Si avvicina la data del referendum sull’unione dei nostri comuni, gli addetti ai lavori, ammesso che ce ne siano, dicono che è già stato fatto molto con i servizi associati ma i cittadini dei due comuni l’unica cosa che hanno capito, quelli più informati, che arrivano più soldi per investimenti.
Per il momento dei problemi dell’unione i cittadini sanno poco o nulla e le forze politiche che dovrebbero dare indicazioni sono scomparse nel nulla, non solo su questa questione ma su tutti i problemi locali, avvalorando l’idea prevalente tra i cittadini che anche le società locali si possano governare senza politica.
E che, anzi, questa è un danno; così facendo aprono la strada alla destra che riempie un vuoto lasciato per incapacità e rassegnazione da un lungo periodo di governo della sinistra incapace anche di creare una nuova classe dirigente locale e che ha fatto di tutto per allontanare i cittadini dalle istituzioni.
Non a caso anche da noi la Lega si ingrassa con i voti di questa sinistra. In vista dell’unione a cominciare dai due sindaci ognuno cerca di coltivarsi il proprio orticello, non vedendo intanto che le erbacce hanno ormai occupato ogni spazio coltivabile.
Io credo che sull’esito positivo del referendum non ci siano dubbi Ma quello che manca è un progetto condiviso dai cittadini a cominciare dal nome del nuovo comune (che potrebbe essere Barberinelle) per non scontentare nessuno, al nuovo stemma, alla mappa dei nuovi servizi e dei regolamenti omogeneizzati tra i due comuni di cui i cittadini vorrebbero sapere se saranno più o meno efficienti.
E se il cui costo aumenterà o diminuirà oltre ad un progetto di sviluppo integrato per tutto il Chianti visto che con l’unione avremo nel nuovo comune una delle aree più industrializzate della provincia di Firenze o dell’area metropolitana. Di cui chiederemo notizie alla rubrica tv “Chi l’ha vista” questo fantasma istituzionale indecifrabile. Quali saranno gli altri settori su cui puntare oltre l’olio ed il vino visto che il “Distretto Rurale” è a completo appannaggio del Consorzio Chianti Classico.
Torniamo all’unione la cui nuova giunta sarà composta dal sindaco e da quattro assessori ed un consiglio comunale di undici consiglieri. Le chiacchiere di paese parlano del nuovo sindaco (Baroncelli, attuale sindaco diTavarnelle), più due assessori per Barberino e due per Tavarnelle.
Per i due di Tavarnelle c’è un affollamento di candidati, da gente che ormai è alla quarta legislatura a qualcuno” nuovista” che non sa neppure cosa sia un comune.
C’è inoltre da riorganizzare la macchina dei due comuni che avrà oltre un centinaio di dipendenti, dove e come con quali compiti?
Da citare un comitato di recente costituzione di cui non si conoscono competenze, poteri ed indirizzi, su cui dovrebbe lavorare ma che genericamente si occuperà dell’unione dei due comuni.
Sembra che l’unica cosa importante per adesso sia vincere il referendum, del resto se ne occuperà chi vince e non importa se a perdere sarà il comune unico che partirà zoppo e senza prospettive magari con un po’ di confusione.
Tanto per intendersi all’italiana. Forse ci siamo dimenticati dei collegamenti fra le frazioni ed il capoluogo ma verrà anche il tempo per questi…
Rino Capezzuoli(cittadino di Tavarnelle)
di Rino Capezzuoli
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