Questa lettera, inviata da un genitore al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di San Casciano Marco Polie alla redazione del Gazzettino del Chianti, necessita di una premessa: da direttore del giornale e… da babbo.
Anch'io mi sono chiesto, in questi mesi, quanto i ripetuti scioperi indetti (per fortuna nella scuola materna che frequenta la mia bambina ne è andata in porto una minima parte) possano essere incisivi.
Quanto vengano fatte capire, anche ai genitori, le motivazioni di tali scioperi. Quanto la loro "collocazione" (il venerdì o, ultimo caso, il 2 e 3 maggio, ovvero in coda al lungo "ponte" del primo) faccia soprattutto infuriare oltremodo chi si trova a dover gestire lavoro e famiglia. Magari senza nonni a disposizione.
Quanto la modalità, ovvero non si sa se c'è lo sciopero fino all'ultimo minuto, da un lato voglia renderlo al massimo non gestibile (per dargli maggiore effetto) e dall'altro vada però ad alimentare sentimenti opposti in chi si trova a portare il bambino a scuola e poi a doverlo riportare a casa.
E' l'eterna, inevitabile, diatriba fra chi sciopera e chi subisce lo sciopero?
Oppure con un po' di buonsenso in più le due cose si potrebbero tenere unite in modo migliore?
Anche io, come il genitore nella lettera, sono per la tutela massima del rispetto dei lavoratori. Compreso, ovviamente, il loro diritto allo sciopero.
Ma qui, perdonatemi, siamo di fronte a una situazione che va compresa e capita più nel profondo.
Altrimenti rischia solo di esasperare gli animi (già, comprensibilmente, belli caldi…). E di danneggiare i bimbi.
Matteo Pucci, direttore del Gazzettino del Chianti
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Gentile Dirigente,
a malincuore sono a evidenziarle un continuo ripetersi di scioperi presso il plesso della scuola materna del capoluogo.
Siamo tutti solidali e rispettosi dei diritti dei lavoratori, che protestano con le modalità che hanno a disposizione e con la presente sono a chiederle di portare un messaggio preoccupato di una coppia di genitori che vedono costantemente la didattica del proprio figlio di 5 anni interrotta, con modalità "selvagge" e con un malcontento generale che sta montando e esasperando gli animi.
I lavoratori forse non stanno tenendo conto che la base sociale su cui poggiano si sta assolutamente stancando di questa metodologia di protesta, che fa pagare il conto amaro principalmente a bambini di 3 o 5 anni che si trovano all'improvviso la mattina respinti dalla scuola e destinati ad altri impieghi di fortuna. Più di 100 famiglie che devono inventarsi il rimedio all'ultimo minuto.
Il tema non è il diritto allo sciopero, ma le modalità. Questi suoi collaboratori, dovrebbero comprendere il rispetto per l'infanzia e anticipare la loro adesione.
Non è un atto dovuto, ma come dirigente scolastico con circolare interna può richiederlo e magari sollecitare la sensibilità, specialmente per la materna che vede bimbi piccoli coinvolti.
La ringrazio per l'attenzione che avrà riposto nella mia lettera di protesta e la saluto cordialmente.
Lettera firmata
di Lettera firmata
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