“Disuguaglianze e razzismo: ma poi siamo davvero… tutti uguali?”

A proposito di razzismo vorrei ricordare una splendida frase del grande educatore cattolico Don Lorenzo Milani:

 

“Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” (Lettera a una professoressa).

 

Quello che dobbiamo stabilire dunque è se siamo veramente tutti uguali, o no.

 

Certo che siamo uguali! Abbiamo due braccia e due gambe e un corpo variamente colorato ma funzionante in tutti nella stessa identica maniera: abbiamo tutti un cuore che pompa sangue e un cervello con connessioni neuronali e un fegato e un intestino e mangiamo ed evacuiamo tutti allo stesso modo.

 

Dunque nasciamo ci accresciamo e moriamo tutti alla stessa maniera.

 

Ma vivere? Viviamo davvero tutti alla stessa maniera?

 

Qui bisogna fare un passo in avanti e tirare fuori due concetti ampiamente conosciuti da tutti anche se pochi ricordano che hanno i nomi greci di Physis e di Nomos.

 

Physis è una parola che adoperiamo cento volte al giorno con i significati di: fisico, naturale, leggi della natura, ambiente fisico… ed indica il complesso delle leggi che regolano la vita istintiva degli esseri viventi e il funzionamento del mondo e dell'universo, indipendentemente dalla volontà e dall'agire dell'essere umano.

 

Esiste di per sé e basta, e comprende anche le leggi “naturali” della evoluzione, della selezione, della prevalenza del più forte sul più debole: chi ha fame mangia il suo e quello degli altri, chi non ha ricovero ruba la tana che trova, si riproduce stuprando, vive di istinti naturali di prede e di sopraffazione.

 

Non c'è dubbio che Physis ci accomuna tutti.

 

Abbiamo chiaro che la parte fisica degli uomini si è evoluta dalla stessa matrice africana, che originamo tutti dalla stessa genìa, forse dalla stessa madre.

 

In questo senso ha veramente poco significato parlare di razzismo perchè, in realtà, apparteniamo tutti ad un'unica razza, quella umana.

 

E Nomos? Nomos si forma per contrastare la forza naturale di Physis, per tentare di vincere la brutalità con la forza dell'intelligenza, per creare una realtà in cui tutti, deboli e forti, abbiano il diritto di sopravvivere.

 

Nomos riguarda la vita vissuta nel consorzio umano, nella società di appartenza, nella famiglia, parlando la lingua madre e seguendo leggi che gli antenati si sono date, è il bagaglio culturale, sedimentato nel tempo in usanze credenze religiosità.

 

Nomos è l'insieme dinamico delle leggi “umane” che l'uomo si è dato da solo, che si è conquistate con il suo lavoro intellettuale, frutto di lotte e mediazioni , spesso con il sacrificio della propria vita.

 

Nel nostro Nomos ci sono valori, ormai acquisiti e inderogabili, da conservare gelosamente, quali la democrazia, la libertà personale, l'uguaglianza di fronte alla legge, la parità fra uomo e donna, la divisione netta fra la legge religiosa e la legge civile.

 

Noi veniamo dal Diritto Romano, veniamo da lontano in fatto di leggi e di laicità del Diritto!

 

Il nostro Nomos ha radici che affondano nella cultura greca in quella latina in quella giudaico- cristiana, costruito nel corso dei secoli con tanta fatica, e la nostra storia lo dimostra.

 

Ogni parte del mondo ogni cultura ogni etnia ha il suo Nomos: è la sua appartenza, è la sua origine, è la sua essenza, è la sua identità.

 

Ogni popolo ha un passato da cui non può prescindere e che necessariamente determina parte del suo futuro in un Nomos vivo e sempre diverso ma comunque legato e dipendente dalla sua storia.

 

Evitiamo la trappola di valutare le diverse etnie sulla base di giudizio del Bene e del Male ma non cadiamo neanche in quella di un assurdo relativismo etico per il quale, poiché esistono tanti modelli culturali, tutti i modelli culturali sono buoni, perchè non è vero.

 

E noi possiamo davvero affermare con certezza di essere proprio tutti uguali?

 

Maria Franchi

di Maria Franchi

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