IMPRUNETA – "L'assessore Matteo Aramini (o vice sindaco, dipende dai ruoli ), apporta finalmente un regolamento alla Fornace Agresti, ma nel farlo e nello scrivere ha dimenticato un particolare molto importante, fondamentale per i cittadini, e soprattutto per i giovani: la democrazia partecipativa".
A dirlo è il MoVimento 5 Stelle Impruneta (nella foto sopra il capogruppo in consiglio comunale Gerardo Patruno), che denuncia "i continui veti all'accesso ai luoghi comunali per attività politica".
E dipinge un… "nuovo che segue il vecchio. Tra la vecchia politica imprunetina che ci riempie ancora di chiacchiere e di debiti, ci dovrebbe essere un nuovo che sta arrivando, un nuovo promesso in campagna elettorale, mentre i cittadini invece percepiscono che di nuovo non c è niente".
Poi tornano al regolamento della Fornace Agresti: "Aramini – proseguono – sicuro del fatto (forse troppo sicuro) che il territorio, in qualsiasi caso, seguirà la sua bandiera e sicuro anche dal fatto che molte stanze e molti luoghi gli verranno sistematicamente messe a disposizione per manifestazioni ed eventi (politici e non), nel regolamento ha "dimenticato" l'esistenza di altre forze politiche e ha ignorato che sul territorio ci sono anche dei cittadini che vorrebbero incontrare le forze di opposizione, eludendo così la possibilità ai capigruppo di "minoranza", l'utilizzo della Fornace Agresti".
"Un emendamento presentato in consiglio comunale – dicono ancora dal M5S imprunetino – gli ha ricordato che ci siamo anche noi, e a questo emendamento le parole ( e anche l'espressione del viso) del capogruppo di maggioranza Menicacci, sono state sempre le solite: nessun utilizzo di stanze comunali per incontri ai fini politici".
"Ricordiamo al consigliere – concludono – che i luoghi comunali appartengono ai cittadini, e che noi siamo stati votati di cittadini. La partecipazione avrebbe solo uno scopo ai fini istituzionali, fondamentale per un Paese libero e democratico come è l'Italia. Continueremo la nostra battaglia nelle opportune sedi: vogliamo dare al territorio libertà e diritto, vogliamo portare i cittadini nelle istituzioni. E tutto ciò non può essere negato da un sistema ormai obsoleto, dove il nuovo è e saŕà sempre il proseguimento del vecchio".
di Redazione
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