“La blasfemia dei giudici europei e il silenzio assordante della Chiesa”

La notizia è recente. 30 gennaio 2018: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna il Governo Lituano, reo di aver impedito la diffusione di una pubblicità blasfema in cui due modelli in jeans impersonano Gesù e la Madonna, con pose ammiccanti e motti che usano impropriamente i nomi di Gesù e di Maria.

 

La Corte Europea afferma che il Governo Lituano, impedendo la diffusione di tale pubblicità, ha violato il diritto di libertà di espressione dei pubblicitari.

 

Secondo i Giudici di Strasburgo, Gesù e Maria sono solo dei “simboli religiosi” e abusare dei loro nomi o delle loro immagini non è violazione dei diritti dell’uomo. Anzi, vale l’opposto: chi impedisce la bestemmia e la blasfemia sta violando la libertà di espressione. Le bestemmie contro Gesù e la Madonna sono divenute un diritto umano!

 

Per i cristiani la blasfemia non è cosa nuova: la conoscono bene. Non è né originale né trasgressiva. La blasfemia è l’espressione di quell’odio assurdo e irrazionale contro Gesù che attraversa con il suo tanfo schifoso tutta la storia.

 

È il ragliare rabbioso di uno spirito che non tollera la verità del Vangelo e che continua a digrignare i denti, acconciandosi di volta in volta secondo la moda del momento, per sembrare nuovo e interessante.

 

Non a caso la più antica rappresentazione di una croce è un disegno blasfemo, in cui un cristiano è messo in ridicolo mentre adora il suo “dio”: un asino crocefisso.
 

 

L’odio irrazionale contro Gesù si è manifestato già prima della sua nascita; in quel primo Natale di duemila anni fa, a Betlemme “non c’era posto per loro nell’albergo”: di posto, nell’albergo, ce n’era eccome, però non c’era “per loro”, per lui, Gesù che ancora doveva nascere, e la sua famiglia, lasciati fuori, al freddo, nella notte.

 

E dalla nascita di Gesù fino alla sua morte è tutto un folle susseguirsi di persecuzioni. Un assurdo spirito omicida si impossessa prima del re Erode che “vuole cercare il bambino per ucciderlo”, poi dei sacerdoti ed anziani del popolo che “tennero consiglio contro Gesù per farlo morire”, ed infine di tutto il popolo di Gerusalemme che in quel venerdì prima della Pasqua grida: “Via! Via! crocifiggilo!”.

 

L’insulto accompagna Gesù fino sulla croce: “gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?» (…) i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: «Sono Figlio di Dio»!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.”
 

 

E dopo la Resurrezione l’odio contro Gesù non si placa: si rivolta contro gli apostoli ed i discepoli, contro la Chiesa. Nessuna fede ha dato al mondo più martiri e perseguitati della Chiesa Cattolica: i frutti luminosi della civiltà cristiana sono stati irrigati dal sangue dei martiri.

 

L’avete mai notato? Chi bestemmia, lo fa solo contro Gesù, contro la Madonna, contro il Dio della fede cristiana.

 

Non si sentono bestemmie contro Maometto e la sua famiglia, o contro Shiva, o Krishna, o Visnù. No: le bestemmie sono solo contro la fede cristiana, perché c’è una forza che emana dal nome di Gesù, una forza divina che guarisce, che dona fede, speranza, amore, una forza che trapassa come una spada l’anima anche dell’uomo più ottuso e indifferente, una forza di fronte alla quale coloro che scelgono di rifiutare Dio rispondono con l’insulto e la blasfemia, nominando il nome di Dio invano.
 

 

La Corte dei Diritti Europei considera Gesù come un “simbolo religioso”. Che poveretti questi giudici: non hanno capito che il nome di Gesù non è un simbolo, ma un nome che porta in sé tutta la potenza di Dio! Perché “in nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati”.
 

 

Gesù non è un “simbolo”: Gesù è un essere che vive: egli è risorto e vivo! Ed opera anche oggi nel mondo. Maometto è morto, ed il suo corpo si conserva a Medina. Budda è morto, ed il suo corpo è stato cremato. Ma Gesù è risorto ed è vivo per sempre, così come Maria, sua madre, prima fra le creature ad essere essa risorta e viva.

 

Egli è presente in Spirito ovunque, ed il suo corpo è presente vivo nelle ostie consacrate conservate in ogni chiesa cattolica del mondo. Nel corso dei secoli schiere innumerevoli di cattolici hanno confermato con la potenza di segni e miracoli la presenza viva ed operante di Gesù nella sua Chiesa.

 

E la Madonna, donataci da Gesù sulla croce come Madre di ogni vivente, si è manifestata innumerevoli volte in ogni epoca e nazione, compiendo segni unici e straordinari, come il miracolo del sole di Fatima, che fu testimoniato anche dai più ostili rappresentanti del regime comunista, o la serie innumerevole delle guarigioni miracolose di Lourdes, puntualmente ratificate dalla rigorosa commissione scientifica del “Bureau des constatations médicales”.

 

È la realizzazione della promessa fatta da Gesù ai discepoli: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. “Io sono il Primo e l'Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi.”
 

 

I Giudici di Strasburgo non hanno capito che Gesù e Maria sono persone vive, a cui i cristiani sono legati da un vero sentimento di amore.

 

Deridere Gesù non è insultare un simbolo: deridere Gesù è offendere i sentimenti d’amore più intimi del cuore dell’uomo. Purtroppo però pare proprio che non siano solo i Giudici a considerare Gesù un simbolo.

 

I pubblicitari  ed i Giudici hanno fatto bene i loro conti: sanno che ormai sono pochi quelli che Dio lo amano sul serio, quelli disposti ad alzare la voce. E infatti anche i rappresentanti ufficiali della Chiesa ormai preferiscono un silenzio codardo al coraggio dello sdegno. È un silenzio assordante, di fronte al quale la blasfemia passa spudorata, con la sua schifosa parata di insulti.
 

 

E questo forse è il tratto più triste di questa vicenda, perché i cristiani, quelli veri, non trovano più nessuno che li difenda. In fondo però era così anche all’inizio, quando tutto è cominciato, su quella “collina del cranio”, sotto una croce che gocciola il sangue di un innocente, coperto di insulti per aver insegnato al mondo l’Amore.

 

Maria Teresa Lombardini (coordinatrice Fratelli d'Italia, Impruneta)

di Maria Teresa Lombardini

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