Caro direttore, dell’amministrazione Calamandrei a Impruneta colpisce l’incomunicabilità con le opposizioni che il sindaco ha più volte accusato d’intralciare con polemiche sterili e paralizzanti le lodevoli iniziative della giunta.
Effettivamente, l’amministrazione non ha compicciato un gran che nel quinquennio, ma probabilmente più per colpa dei litigi interni che dell’ostruzionismo dell’opposizione come apparirebbe dal licenziamento in stile Trump della prima giunta e dallo stillicidio di abbandoni dei consiglieri.
In un paese piccolo e con problemi grandi sarebbe stato consigliabile sollecitare i contributi di tutti per “cambiare verso” in modo da affrontare le difficoltà economiche e gestionali piuttosto che adottare il galleggiamento e il rinvio.
Finanziariamente l’Ente naviga da decenni in cattive acque nelle quali annegano le velleità dei sindaci. Il bilancio previsionale resta un libro dei sogni, mentre quello consuntivo si pareggia con pur leciti accorgimenti contabili o svendendo quel che resta del patrimonio.
Le scuole segnano il fallimento palese dell’amministrazione come le opere pubbliche, rinviate di anno in anno.
Sembra inoltre che il territorio non sia controllato sufficientemente, basti pensare all’urbanistica, alla vigilanza urbana, alla manutenzione degli edifici, delle strade, degli arredi, dei parchi e dei boschi. Anche le feste tradizionali straripano sul territorio per mancanza di spazi idonei.
Le opere pubbliche dovrebbero definire le vocazioni del paese ma l‘elenco di quelle che mancano è lungo, a cominciare dalle scuole. Scarseggiano i soldi ma forse anche la competenza per pianificarle e monitorarle direttamente. Affidarsi ai privati si è dimostrato fallimentare.
E’ quindi essenziale riorganizzare e rafforzare la macchina comunale con la scelta di assessori, dirigenti e, ove possibile, funzionari preparati e dinamici, premiando adeguatamente i dipendenti sulla base di responsabilità precise e obiettivi verificabili dall’esterno.
Poiché le aliquote fiscali sono al massimo, l’indispensabile reperimento di risorse passa dal recupero dell’evasione e dell’elusione, e dall’aumento delle percentuali di incasso effettivo delle ingenti somme arretrate di IMU, Tosap, Tasi e Tari.
Si potrebbe anche sostituire l’inutile addetto stampa con un “facilitatore” multilingue per mungere finanziamenti da UE, Stato e Regione senza attendere che cadano le briciole da altri enti.
Un effettivo controllo del territorio consentirebbe sia l’incasso della tassa di soggiorno, probabilmente ignorata largamente, assieme alle altre imposte, dal sistema di “albergo diffuso”, cioè l’accoglienza in case o coloniche private locate specialmente tramite internet, sia il recupero di oneri e sanzioni urbanistiche mediante la mappatura dei numerosissimi e fin qui apparentemente trascurati abusi edilizi.
La revoca delle esenzioni e delle riduzioni eventualmente ottenute con false o incomplete dichiarazioni, potrebbe portare benefici economici e incrementare le risorse destinate alle persone veramente bisognose.
Altre risorse potrebbero venire dalle multe del CDS per le violazioni pericolose come eccesso di velocità, parcheggio in doppia fila e sul marciapiede, dall’eliminazione di tutti i privilegi ed esenzioni fiscali in favore del commercio e della ristorazione “paralleli” e dall’applicazione effettiva delle tariffe a spettacoli di cassetta da chiunque organizzati.
L’eliminazione degli sprechi “ordinari”, nascosti nei servizi comunali, è però il capitolo fondamentale, da esplorare a fondo in quanto ha ricadute finanziarie vitali. Basti pensare al peso economico dell’illuminazione pubblica, della spazzatura stradale, dei lavori di manutenzione del territorio, degli affidamenti esterni, della duplicazione sul territorio degli uffici ecc.
Purtroppo non vedo all’orizzonte candidati interessati o in grado di gestire questioni amministrative come queste e temo che la follia collettiva che trascina gli italiani verso l’autodistruzione offrirà solamente una scelta fra gli abusati slogan di alcuni naufraghi di partiti colati a picco e le scemenze sui social di rancorosi e inesperti spippolatori.
di Giuseppe Aglietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































