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sabato 25 Giugno 2022
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    C’era anche il “Gazzettino” ad attendere i tecnici di Società Autostrade. Prime rassicurazioni

    "Sì, ma la domanda è: il muretto me lo indennizzano o me lo rifanno?".

     

    Sono da poco passate le undici di mattina del 25 novembre e Gilberto Lazzeri cammina nel suo giardino, all'Antella. Con lui, moglie figlia e geometra di fiducia. Subito dietro, la delegazione di Società Autostrade, composta da un tecnico e due testimoni: «Siamo qui nel caso che qualcuno non aprisse la porta».

     

    Perché, succede anche questo? «Eh, non sapete quante volte. Accade anche di peggio». Immaginiamo. Lavoro difficile, per fortuna non oggi. Il clima è sereno, anche l’ultimo sole dell’anno aiuta. E per le domande di Gilberto c’è il geometra Giuseppe Celesti delle Autostrade, mandato direttamente da Roma per provvedere all’esproprio. Non ha la faccia da lupo cattivo. Ma soprattutto risponde: quello che i ripolesi chiedevano da anni.

     

    E se il muretto dei Lazzeri può dormire sonni tranquilli (pare che i lavori lo possano evitare, deviando di un’inezia dai confini segnati sulla mappa), più spinosa è la questione del civico 41, l’ingresso su via Romanelli (in foto sopra) che invece sparirà di sicuro.

     

    «Non è detto, su quello dovremo lavorare. Sopralluoghi veri e propri non sono stati fatti. Con quello di oggi, abbiamo un panorama completo della situazione, così da poter salvare il salvabile rispetto alle mappe originarie», rassicura un altro geometra di Autostrade, Maurizio Gusmeroli, giunto dopo pochi minuti.

     

    Certo, i dubbi di fondo restano, come chiarisce Giuseppe Landi, geometra che segue la famiglia Lazzari dall’inizio della storia. «C’è un grande punto interrogativo, che riguarda la stabilità degli immobili. Tutte le abitazioni dell’area già da tempo risentono delle vibrazioni provenienti dall’autostrada. Ora che si avvicinerà ulteriormente, si è pensato bene alle conseguenze strutturali? Per non parlare dei tre anni, come minimo, di cantierizzazione, che andranno ad acuire il problema».

     

    Poche centinaia di metri e varchiamo il cancello della famiglia Sartoni, che sarà la prima a vedere le ruspe. «Proprio così, il nostro uliveto sarà il primo terreno della zona a sparire, per fare spazio al campo base dove alloggeranno i macchinari e gli operai impegnati nei lavori. Ospitare centinaia di persone davanti alla porta di casa non è uno scherzo, vorremo ricevere precise garanzie».

     

    Oltre a quelle sui terreni, immaginiamo. «Certamente. Ci verranno tolte quasi trecento piante di ulivo. Alla fine dei lavori, verranno ripiantate? In che condizioni riavremo il nostro terreno? Tempo fa ci è stato risposto che tecnicamente dovrebbero addirittura rimetterci la stessa terra che toglieranno, ma pare assai difficile. E poi c’è il grosso problema dell’acqua: noi e le case intorno abbiamo un allaccio passando sotto l’attuale autostrada. La probabilità che gli scavi vadano a danneggiarlo sono altissime. Resteremmo senz’acqua in oltre dieci famiglie. Noi per cautelarci abbiamo affidato tutto ad un avvocato, che mantiene i contatti con le Autostrade. Perché loro in questi giorni stanno mandando persone molto carine e disponibili per tenerci buoni, ma quello che poi succederà una volta iniziati i lavori non lo si può immaginare».

     

    Per rispondere a queste e altre voci, il Comune di Bagno a Ripoli ha istituito uno sportello attivo su prenotazione, cui hanno già fatto riferimento dodici famiglie. Si chiama lo 055/6390222 e si prende appuntamento per il 5 o 6 dicembre, giorni in cui i tecnici della Società Autostrade saranno presenti nel palazzo comunale per rispondere alle istanze dei cittadini.

    di Leonardo Pasquinelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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