Caro Direttore, le trombe elettorali risvegliano i partiti imprunetini e li spingono fuori dalle tombe dove giacevano indisturbati da cinque anni: si scrollano di dosso la terra, ripuliscono i vecchi slogan e riaprono gli sgabuzzini per le assemblee dei militanti ancora in vita.
I “grandi elettori”, combattuti fra la fedeltà a Santa Leopolda e le tentazioni di Max il Diavolo, dopo qualche azzuffatina a beneficio del Pucci, si accorderanno su un candidato nella continuità.
Gli imprunetini paiono infatti ben contenti che non si tocchi niente in paese e che nulla cambi mai e questa aspirazione sembra ora pienamente soddisfatta: le scuole sono carenti e malmesse da sempre, la circonvallazione resta sulla carta, le botteghe seguitano a chiudere e le fornaci anche, i servizi si spengono gradualmente o scendono a valle, ognuno continua a fare il proprio comodo e i trenini sono fermi nelle antiche stazioni.
Nemmeno le feste cioè i valori fondanti del paese cambiano, anzi straboccano nella celebrazione di un’età dell’oro che non è mai esistita se non nell’immaginario dei vecchi. Cupio dissolvi, sentenziano quelli che sanno di latino. Godo nel disfacimento, per tutti gli altri.
Se non spuntano vere opposizioni e credibili candidati alternativi, basterà poco al Partito egemone per convalidare il consenso elettorale: raddrizzare qualche cartello stradale abbandonato a terra da anni, riempire un po’ di buche nelle strade, tagliare l’erba spelacchiata, organizzare qualche evento in pompa magna e auspicare il raddoppio delle feste e delle cene: panem et circenses, appunto.
Nessuno si prenderà la briga di chiedere al segretario del Partito dove cercare tutti quei fatti che, secondo lui, avrebbero annientato le polemiche post elettorali e dimostrato la competenza e la lungimiranza dell’Amministrazione.
Forse si riferiva agli interventi istituzionali in relazione all’apertura delle porte sante, alla benedizione degli animali, alle processioni, ai vernissage, alle inaugurazioni di depuratori non ancora funzionanti o di rotonde provvisorie, alla regia filodrammatica.
Tutte attività reali, peraltro ampiamente documentate dalla stampa locale, ma non precisamente catalogabili come successi amministrativi.
Siamo solo agli inizi e vedremo dove ci porterà la kermesse elettorale. “Tutto cambia” diceva il filosofo, ma non aveva certo in mente Impruneta.
Giuseppe Aglietti
IL DIRETTORE RISPONDE
Caro Giuseppe, la ringraziamo per i suoi interventi, sempre ben scritti e pieni di ironia.
Sulle sue opinioni ovviamente non metto becco. Le rispondo solo per quella riga dove mi tira in ballo, visto che leggo "a beneficio del Pucci" (che presumo… sarei io).
Quel beneficio da lei evocato mi par di capire sia relativo a un suo pensiero sull'incidenza di questo tipo di articoli sul numero di lettori del nostro giornale. Ovvero: partono le "beghe" di campagna elettorale e i lettori si impennano.
Devo purtroppo deluderla. Faccio questo mestiere ormai da sedici anni, undici su carta e cinque online. E un punto così basso di interesse verso gli argomenti riguardanti la politica locale non lo avevo mai visto.
Traduco: con i nostri Analytics siamo in grado di sapere, al centesimo, il numero di lettori articolo per articolo. E le posso assicurare che quelli riguardanti la politica locale, anche se già in fase pre-elettorale e quindi più "frizzante", interessano solo a quei pochi che la fanno.
Dovrebbe essere un argomento di riflessione anche per loro… .
Matteo Pucci
di Giuseppe Aglietti
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