BAGNO A RIPOLI – Alla fine si sono anche abbracciati, magari non proprio con grande trasporto, di sicuro con quel rispetto che è fondamentale se le primarie devono essere confronto di idee e non scontro fra "bande".
Alessandro Calvelli, 67 anni, vicesindaco di Bagno a Ripoli, e Francesco Casini, 35, assessore, hanno dato vita lunedì 24 febbraio al primo "faccia a faccia" pubblico, organizzato dal Pd ripolese. Con le domande poste dal coordinatore, il bravissimo professor Carlo Fusaro. E quelle del pubblico.
Due ore abbondanti davanti a una sala gremita in ogni ordine di posto: sengo che queste primarie sono seguite, che c'è aspettativa per capire chi si potrà candidare, nel mondo del centrosinistra, a raccogliere il testimone di Luciano Bartolini (anche lui presente in sala).
Tanti i temi sul tavolo, che riassumiamo qui sotto nelle domande poste dal professor Fusaro e dalle risposte date dai due candidati. Che, nel loro appello finale, hanno parlato di "gioco di squadra" (Casini) e del "mio futuro che è oggi, e ppone le basi del vostro" (Calvelli).
Parte la Città Metropolitana, quali vantaggi e quali pericoli vedete per Bagno a Ripoli, quali i rapporti che intendete instaurare con i Comuni vicini?
Alessandro Calvelli: "Io credo che la cosa più importante sia l’integrazione dei servizi con Impruneta, che ci consente di contare politicamente e numericamente in maniera maggiore nei confronti di Firenze. Un’integrazione che porterà a un "corpus" di 42mila abitanti. Abbiamo già iniziato un percorso come amministrazione comunale ma serve una sterzata: preparare il terreno per una fusione che porterà a vantaggi economici, in particolare sul personale. Quando la fusione sarà fatta per tre anni potremo sforare il patto di stabilità, questo è il vantaggio importante, insieme ai finanziamenti della Regione Toscana".
Francesco Casini: "Si va verso il superamento della Provincia verso la Città Metropolitana. Il ruolo che immaginiamo per Bagno a Ripoli dentro la Città Metropolitana, che verrà guidata dal sindaco di Firenze, è quella del territorio della sostenibilità: dovremo fare di tutto per portare avanti questa progettualità. I vantaggi? Vedremo le regole che si darà la Città Metropolitana, pensiamo a una serie di politiche di area vasta. Un ambito sul quale approcciarla è certo quello dell’unione con il Comune di Impruneta, che ci permetterà di avviare una serie di servizi associati (polizia municipale, scuola, servizi sociali), in un lavoro che stiamo già avviando. Unendo le strutture dirigenziali ad esempio".
In concreto cosa penserebbe di fare per migliorare l’efficienza della macchina comunale?
Francesco Casini: "Non sarà tanto lavorare sui numeri, ma possiamo organizzare una serie di servizi e l’unione dei Comuni in questo ci aiuterà. Pensiamo alle strutture dirigenziali: oggi a Bagno a Ripoli abbiamo sei dirigenti, ne potremo avere sei per due Comuni, vuol dire 200mila euro di risparmio, senza distruggere la struttura. Immaginiamo anche di razionalizzare alcuni servizi come l’ufficio gare passando da cinque unità a tre, con i due che potranno essere collocati su altre aree, ad esempio il sociale dove perderemo due persone fondamentali per pensionamenti. Razionalizzeremo sul Centro Operativo, sulla polizia municipale. Così come dovremo razionalizzare gli spazi, portando uffici dentro al palazzo comunale: penso ad esempio al Suap. Dovremo dare compimento a questi progetti".
Alessandro Calvelli: "Quello che ha detto Francesco è già cosa fatta. Siamo già un passo avanti, ma il futuro è ora, in questo momento. La cosa più importante è dare delle risposte alla gente, e vanno date adesso, non possiamo parlare del lungo termine. Intanto ho deciso di inziare io, sulla mia indennità che ridurrò del 25% come ho già promesso. La concentrazione degli uffici è fondamentale, spendiamo oltre 70mila euro di affitti all’anno, qui dobbiamo incidere. E poi la tracciabilità dei documenti per il cittadino: vorremmo che con la digitalizzazione si sapesse a che punto sono le pratiche in tutti i settori. In particolare in urbanistica ed edilizia: prima si danno le risposte e prima si incamerano anche i soldi come amministrazione comunale".
Tema dei trasporti, tasto dolente a Bagno a Ripoli: la celeberrima variante di Grassina a che punto è, contate sia realizzata nel corso di una vostra eventuale amministrazione? Seconda domanda: mi pare di capire che fra le varie linee tramviarie quella che dal centro viene qua fino a viale Europa sia quella più indietro. E’ vero? Cosa vi impegnate a fare affinché quest’opera decisiva venga avviata in tempi non biblici?
Alessandro Calvelli: "La tramvia sarebbe una cosa straordinaria. Arrivare in treno dappertutto sarebbe un sogno immenso per tutti noi, ma sarà molto difficile. Ci possiamo lavorare ma senza dare illusioni a nessuno. Sulla variante alla Chiantigiana forse bisognava fare qualcosa di particolare, come diceva il primo presidente del Comitato. Stendersi sulla strada un giorno e fare una gran confusione, utilizzando le nostre fasce tricolori: allora forse la sensibilità della Provincia sarebbe aumentata. E’ tutto pronto, gli espropri sono in corso: purtroppo bisogna battere i pugni sul tavolo. Lo faremo, lo farò. Come per riportare il 33 alla Fonte. So che costa, ma se c’è la possibilità vediamo".
Francesco Casini: "Il tema della variante è molto serio ed è una storia purtroppo molto all’italiana. Dal 2006 ci sono i soldi, è stata aggiudicata la gara, non ci sono stati ricorsi, in un Paese normale il lavoro dovrebbe essere partito. Lo stato dell’arte dice che il progetto è in fase di stallo poiché c’è una contrattazione fra Provincia e ditta sulle richieste fatte per migliorare il progetto. E il fatto che la Provincia sia un ente in chiusura rende tutto più difficile: dobbiamo essere fiduciosi, anche nei confronti della ditta che ha fra le mani un lavoro da 26 milioni che ha tutto l'interesse a portare avanti il più rapidamente possibile. Ci devo credere io che mi candido a fare il sindaco per 10 anni. Sulla tramvia dobbiamo sognare, a lungo termine. Parliamo della “Super 2”, dobbiamo disegnarla nelle carte, immaginarla, progettarla. Poi il tema del treno: io non immagino di fare una stazione a Bagno a Ripoli, ma un collegamento fra Vallina e l’abitato di Compiobbi. Un progetto sul quale ho trovato la disponibilità, anche da parte di molte aziende che ho visitato, a contribuire al finanziamento".
Sicurezza e le sue sfaccettature. Criminalità, idrogeologica, sicurezza stradale, tutela delle persone più deboli…
Francesco Casini: "Il tema è relativo alla qualità della vita. Il primo termine che mi viene in mente è la sicurezza sociale, la capacità del Comune di essere accanto a chi ha più bisogno. Vuol dire mantenere i servizi sociali, alla terza età, alla disabilità, alle famiglie, a chi ha perso il lavoro, ai giovani. C’è la sicurezza dalla microcriminalità che è un concetto astratto per chi vive, ad esempio, un’intrusione in casa: e di "micro" non c'è proprio niente. Dovremo riuscire ad attivare politiche di coordinamento fra le forze di polizia, aumentare i servizi di videosorveglianza insieme ad aziende e gruppi di cittadini che hanno già detto di poterle mettere a loro spese (noi dovremo garantire il supporto). E dovremo pensare a interventi di sicurezza dolce: penso al chioschino in piazza all’Antella che permette di monitorare costantemente i giardini che prima erano spesso sede di piccoli vandalismi. Poi la sicurezza intesa come manutenzione del territorio, ridurre l’impatto dell’uomo, con un’urbanistica non aggressiva e mantenendo il territorio. Mantenimento in cui i primi pilastri sono gli agricoltori: con loro dovremo sviluppare una progettazione che è mancata negli anni, pensiamo alla manutenzione delle strade vicinali".
Alessandro Calvelli: "E’ mia abitudine uscire spesso la sera, specialmente il venerdì. E devo dire che negli ultimi tempi ho avuto modo di vedere e stringere la mano all’associazione dei carabinieri della provincia di Firenze che girano con un loro mezzo, gratuitamente. Vedere quest’auto che gira nei nostri paesi è interessante. L’antidoto è la coesione sociale, creare un grande rapporto fra cittadini. Penso alla collaborazione fra le associazioni di volontariato. Se poi penso alla sicurezza intesa come assistenza sociale, con la fine della Società della Salute, anche qui le nostre associazioni saranno ancor più fondamentali".
Bagno a Ripoli è alle porte di uno dei maggiori poli culturali italiani. Politiche della cultura, dell’istruzione. Quali le vostre idee in proposito?
Alessandro Calvelli: "Io sono sempre più convinto, e l’ho detto in tempi non sospetti, che con la cultura si mangia. Dobbiamo rammendare le nostre scuole: lo ha detto Matteo Renzi al Senato oggi. Aprirà una porta: sarà quella del patto di stabilità? Bene. Porti quattrini ai Comuni per rammendare le scuole, siamo ad aspettare con ansia. Nella cultura abbiamo fatto tanto, e non è solo Santa Caterina, è l’intero territorio: dobbiamo fare di tutto per mantenerla. Abbiamo fatto decine di mostre straordinarie, che al Comune sono costate niente e forse ci ha pure guadagnato. Ma voglio parlare della lavandaia a Grassina, opera straordinaria fatta in onore dei grassinesi, anche quella costata zero euro. La cultura è la memoria: mai perdere di vista quello che hanno fatto i nostri vecchi. Valorizzando anche le aziende del nostro territorio. Tocca a noi proteggere ad esempio la cultura di un luogo come Mondeggi. Vi dico questo, per capire le nostre ricchezze spesso sconosciute: sabato scorso è finito il Festival di Sanremo e… Bagno a Ripoli l’ha vinto: la canzone di Arisa è stata arrangiata da Larione 10, in via Meucci a Campigliano. DUna eccellenza con la quale stiamo pensando di realizzare il Festival del Jazz".
Francesco Casini: "Che si debba ripartire dalla scuola l’ho detto fin dall’inizio. La scuola io la intendo come progetto educativo 0-99 anni. A Bagno a Ripoli ci sono sedici uffici scolastici che devono formare i nostri ragazzi: per noi quella sarà la priorità. Sono d’accordo che con la cultura si mangia, ma per fare questo pensiamo debba essere fatto un salto in avanti: pensarla come impresa, economica e sociale. Legarla alle strutture alberghiere, di ristorazione. Lavorare su più direzioni: valorizzare la produzione culturale del nostro territorio, il teatro di Antella, le produzione delle associazioni, l’artigianato, … . Da svolgere in rete. Non possiamo pensare solo all’Oratorio di Santa Caterina: c'è da fare una ricerca di sponsorizzazioni per poi discuterle e distribuirle su tutto l’anno con un piano coordinato. Ho in mente alcuni progetti: organizzare un Festival del paesaggio che sappia valorizzare le nostre bellezze; creare il Museo dei Musei a Santa Caterina, che si giovi delle opere d’arte chiuse nei magazzini dei musei fiorentini. Qui si mostreranno i capolavori segreti di Firenze, dando quella qualità che i turisti in centro non trovano".
Lavoro: cosa pensate di poter fare in questo senso? Quali strumenti, quali politiche, quali risorse?
Francesco Casini: "Il lavoro è un’emergenza per tante fasce della nostra società. La combattiamo con una vicinanza concreta all’economia locale, stando vicino a chi ha perso il lavoro. Siamo stati ad esempio promotori di un bando pubblico con il Comune che contribuiva alle aziende che assumevano; si può pensare a progetti di microcredito. Ma la base è valorizzare le imprese esistenti e attrarne di nuove, attivando politiche specifiche: velocizzare la burocrazia, creare i presupposti per dare a queste aziende le loro necessità. Aprendo un ufficio che guarda all’Europa, ai finanziamenti che saranno distribuiti fino al 2020, portando qua milioni di euro. Poi c’è la formazione: girando per le imprese spesso ci viene detto che il lavoro ci sarebbe ma mancano le professionalità. Serve un raccordo per formare le figure richieste. Insomma, da un lato guardare oltre i nostri confini, dall’altro essere accanto a famiglie e aziende che hanno necessità. Infine trovare forme di fiscalità locale per chi intende investire qua da noi".
Alessandro Calvelli: "Per me l’assessorato allo sviluppo economico dovrà avere anche la delega del lavoro, dovrà stare in mezzo alla domande e all’offerta, captare le richieste: lo so io che ho fatto da filtro in questi anni a richieste anche drammatiche. Ho vissuto tanto nelle aziende del territorio, creando sinergie fra imprese grandi e piccole: questo è stato vincente negli anni scorsi. Tanto che qui a Bagno a Ripoli si parla di una disoccupazione che non arriva al 5%: è un risultato straordinario raggiunto grazie al nostro lavoro di raccordo. Abbiamo creato ad esempio sinergie fra la Biomerieux, la Menarini e i Fratelli Provvedi, giovani e capaci imprenditori del territorio. Burocrazia? Spesso non riusciamo a dare le risposte nei tempi giusti e così il lavoro se ne va. Chi vuol investire lo fa seriamente, gli speculatori ormai non esistono più: dobbiamo aiutare al massimo gli imprenditori".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA






























