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martedì 27 Settembre 2022
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    Il sindaco e l’assessore Casini lo spiegano: “Sulla Tares introdotte agevolazioni sociali”

    BAGNO A RIPOLI – Giovedì 11 luglio il consiglio comunale di Bagno a Ripoli ha approvato il bilancio di previsione per il 2013 e gli atti collegati (Piano triennale delle alienazioni, Piano triennale delle Opere pubbliche, Regolamento e tariffe Tares, aliquote Imu).

     

    L'approvazione è avvenuta a maggioranza: 11 voti favorevoli (Pd, Idv), 4 contrari (Pdl, Per una Cittadinanza Attiva Bagno a Ripoli), 6 assenti.

     

    ”Il consiglio  comunale ha approvato il bilancio per il 2013 – spiegano il sindaco Luciano Bartolini e l’assessore alle politiche finanziarie e di bilancio Francesco Casini (in foto) – con un ritardo di almeno sei mesi per le incertezze normative su sospensione dell’Imu, applicazione della Tares e modalità di costruzione del bilancio. Aggiungiamo l'inasprimento del patto di stabilità e i tagli dei trasferimenti (ormai azzerati, anzi con l'obbligo di versare noi 140mila euro al fondo di solidarietà)…".

     

    "È stata una manovra difficile da costruire – proseguono – ma che ha visto l’amministrazione predisporre comunque un bilancio sano, capace di affrontare le necessità della Comunità ampliando e innovando i servizi sociali ed educativi in primis, ambientali e di servizio al territorio".

     

    Le direzioni in cui si è agisto sono le seguenti: "Una continua riorganizzazione e razionalizzazione delle spese di funzionamento del Comune (ridotte negli ultimi 3 anni di oltre il 20% e per il 2013 di oltre il 3,5%, oltre 2 milioni di risparmi della spesa corrente); riorganizzazione o internalizzazione dei servizi; ricerca di finanziamenti sovracomunali, regionali, europei, sponsor privati per sociale, scuola, ambiente, cultura; 7 milioni recuperati dall'evasione Tarsu e Ici fra 2005 e 2012, con una previsione di altri 800mila euro nel 2013".

     

    "L'approvazione – dicono ancora – giunge poi al termine di un percorso di tre assemblee pubbliche, quattro incontri con i sittrondacati e quattro con le Categorie economiche, più qua riunioni della prima commissione consiliare. Si prevedono riduzioni sull’Imu con diminuzione delle aliquote per i comodati gratuiti a discendenti e ascendenti di primo grado. Il meccanismo di calcolo della Tares, che tiene conto anche dei componenti il nucleo familiare potrà alterare le cartelle e qualcuno pagherà meno, altri di più, ma è importante la conferma del rimborso di circa il 9% di quanto versato nel 2012 per la Tarsu, operazione possibile grazie ai risparmi ottenuti lo scorso anno sul costo di smaltimento e raccolta rifiuti sul territorio (oltre 500mila euro) senza intaccare i servizi anzi aumentando la differenziata, oggi vicina al 60%, e fornendo nuovi servizi con la stazione ecologica di Campigliano".

     

    "Sempre sul fronte Tares – spiegano ancora – da segnalare l’introduzione di agevolazioni sociali per famiglie numerose, famiglie con presenza di disabili 100% e pensionati minimi e la possibilità di introdurre agevolazioni di tipo ambientale con sgravi fino al 30% per i conferimenti all’ecocentro di Campigliano e la reintroduzione dello sgravio del 10% per chi ha la compostiera domestica. Continueremo anche nel 2013 a rispettare a pieno i termini di pagamento (già oggi a 30-60 giorni) verso i nostri fornitori (realtà non così scontata a livello nazionale) e si rispetta l'indicazione del consiglio comunale di destinare il 100% degli oneri di urbanizzazione agli investimenti".

     

    "Con questo bilancio – concludono Casini e Bartolini – si dà priorità ai servizi sociali (cui si aggiunge il progetto 'Una dote per un lavoro') ed educativi e si costituisce, vista la cronica impossibilità di stipulare mutui per opere pubbliche, un budget di circa 350mila euro per la manutenzione straordinaria di scuole e strade. Infine una riflessione: per anni ci hanno parlato di federalismo fiscale, ma i provvedimenti sono sempre andati nella direzione opposta. La nostra è una finanza derivata. Le risorse vanno prima a Roma, poi tornano alle Regioni, alle Province e infine, quello che resta, ai Comuni. Da qui lungaggini, assenza di liquidità e attesa ansiosa dei trasferimenti. Questo non va bene. Ed è un problema politico che riguarda i Governi sia di centrodestra sia di centrosinistra. Non c'è cultura politica sul valore che hanno le Comunità. I Comuni nascono nel Medioevo, ma per alcuni è come se non fossero mai nati”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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