Il consiglio comunale di Impruneta nella seduta serale di giovedì scorso, nei vari argomenti da discutere all’o.d.g. vi erano anche le osservazioni sulla lottizzazione “Le Fornaci”, fra questi ha ritenuto dover inserire la diffida, inviata agli assessori e consiglieri comunali da 74 cittadini della zona, considerandola come una qualsiasi altra osservazione pervenuta e quindi metterla all’approvazione come tale.
Questo è da ritenersi un comportamento indiscutibilmente anomalo derivato, forse, da una errata interpretazione lessicale delle due parole, ovvero la differenza fra “osservazione” (è una considerazione critica, una espressione di giudizio relativa a qualcosa che può essere accolta o meno) e “diffida” (è un atto stragiudiziale di una intimazione ad una o più persone affinché esegua/no una determinata attività o si astenga/no da un determinato comportamento).
Emerge con tutta evidenza come il documento di che trattasi abbia tutte le caratteristiche di diffida in quanto, dopo aver descritto le motivazioni e le preoccupazioni che hanno indotto i firmatari ad assumere tale comportamento, sono stati invitati tutti i destinatari a non effettuare la presa d’atto della delibera n.51/2017 del C.C., avvertendoli che in caso di disattesa di tale invito li riterranno responsabili per colpa di eventuali danni arrecati alle loro proprietà così come previsto dall’art.1172 C.C. (danno temuto).
E’ pertanto lapalissiano sostenere che solo le osservazioni pervenute devono essere sottoposte all’approvazione del C.C., ma essendo nella fattispecie una diffida doveva essere soggetta esclusivamente ad una presa d’atto.
Non vi è alcun dubbio quindi come la decisione espressa dal C.C. non abbia alcun valore giuridico sia oggettivamente in se stesso e sia soggettivamente nel giudizio dei singoli, ragion per cui i Consiglieri favorevoli alla realizzazione della lottizzazione “Le Fornaci” non debbano sentirsi esonerati dalle responsabilità contenute nella suddetta diffida, anche negli anni futuri.
Nella relazione esposta dal tecnico comunale, sempre relativamente a tale diffida, sono state fatte alcune affermazioni non rispondenti alla realtà riguardo agli interventi di via Ho Chi Minh dove ancora la collina non si è stabilizzata (mi permetto affermare ciò poiché direttamente interessato alla vicenda di tale via)
Infine, circa la bonifica dell’area occupata da materiali fortemente inquinanti, fa riflettere la risposta fornita dal tecnico relatore nel sostenere che ciò sarebbe subordinato all’approvazione del progetto di lottizzazione, invece che adottare un provvedimento contingibile ed urgente verso i proprietari, ovvero l’Amm.ne Com.le antepone l’interesse privato alla salvaguardia della salute della collettività, facendo così sorgere i più strani sospetti.
Per dimostrare la sua buona fede il presidente del C.C. dovrebbe riportare in discussione all’o.d.g. questo argomento e fare “un passo indietro” sviscerando qualsiasi dubbio, magari con toni ed affermazioni più consone al ruolo ricoperto, perché quelle 74 persone firmatarie della diffida “non seminano odio”, come lo stesso ha sostenuto, bensì esercitano un loro diritto sancito dalla costituzione, peraltro con la massima correttezza.
Con una massima Seneca diceva: “errare humanum est…..” –sbagliare è umano-, continuava poi San Bernardo: “…perseverare autem diabolicum.” –ma perseverare nell’errore è diabolico-.
Alfredo Zacchei
di Alfredo Zacchei
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