Egr. Sig. Vegni, se mi parla di cuore non poteva trovare migliore persona disposta a discuterne.
La mia attività la faccio proprio con il cuore, non solo per esigenze materiali. Sono profondamente convinto che l’opera in progetto faccia bene al territorio, come ho avuto modo di riportare nella mia memoria pubblicata sul Gazzettino, e che non sia quel mostro che voi dipingete.
Mi piacerebbe pertanto poter continuare a confrontarmi con lei e con tutti coloro che sono contrari, non con dichiarazioni di principio, che raccolgono subito tante adesioni, ma con i fatti concreti.
Ad esempio qualcuno mi spieghi, con i documenti alla mano, perché l’intervento danneggerebbe la certificazione UNESCO, piuttosto che il biodistretto.
Allo stesso modo chiedo che mi si spighi, sempre con evidenze indiscutibili, perché le emissioni e il calore prodotto danneggerebbero la coltivazione della vite.
E’ facile parlare di aria pulita, di rispetto del territorio, di tradizioni storiche del Chianti: siamo tutti d’accordo, io per primo che amo questo territorio da 61 anni. Ma le chiedo, lei vive solo nel Chianti o abita in un Paese che si chiama Italia?
Vuole che le energie rinnovabili siano potenziate a svantaggio degli impianti termoelettrici obsoleti (ormai tutti dismessi o in fase di dismissione) e delle centrali a carbone che dovranno chiudere entro pochi anni?
Senza impianti come questo non sarà possibile in futuro aumentare l’energia elettrica prodotta dal vento, dal sole e dall’acqua. Oppure pensa che l’energia elettrica di cui hanno bisogno i cittadini e le imprese del Chianti per vivere e lavorare è bene che sia prodotta in altre zone, dove è possibile inquinare l’aria?
E’ curioso come a queste domande non vengano date risposte: però piace a tutti premere l’interruttore e accendere la luce, il condizionatore, la gramolatrice durante la vendemmia, la centrifuga nel frantoio, ecc.. .
E prendo spunto dalla sua paura che questo “mostro” indurrebbe sulla gente per esprimere il mio parere sulla tutela del territorio chiantigiano nel prossimo futuro: non è imbalsamando l’esistente che si protegge il territorio.
Lei conclude con una citazione sul bene e il male. Ebbene io con il cuore le dico che per me male è ignorare la realtà delle cose, male è non avere il coraggio e l’umiltà di informarsi prima di emettere sentenze, male è diffondere paura per interesse.
Ing. Giordano Bindi – Libero Professionista
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