“San Casciano, l’implosione della Lista Civica Venzi Sindaco. Una riflessione”

Da varie fonti giunge la notizia che il gruppo di cittadini, che si era raccolto attorno alla Lista San Casciano Civica Venzi Sindaco, sta implodendo.

 

Per quello che si riesce finora a capire, ciò è legato al nodo (cruciale per tutte le liste civiche e per i movimenti politici nascenti): come organizzare la vita democratica all'interno della Lista.

 

Il che, tradotto in un linguaggio più comprensibile, significa: chi (ed in base a quali regole) comanda nella Lista?

 

Al di là del dispiacere per questa nuova implosione e per l'amarezza che essa sta generando in alcuni di coloro, che in essa hanno creduto e per essa hanno lavorato, è importante fare una seria riflessione sul fenomeno “liste civiche", non fosse altro per il fatto che esso èesploso (non solo a S.Casciano) da una ventina d'anni a questa parte , generando – quasi sempre – lo stesso fenomeno.

 

Superato l'entusiasmo della campagna elettorale gran parte degli elettori tornano ad occuparsi a tempo pieno del loro lavoro e della loro famiglia; una piccola parte di coloro che ci hanno messo la faccia, entrando in Lista, non sono nella condizione di continuare a fare riunioni a getto continuo.

 

E tra coloro che rimangono attivi scoppia il dissidio tra gli eletti (che tendono a far di testa loro) ed i non eletti  che non accettano – dopo aver fatto i “portatori d'acqua", ovvero, di voti – di essere esclusi nel momento delle decisioni sul comportamento da tenere in Consiglio Comunale) .

 

Con questa analisi è spiegabile l'ascesa, la crisi ed infine la scomparsa della “Lista Pagliai", della “Lista Cittadini per S.Casciano" guidata da Volpe, ed è spiegabile l'ascesa e la crisi della “Lista Venzi".

 

L'analisi, però, non può dimenticare un altro fattore che ha caratterizzato non solo le esperienze sancascianesi ora ricordate, ma gran parte della vita democratica italiana: la ricerca – quasi spasmodica – di un “volto nuovo, espressione della società civile", cui affidare il compito di risollevare il Comune o la Regione o – addirittura – lo Stato dal baratro (vero o presunto) nel quale è caduto.

 

Il significato di “volto nuovo" è presto detto: rappresenta il rifiuto di chi in politica si èimpegnato (od ha vissuto) per anni, acquisendo una certa quantità di competenze. Il che significa buttar via “il bambino", ovvero, chi tali competenze l'ha messe a servizio della comunità, e “l'acqua sporca", ovvero, chi tali competenze l'ha messe al servizio di… se stesso.

 

Esso, però, non contiene in sé solo il rischio di buttar via “il bambino", ma contiene pure il rischio – se il “volto nuovo" è pressoché uno sconosciuto nel campo delle sue idee politico-amministrative – di trovarsi di fronte ad un incompetente (per gli argomenti da trattare in Comune), oppure, ad uno che per opportunità, ha tenuto per sé  in campagna elettorale le sue convinzioni più profonde: naturalmente queste considerazioni hanno una valenza generale e non sono riferite specificatamente ad alcuno.

 

Anche il significato di “espressione della società civile" nasce da un rifiuto, il rifiuto della politica, giudicata – sempre e comunque – sporca, dannosa per la comunità.

 

Da qui l'idea di andare a trovare la donna o l'uomo “nuovo" in un luogo incontaminato: la società civile.

 

Di essa fanno parte tutti (operai, commercianti, artigiani, imprenditori, insegnanti, impiegati, …) purché non abbiano mai frequentato le stanze (infette per definizione) della politica.

 

Il che porterebbe a dire, per esempio, che il dipendente della ASL, che timbra il cartellino e poi va al mare a fare il bagno, commette un reato di minor gravità di un assessore, che “sistema" in Comune un personaggio, che ha portato alcuni voti al suo partito.

 

Il che porterebbe a dire, sempre per esempio, che un geometra che trucca il verbale del controllo su un ponte autostradale, commette un reato di minor gravità di un Sindaco, che opera per far sì che sia edificabile il terreno di un “suo amico" e non quello di un “suo avversario".

 

Le conclusioni di questa breve e sommaria analisi potrebbero essere le seguenti.

 

1) Coloro che abbiano veramente voglia di dar vita ad una “Lista civica" capace di rappresentare gli interessi di una comunità, dovrebbero – come adempimenti fondamentali ed iniziali – definire in forma scritta due atti costitutivi: a) la carta dei valori della “Lista civica" (è per la mancanza di questa bussola che è naufragata miseramente la “Lista Cittadini per S.Casciano" guidata da Volpe). b) Lo Statuto della “Lista civica", che fissi i diritti ed i doveri dei componenti di essa, le modalità di elezione del gruppo dirigente ed i rapporti (delicatissimi) tra questo gruppo dirigente e gli eletti in Consiglio Comunale della “Lista civica" (per la mancanza di uno Statuto sono naufragate tutte le liste civiche, che sono nate a San Casciano ed anche tantissimi nuovi partiti nati un po' dappertutto).

 

2) I componenti della società politica (ammesso ma non concesso che esista) sono uomini e donne dello stesso tipo (l'unico che esista al mondo) degli uomini e delle donne della società civile. Ne deriva che in ogni scelta di Sindaco o Deputato, che siamo chiamati a fare , esiste un margino rischio, di errore.

 

3) Anche il “volto nuovo" è un uomo od una donna, per cui si ritorna alla conclusione precedente, all'errore, con la possibilità di indicare un solo antidoto contro di esso: conoscere, ascoltandolo, leggendolo, frequentandolo, colui, che ti chiede il voto, sia esso della società civile o della società politica, sia esso un volto nuovo od un volto usato.

 

4) Questa “conoscenza di colui che ti chiede il voto" è il requisito minimo per un voto che non assomigli al partecipare ad una lotteria. Così, se si vuole fare un passo ulteriore verso un “voto consapevole", occorre essere un minimo competenti sui problemi del nostro Comune o della nostra Regione, in modo tale da poter valutare la competenza di chi ti chiede il voto.

 

5) Gia', la competenza! Fare il dottore è difficile e richiede competenze ed, infatti, il malato va alla ricerca del dottore, che ha fama di essere bravo. Fare l'elettricista è difficile e richiede competenze, ed infatti se vuoi rifare l'impianto elettrico di casa tua non ti affidi al primo che passa per strada. Potare un olivo è difficile e richiede competenze ed è per questo che ci si affida ad uno che ha sempre lavorato nei campi od in un vivaio.

 

E' la competenza che ti consente di risolvere problemi, che hai già conosciuto, affrontato e risolto in precedenza e che ti consente una scelta ragionata, ancorché passibile di errore, di fronte ad un problema nuovo.

 

Siccome amministrare un Comune (o governare uno Stato) significa affrontare e risolvere problemi vecchi e conosciuti e problemi nuovi e sconosciuti, è mai possibile rinunciare in questo, unico, caso alla competenza – minima – dell'elettore ed alla competenza – un po' superiore – dell'eletto?

 

Anche sotto questo profilo lo stesso antidoto contro l'errore: conoscere (leggere, ascoltare, riflettere) prima di votare!

 

Circolo La Volta San Casciano

di CIRCOLO LA VOLTA

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