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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    Le foto del Borro delle Argille prima della “bomba d’acqua”. La replica del Consorzio di Bonifica

    GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Il Borro delle Argille, a Grassina, è stato quello che ha creato i maggiori problemi e danni con l'alluvione del 21 ottobre scorso (clicca qui per leggere l'articolo).

     

    Un nostro lettore, Marco Bellini, ci ha inviato tre foto (le vedete qui sopra) che, come dice lui, "mostrano come lavora (sarebbe più opportuno dire come… non lavora) il Consorzio di Bonifica".

     

    "Le foto – prosegue Bellini – mostrano l'imboccatura dei due tubi in cui è stato incanalato il Borro delle Argille, posto dove è straripato (scuola elementare e giardini pubblici di via Lilliano e Meoli)".

     

    "Sono visibili – dice ancora – un pancale e una biciclettina che non sono mai stati rimossi, ostruendoparte del passaggio dell'acqua".

     

    "Due delle foto – conclude – hanno la data impostata mese/giorno/anno, quindi equivalgono a 4 agosto e 13 ottobre 2013. Si vede anche la sezione ristretta dei due tubi: 1,57 mq totali. In tutte le altre parti tombate del borro le sezioni utili al passaggio dell'acqua variano da un minimo di 2,30 mq a 3,05 mq".

     

    Pronta la replica del Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale, che arriva direttamente dal commissario straordinario Mauro Cresti: "I tombamenti – spiega – sono seri punti di criticità: da sempre il Consorzio si è detto contrario ad ogni tipo di tombamento, spesso conseguenti a sistemazioni di aree a scopo edificatorio, perché ogni qualvolta si tenta di rinchiudere un corso d’acqua dentro tubazioni si genera di fatto un rischio o perché occlusioni di sedimenti, vegetazione, rifiuti possono verificarsi frequentemente".

     

    "O semplicemente – dice ancora Cresti – perché l'’imbocco può risultare comunque insufficiente rispetto ad una eccezionale quantità d’'acqua che può piovere in un'area o scendere dai versanti sovrastanti. Le misurazioni delle sezioni degli imbocchi dei diversi tratti tombati non dicono sostanzialmente niente: la non presenza di quella parziale ostruzione non avrebbe assolutamente risolto o influito significativamente sul problema degli allagamenti dovuti allo squilibrio evidente tra l'acqua piovuta e la capacità di portata di quei tubi".

     

    "In merito ai rifiuti – continua Cresti – il Consorzio collabora spesso alla rimozione di rifiuti rinvenuti in alveo o negli ambiti fluviali anche se la vigilanza e l'indagine in merito agli abbandoni, la rimozione e lo smaltimento rientrano nel ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani, non nella difesa del suolo. Alcune foto dei tecnici consortili dimostrano comunque una frequente vigilanza sul corso d'acqua e testimoniano gli interventi già effettuati in passato contro l'inciviltà, tra cui la rimozione anche di un motorino".

     

    "Ripartiamo dunque dal senso civico – esorta – la prima responsabilità è di quei cittadini che continuano a gettare rifiuti nei corsi d'acqua. Da ultimo, dispiace vedere questo appassionato reportage fotografico solo all'indomani dell'evento meteo dei giorni scorsi: forse un tentativo
    strumentale di puntare il dito ancora una volta contro il Consorzio? Se chi ha visto i rifiuti e più volte fotografati li avesse direttamente rimossi o avesse semplicemente informato uno dei vari soggetti in diverso modo interessati alla questione (Comune, Quadrifoglio, Consorzio) siamo sicuri che l'ostacolo sarebbe stato certamente tolto".

     

    "Tra l'altro – conclude – il Consorzio, che tra le altre esegue ogni anno in media oltre 250 interventi di manutenzione incidentale (più di uno a giorno lavorativo tutti documentati e mappati sul sito www.cbtc.it), ha da sempre invitato, anche nella lettera di accompagnamento all'ultimo avviso di pagamento recapitato a casa di tutti i consorziati nei primi giorni di ottobre, a segnalare eventuali problematiche di questo tipo lungo i corsi d'acqua. Il territorio della Toscana Centrale è di circa 1.700 km quadrati con un reticolo idrografico di oltre 2.060 km ed è evidente che solo con l'aiuto dei cittadini-consorziati è possibile individuare e risolvere le micro-critictà locali in un virtuoso, collaborativo (e non strumentale) sistema di prevenzione e profilassi a vantaggio del territorio".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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