Caro direttore, consultando gli archivi del suo giornale, ho trovato un meritorio riferimento ad una tragica vicenda che accadde all’Impruneta negli ultimi anni della seconda guerra mondiale: la cattura e la successiva deportazione della famiglia Calò-Spizzichino, dal Ferrone al campo di sterminio di Auschwitz.
# ARTICOLO / Al Ferrone, dove sette ebrei vennero deportati ad Auschwitz
L'articolo preciso e chiaro, che risale a cinque anni fa, si conclude con l’auspicio che a questa orrenda pagina, venga dato adeguato risalto.
Ebbene, le confesso che questi fatti io non li conoscevo proprio e che venerdì scorso, quando li ho ascoltati all’interno di un approfondimento sul Giorno della Memoria organizzato dal mio Ordine degli Avvocati di Firenze, sono sobbalzato sulla sedia.
Sono rimasto incredulo, io da sempre imprunetino, che questo sia stato possibile nel mio paese.
Sono rimasto incredulo che anche nel mio paese il Male possa essere stato tanto “banale” da far sembrare normale la deportazione di un’intera famiglia con tre bambini piccoli, fra cui una neonata di quattro mesi.
Lo spettacolo è questo: http://www.ordineavvocatifirenze.eu/wp-content/uploads/2018/01/Locandina-26.01.2018-def.pdf
Cordialmente, Marco Mecacci
di Marco Mecacci
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