“Pozzolatico, piani attuativi e villette. Serve alternativa che valorizzi davvero il paese”

Caro Direttore, faccio parte del Comitato per Pozzolatico. Come avrà saputo, il Comune dell'Impruneta ha ​proceduto all'adozione di due piani attuativi  (TRr01​ e 02)​ ​a ​Pozzolatico​.​

 

Il pubblico è stato invitato​ ​a partecipare alla seduta del 25 luglio a Tavarnuzze nella quale si decideva la sorte dei due piani controversi, di edilizia e di modifica della viabilità nel paese.

 

Sono andato al Comune per intervenire: mi è stato precisato, democraticamente, che potevo ascoltare ma non parlare. Mi è tornata in mente la scena del film  di Benigni nella quale è di picchetto al monumento ai Caduti a Roma, quando dice che "qui non ci si può né m​ò vere né parlà".

 

Ho chiesto allora se potevo inviare una osservazione. Certamente! Come da copione, entro il 2 settembre, per permettere al pubblico fresco di vacanze estive, di espletare il diritto di osservazione al Piano.

 

Sono tornato a casa. Leggo nel bla bla della relazione del progetto edilizio:​ "Gli elementi di maggior valore paesaggistico esterni all'area di intervento sono da individuare nella Chiesa di Santo Stefano con le sue pertinenze, nell'adiacente casa colonica e nella più lontana casa colonica di Monte. Quelli interni all'area, invece, sono da individuare nella antica oliveta posta nella parte est dell'intervento e nella strada bianca di crinale che dalla chiesa conduce alla colonica​".

 

​Essendo architetto, non capisco la differenza tra interno ed esterno di un'area che è la stessa. Inoltre, ​mi domando ​come poss​ano gli esperti conciliare ​​'"gli elementi di maggior valore paesaggistico​" con un intervento edilizio ​di villette ​ che palesemente striderà con una oliveta di antico impianto che si trova nell'area d'intervento​.

 

Immagino che nella loro mente l'area sarà valorizzata​ da panchine ​posate ​lungo percorsi pedonali a mo' di parco di periferia​,​ punteggiat​a dai lampioni a palla bene allineati, ​così ​
tipici della cultura della mezzadria ​riconosciuta e apprezzata dagli esperti stessi.

 

​Il progetto di costruire una rotonda sulla SP56  nel centro di Pozzolatico  mi ha particolarmente colpito. Secondo fonti UE, Ispra ed altre, per ogni rotatoria, i Comuni ricevono dei finanziamenti europei.

 

La funzione fondamentale delle rotatorie è di rendere il traffico più agevole, quindi evitare gli intasamenti, quindi limitare l’espulsione di gas di scarico.

 

Ciò vale per gli incroci tra due assi di traffico intenso, dove la rotatoria è più efficiente dei semafori (ad esempio l'incrocio del Gelsomino fuori Porta Romana a Firenze).

 

A Pozzolatico questa premessa non sussiste. Creare ad hoc un incrocio che regoli il flusso piuttosto intenso della SP56 con la Via Vecchia di Pozzolatico dove transitano quattro gatti, è assurda.

 

Ciò è inutile, soprattutto dopo l'apertura, quest'anno, del link tra la SP56 e la via di Riboia, carica di pendolari tra la via Senese e l'Impruneta (fu completata nel 2010 ma restò chiusa per beghe di burocrati).

 

Il Comune d'Impruneta perde qui una ottima occasione. La deviazione della SP56 è una ottima scelta, perché elimina una curva pericolosa, ma la rotatoria no, anche con la carota UE.

 

Per dare un nuovo impulso a Pozzolatico, sarebbe socialmente utile, amministrativamente doveroso e urbanisticamente corretto, creare un luogo d'incontri al centro del paese, piuttosto che un invito agli scontri tra veicoli che passano veloci senza fermarsi.

 

Cosa sarebbe meglio di una piazza di paese, che manca, che valorizzerebbe la qualità del luogo, e che potrebbe essere sapientemente integrata allo sviluppo edilizio, che non sarebbe così un ennesimo inno al ghetto di villette, senza servizi al servizio di tutti.

 

Sono cosciente che un progettista "esterno" non sia gradito per proporre uno schizzo, succinto che sia, di cosa potrebbe diventare il centro di Pozzolatico, al posto di una inutile e urbanisticamente dannosa rotonda.

 

Propongo comunque di studiare attentamente una alternativa. Se la rotatoria fosse realmente costruita, questo paese non diverrà mai tale. Il Suo giornale può dare impeto ai lettori titubanti, perchè diano il loro contributo per salvaguardare e migliorare il paesaggio in cui viviamo.

 

Cordiali saluti, Michele Michahelles

di Michele Michahelles

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrivi anche tu... al Gazzettino del Chianti!

Devi segnalare un disservizio? Contattare la nostra redazione? Scrivere una lettera al direttore? Dire semplicemente la tua? Puoi farlo anzi... devi!

Scrivici una mail a: redazione@gazzettinodelchianti.it

Leggi anche...