modello socioeconomico della costituzie italiana e il modello socioeconomico dei trattati europei e voglio farvi partecipi delle informazioni oggettive con le quali da soli potrete attivare un percorso di consapevolezza dell'attuale situazione economica.

 

Ho bisogno della vostra attenzione per almeno 15 minuti per potervi dare gli elementi necessari affinchè siate in grado di rispondere alle seguenti domande.
 

 

Cosa dice la Costituzione?

 

Cosa dicono i trattati europei?

 

Dove entrano in conflitto?

 

Quale modello socioeconomico preferisco?

 

Il modello socioeconomico della nostra Costituzione è un CAPITALISMO REGOLATO, nel senso che lo Stato regola l'economia attraverso una Banca Centrale a supporto della crescita economica.
 

 

Amintore Fanfani, autore del ARTICOLO 1 della Costituzione, "L'ITALIA è UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO" dice: "il problema…di controllare, dal punto di vista sociale, lo sviluppo dell'attività economica., senza accedere totalmente a un'economia collettiva o collettivizzata, e senza d'altra parte lascire totalmente libere le forze individualistiche, ma cercando di sfruttarle, disciplinandole e regolandole al fine di raggiungere determinati obiettivi sociali" vuol significare che non si voleva un MODELLO COMUNISTA nel quale lo stato faceva tutto ne tantomeno un MODELLO LIBERALE che lasciava fare tutto al mercato. Quindi un MODELLO SOCIOECONOMICO MISTO, dove interviene lo Stato, senza eccedere.

 

Questo è il principio di DEMOCRAZIA PROGRESSIVA, nel quale la Repubblica aveva il compito di produrre l'uguaglianza di tutti i cittadini come elemento fondamentale per realizzare la democrazia nel nostro paese. Quindi la Repubblica ha determinati impegni,

 

Di seguito il discorso sulla costituzione di Piero Calamandrei https://www.youtube.com/watch?v=2j9i_0yvt4wSi evidenzia quanto sia importante il LAVORO.

 

ARTICOLO 4 della costituzione: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."

 

Lello Basso dice: "Finchè questi articoli non saranno veri, non sarà vero il resto; finchè non sarà garantito a tutti un lavoro, non sarà garantita la libertà; finchè non vi sarà sicurezza sociale, non vi sarà democrazia politica; o noi realizzeremo interamente questa Costituzione, o noi non avremo realizzata la democrazia in Italia."
 

 

Quindi l'obiettivo della Repubblica è la PIENA OCCUPAZIONE e solo attraverso il lavoro possiamo dire che la nostra è una vera democrazia.
 

 

Con quale metodo la Carta vuole realizzare tutto cio'?

 

ARTICOLO 35: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni".

 

ARTICOLO 36 : "Il lavoratore ha diritto ad una RETRIBUZIONE proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro E IN OGNI CASO SUFFICIENTE ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".

 

ARTICOLO 38: "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale".

 

ARTICOLO 41: "L'iniziativa economica PRIVATA è libera. NON PUO' SVOLGERSI IN CONTRASTO CON L'UTILITà SOCIALE o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana" (cioè non si interviene sull'iniziativa privata purchè non arrechi danno agli altri)  "La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali". ( questa è la sintesi del modello socioeconomico regolato dallo stato).

 

ARTICOLO. 47 "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito."

 

Il valore fondativo è il lavoro, perchè il lavoro? Perchè è l'unico strumento che consente a ciascun cittadino di essere libero da qualunque bisogno, di non essere soggetto al ricatto, per poter realizzare dignitosamente la sua personalità, la sua vita sociale, la famiglia etc…con la centralità dello Stato che interviene sull'economia. Quindi non si considera il LAVORO UNA MERCE DI SCAMBIO o un FATTORE PRODUTTIVO, perchè in esso si riflette la dignità della singola persona.

 

Tutto chiaro fin qui? Bene.

 

Con legge Costituzionale 20 aprile 2012,  è stato introdotto nella Costituzione, in coerenza anche con quanto disposto da accordi con l'Unione Europe (Fiscal compact), il PAREGGIO DI BILANCIO, principio secondo il quale deve esserci un equilibrio strutturale fra entrate e delle spese dello Stato.

 

I padri costituenti non hanno previsto un pareggio di bilancio, per il semplice fatto che implicitamente hanno previsto che LO STATO poteva operare in DEFICIT, cioè lo stato poteva spendere più di quello che tassa per realizzare i diritti espressi nella costituzione.
 

 

Il PAREGGIO DI BILANCIO va contro i principi della nostra costituzione, vi spiego il perché. In economia ci sono tre macro-settori: lo Stato (il settore pubblico), il settore privato (cittadini, imprese, banche) e il settore estero, che interagiscono fra loro con scambi economici (un insegnante prende lo stipendio dallo stato, un imprenditore opera con altri imprenditori e con l'estero attraverso il commercio…).

 

Ipotizziamo che il settore privato, noi cittadiani, abbiamo un risparimio finanziario di 4.000 scudi. In che modo un privato può aumentare la propria ricchezza finanziaria SENZA INTERAGIRE con gli altri due settori?

 

Se un individuo investe e fa profitto chiaramente toglie parte del denaro ad altri, quindi se il settore privato ( del quale fanno parte anche le banche ) non interagisce con gli altri due settori non potrà mai aumentare la propria ricchezza finanziaria (ci può essere una redistribuzione, uno guadagna di più uno di meno, ma complessivamente la ricchezza finanziaria rimane uguale, 4.000 scudi). Quindi per aumentare la propria ricchezza, il SETTORE PRIVATO deve interfacciarsi con gli altri due settori.

 

In che modo il SETTORE PUBBLICO, lo stato, interviene nell'economia? Attraverso la SPESA PUBBLICA cede denaro al settore privato (stipendi, invesimenti, pensioni) e ritira denaro attraverso le tasse.

 

Se ipotizziamo che lo stato paga 100 (per insegnanti, medici, …) e ritira 80 attraverso le tasse, il risparmio finanziario del SETTORE PRIVATO aumenterà di 20 e sarà 4.020, e LO STATO AVRà UN DEFICIT di 20, cioè il DEBITO PUBBLICO sarà di 20.

 

Inseriamo il settore estero: attraverso le esportazioni il settore privato puo aumentare la proprio risparmio finanziario: esporto per 100 ed importo materia prima per produrre per 80, quindi aumento la ricchezza di 20, se viceversa esporto 100 ma importo 120 ho una diminuizione della ricchezza del settore privato.

 

Il settore estero è però molto subdolo, chi impedisce agli USA di acquistare scarpe prodotte in Italia piuttosto che scarpe prodotte in Romania? Oppure, chi impedisce ad un produttore italiano di fabbricare le stesse scarpe in Bulgaria per poi rivenderle in Italia od in un altro stato? Nessuno. Tutti vogliono esportare. E in un mondo dove tutti voglio esportare, chi dovrebbe importare?

 

Mi state seguendo? Dicevamo, l'inserimento del PAREGGIO DI BILANCIO in costituzione. Che significa? Significa che lo stato spende 100 e tassa per 100. Quindi come possiamo aumentare il risparmio privato? Qual'è la scelta che ci impone il pareggio di bilancio ed il fiscal compact per aumentare la ricchezza nel settore privato? Che bisogna essere COMPETITIVI, bisogna esportare di più.

 

Quali sono le STRATEGIE per esportare di più? In economia ci sono due strategie: una è far diventare più competitivo il TASSO DI CAMBIO (possiamo farlo con l'Euro?… no) . L'altra strada è ABBASSARE IL COSTO DEL LAVORO, cioè salari e stipendi. Se vuoi esportare e non puoi svalutare la moneta devi abbassare salari e stipendi per rendere più competitivi i tuoi prodotti. E questo è in CONTRASTO con la nostra costituzione che considera il LAVORO COME STRUMENTO ATTRAVERSO CUI SI SALVAGUARDA la dignità dell'essere umano. 

 

A questo punto analizziamo il SISTEMA SOCIOECONOMICO DEI TRATTATI EUROPEI.

 

I PUNTI FONDAMENTALI scritti nei trattati europei sono questi, TENETELI BENE IN MENTE:

 

– Ruolo marginale dello Stato: lo stato non deve e non può intervenire nel settore privato ( per esempio non può intevenire nel salvataggio delle banche o di aziende tipo Alitalia…)

 

– Forte concorrenza

 

– Stabilità dei prezzi

 

– L'indipendenza della banca Centrale ( BCE)

 

Questi punti li troviamo scritti nei seguenti articoli del Trattato UE.

 

ARTICOLO 3 UE: "L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e SULLA STABILITA' DEI PREZZI, su un'ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO FORTEMENTE COMPETITIVA, che MIRA ALLA PIENA OCCUPAZIONE e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico".

 

Quindi, qual è il primo obiettivo? La stabilità dei prezzi. Il secondo? Un'economia fortemente competitiva. Il terzo? Mira alla piena occupazione.

 

Ma "un'economia sociale di mercato fortemente competitiva" per voi come collima con il nostro articolo Art.41? "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.(Cioè non si interviene sull'iniziativa privata purchè non arrechi danno agli altri) La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali?".

 

Un'economia fortemente competitiva è un'economia basata sul perseguimento del profitto. Competitiva poi rispetto a chi? Fra stati? Fra gli stati eurpei o con gli stati extraeuropei? E' un'impostazione di natura "mercantista".

 

Poi: mira alla piena occupazione… cos'è? Un auspicio? Il nostro L'articolo 4 della costituzione "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto" . …è diverso, concettualmente ma anche nella sostanza… .

 

Andiamo avanti.

 

ARTICOLO 119 UE: "Ai fini enunciati all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, l'azione degli Stati membri e dell'Unione comprende, alle condizioni previste dai trattati, l'adozione di una politica economica che è fondata sullo stretto coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri… . Parallelamente, alle condizioni e secondo le procedure previste dai trattati, QUESTA  AZIONE  COMPRENDE LA MONETA UNICA, l'euro, nonché la definizione e la conduzione di una politica monetaria e di una politica del cambio uniche, che abbiano l'OBIETTIVO PRINCIPALE DI MANTENERE LA STABILITà DEI PREZZI e, FATTO SALVO questo obiettivo, DI SOSTENERE LE POLITICHE ECONOMICHE generali nell'Unione conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza. …Queste azioni degli Stati membri e dell'Unione implicano il rispetto dei seguenti PRINCIPI DIRETTIVI: PREZZI STABILI, finanze pubbliche e condizioni monetarie sane nonché bilancia dei pagamenti sostenibile""

 

Quindi, SOLO DOPO aver ottenuto la stabilità dei prezzi, in più punti si ribadisce la stabilità dei prezzi, si possono operare politiche economiche conformi al principio della LIBERA CONCORRENZA.

 

Poi si nota che è scomparsa "un'economia sociale di mercato" diventata solo "economia di mercato". ( confronta articoli 3 e 119  UE )

 

Qundi l'obbiettivo principale è la "STABILITA' DEI PREZZI".

 

ARTICOLO 127 UE: "L'obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato "SEBC", è il mantenimento della STABILITA' DEI PREZZI, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'ECONOMIA DI MERCATO APERTA E IN LIBERA CONCORRENZA, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all'articolo 119".

 

Si ribadisce di nuovo che il primo obiettivo è la stabilità dei prezzi.

 

Ed in merito all'occupazione, cosa si dice?
 

 

ARTICOLO 145 UE: "Gli Stati membri e l'Unione, in base al presente titolo, si adoperano per sviluppare una STRATEGIA COORDINATA A FAVORE DELL'OCCUPAZIONE, e in particolare a favore della PROMOZIONE DI UNA FORZA LAVORO COMPETENTE, QUALIFICATA, ADATTABILE AI MERCATI DEL LAVORO E IN GRADO DI RISPONDERE AI MUTAMENTI ECONOMICI, al fine di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea".

 

Le parole sono importanti, sopratutto se scritte in un trattato internazionale. Si parla di FORZA LAVORO, non si parla nè di lavoratori nè di cittadini. Il senso è: il LAVORO è una MERCE, è un FATTORE PRODUTTIVO come qualunque altra merce. E come deve essere questa forza lavoro?

 

Deve essere competente, qualificata e soprattutto adattabile…( jobs act…). E' evidente la SOTTOMISSIONE del lavoro ai principi economici, la sottomissione al profitto.

 

Cioè, se io azienda non riesco ad essere competitivo, i diritti dei lavoratori devono essere subordinati affinchè io possa rispondere alle logiche del profitto; adesso c'è crisi? Io ti licenzio; non sei competente o qualificato? io ti licenzio; non sei adattabile perchè troppo vecchio? io ti licenzio.
 

 

Quindi le riforme che sono state fatte, tipo il Jobs Act, sono riforme che rispondono a questi dettami del trattato eurpeo.

 

Ma il nostro articolo 36: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa"? Non lo trovate diverso? Nei trattati europei l'economia sta sopra, e sotto ci sono i diritti sociali.

 

Lo so, è difficile tenere il filo del discorso. Ma necessariamente devo introdurre un nuovo argomento: il TASSO DI DISOCCUPAZIONE STRUTTURALE. Cos'è? E' il livello MINIMO DI DISOCCUPAZIONE per salvaguardare la stabilità dei prezzi. Cioè il livello di disoccupazione sotto quale non si può scendere, altrimenti parte l'inflazione. Cioè, se non c'è disoccupazione, ripartono i consumi ed aumenta l'inflazione per cui non ci sarà più la tanto auspicata "stabilità dei prezzi".

 

Quindi l'unione europea ci dice quanti devono essere i disoccupati per mantenere l'obiettivo della stabilità dei prezzi…Cosa significa? Che perseguire i dogmi dei trattati dell'unione europea è necessario mantenere un certo livello di tasso di disoccupazione.

 

Piercarlo Padoan ci dice che "laddove non puo esserci la compressione del tasso di cambio ( e con la moneta unica non ci può essere) l'aggiustamento avviene con la compressione del mercato del lavoro".
 

 

Il rimedio quale è? Ce lo dice Mario Draghi: "Una sensibile riduzione del costo del lavoro è estremamente urgente nei paesi dove l'elevato grado di disoccupazione rischia di divenire strutturale e la concorrenza è debole (rapporto annuale della BCE 2013).

 

Praticamente l'articolo 36 della nostra costituzione dove è? Ma andiamo avanti.

 

ARTICOLO 130 EU: "Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né UNA BANCA CENTRALE né UN MEMBRO DEI RISPETTIVI ORGANI DECISIONALI possono SOLLECITARE O ACCETTARE ISTRUZIONI dalle ISTITUZIONI, DAGLI ORGANI O DAGLI ORGANISMI DELL'UNIONE, DAI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI né da qualsiasi altro organismo.

 

Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione nonché i GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI si impegnano a RISPETTARE QUESTO PRINCIPIO  e a NON CERCARE DI INFLUENZARE i membri degli ORGANI DECISIONALI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA nell'assolvimento dei loro compiti".

 

Ma il nostro Art. 47 "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito" è netto contrasto con questo articolo del trattato europeo.

 

Perché? Perché se la BCE è completamente indipendente dagli stati europei, non è vero il contrario il contrario, non è vero che gli stati sono indipendenti dalla BCE. Gli stati sono pilotati dalla BCE, tanto che anche l'italia è stata messa sotto ricatto dai commissari della BCE. Vi ricordate la lettera dell'agosto 2001 firmata dalla Bce indirizzata al governo berlusconi… (http://www.wallstreetitalia.com/lettera-della-bce-all-italia-testo-integrale/).

 

Jean Claude Trichet e Mario Draghi scrivono al governo Berlusconi: "Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali" (questa è la premessa).

 

– E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

 

– C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.

 

– Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

 

– È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012.

 

– Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.

 

– Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

 

– Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione).

 

Cioè, Draghi e Trichet, in qualità di commissari della BCE, impongono al governo italiano cosa deve fare, entro quando lo deve fare, ed anche quale strumento usare, la decretazione d'urgenza.
 

 

Cerchiamo di unire i puntini: c'è un nesso da luglio 2011 ad febbraio 2013 su quello che accedeva nei mercati finanziari.

 

Lo spred :

– 3 aprile 2011 lo spred valeva 126 . La BANCA CENTRALE TEDESCA a gennaio 2011 aveva 100 miliardi di titoli di stato italiani che a giugno 2011 sono diventati 20, li aveva venduti, cioè ha tagliato l'esposizione verso le banche italiane dell'80%. Nei mercati finanziari se vendi un'obbligazione il prezzo diminuisce, se c'è un eccesso di vendita lo spred aumenta.

 

– A luglio 2011 lo spred è a 373

 

– Il 5 agosto arriva le letterina a Berlusconi da parte della BCE, Draghi e Trichet. Berlusconi non fa ciò che è scritto nella letterina e lo spred aumenta, c'è panico, si fallisce, fino a Novembre 2011 che lo spred arriva a 574.

 

– Che succede a novembre 2011? Entra Mario Monti, che fa lo spred? Bumm, si abbassa. Ma l'obiezione quale è? Lo spred si rialza subito dopo. Perché rialza? Perché non aveva ancora fatto i compitini della famosa letterina. Ad aprile del 2012 viene inserito il PAREGGIO DI BILANCIO in costituzione. Il 23 luglio del 2012 Napolitano firma il Fiscal Compat.

 

– Il 24 luglio Mario Draghi fa una dichiarazione, tutela Mario Monti, e dice: "Noi faremo qualsiasi cosa per difendere l'Euro". Null'altro è che un messaggio ai mercati finanziari,  comprate i titoli di stato italiani perchè io sono disposto a comprare tutti i titoli di stato italiani. E da questo punto in poi lo spread va giù. Gli speculatori possono combattere contro chiunque ma non contro le banche centrali.

 

Il modello socio economico dell'unione europea è il Liberismo, scondo il quale il funzionamento del sistema economico ottimale è quello risultante dalla libera iniziativa degli individui che nel perseguimento del proprio interesse non devono essere condizionati ne ostacolati da nessun vincolo esterno imposto dall'interferenza dello stato.

 

Cioè lo stato deve fare leggi per garantire il libero mercato.

 

Quindi abbiamo due diversi modelli economici a confronto: il modello costituzionale italiano ed il modello che deriva dai trattati europei.

 

Articolo 1 e art. 4 COSTITUZIONE lo sintetizziamo con TUTELA DEL CITTADINO

 

Articolo 3 europeo: TUTELA DEL PROFITTO

 

A voi la scelta: quale modello economico preferite?

 

Le prossime due conferenze tratteranno i seguenti temi:Le regole della zona EURO (giovedì 18 maggio ore 21 saletta biblioteca comunale); Conoscere l'economia per comprendere la realtà (venerdì 21 maggio ore 21 saletta biblioteca comunale).

 

Lucia Bardini

di Lucia Bardini

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