Nei paesi democratici o semplicemente ben gestiti i dipendenti pubblici sono al servizio dei cittadini siano essi organizzati o singoli.
A Impruneta il concetto sembra talvolta rovesciato: il cittadino deve fare il comodo dei dipendenti pubblici, costretto com’è a seguire “protocolli d’ingaggio” perlomeno strambi in un piccolo paese come il nostro.
Al telefono non si riesce a ottenere udienza o perché nessuno risponde o perché gli addetti sono in “ispezione”o in “riunione”, o perché si ricevono i cittadini solo negli uffici del capoluogo di fatto, cioè Tavarnuzze.
E qui non si parla di pratiche da protocollare ma di semplici segnalazioni di disservizi, di urgenze o di pericoli. Insomma di quei piccoli interventi e attenzioni che fanno la differenza fra un Comune sciatto e un Comune ordinato che invoglia i cittadini a collaborare per mantenerlo tale.
Naturalmente mi riferisco a un problema che mi tocca personalmente.
Abito in un vicolo stretto e scuro che è – o dovrebbe essere – illuminato da un lampione che però è spento da oltre una settimana.
Durante la notte o nel crepuscolo il vicolo diventa un orinatoio per vecchi prostatici o per giovani ubriachi pieni di birra e gli abitanti procedono a tentoni o scivolano sulle feci dei cani. Senza contare la paura di rincasare a tarda sera in questo paese non propriamente tranquillo la notte.
Quando sono riuscita ad intercettare i responsabili della manutenzione mi si dice che non ci sono soldi, che ci sono centinaia di luci spente, che non c’è sufficiente mano d’opera e che devo attendere il mio turno.
Il dirigente categoricamente dice: “No!” la lampada non posso cambiarla a mie spese, pena una denuncia!
E pensare che il Comune preleva ogni anno circa 13 milioni di euro dalle tasche dei cittadini, fra i più tartassati del Chianti, per le sole spese correnti, eppure non riesce a sostituire le lampade!
Colpa della vetustà degli impianti – mi viene detto. Ma chi ci ha governato negli ultimi settant’anni? E negli ultimi otto anni?
Con questa miseria, organizzerò una colletta fra i cittadini – 50 centesimi a famiglia – per riaccendere le luci dell’Antico Borgo. Il Comune dovrà spargere denunce a raffica per fermarci e rischiare così il ridicolo sui giornali.
Maria Teresa Lombardini
Coordinatrice di “Fratelli d’Italia” Impruneta
di MARIA TERESA LOMBARDINI
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