“Elezioni Impruneta? Ci sarebbe da sorridere se non si fosse di fronte a un paese morente”

Caro direttore, se non fosse che Impruneta è un paese morente dopo decenni di amministrazioni impreparate, ci sarebbe da sorridere osservando l’attuale competizione elettorale di Impruneta.

 

I protagonisti credono di ispirarsi a Machiavelli ma gli accordicchi affannosamente ricercati fra usurati capi e capetti politici rimandano piuttosto a un canovaccio della commedia dell’arte con camuffamenti, voltafaccia, furbizie e improvvise entrate o uscite di scena.

 

Nemici collaudati osannano ora gli avversari di cui hanno detto peste e corna fino al giorno prima, fratelli di partito si accoltellano con passione, maneggioni saltabeccano da una lista all’altra. Il tutto in un clima pre-elettorale gonfio di inaugurazioni, feste, cotillon e annunci di grandiose opere pubbliche per vecchi e bambini.

 

Destra, sinistra, centro sono distinzioni di cui tutti sembrano infischiarsi. Basta essere fortemente contro qualcuno o qualcosa.

 

C’è chi è contro Renzi, chi è contro i neri, chi è contro gli immigrati e gli zingari, chi è contro l’egemonia dei vetero-comunisti, chi è contro i fascisti, chi è contro Berlusconi e chi è contro se stesso. In effetti, tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie sembra essere l’idea guida prevalente degli elettori italiani.

 

Il problema è che ci dovrà pur essere qualcuno che sia a favore di un qualcosa che serva allo sviluppo di questo povero comune. O no?

 

Qualcuno che abbia delle idee vere e concrete su cosa fare per tirar fuori il paese dal pantano, qualcuno che non ricorra alle solite tiritere o alle banalità sui cambiamenti voluti dal popolo o sulla democrazia dal basso.

 

Qualcuno che sappia amministrare per il bene del paese i 14 o 15 milioni di euro prelevati annualmente dalle tasche degli imprunetini.

 

Qualcuno che voglia trasformare questo mangificio esentasse e divertimentificio alcolico in un paese industrioso, decoroso, evoluto e accogliente perlomeno allo stesso livello di quelli circostanti.

 

Speriamolo contro ogni evidenza.

 

Giuseppe Aglietti

 

di Giuseppe Aglietti

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