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martedì 18 Giugno 2024
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    Furti in chiese di Firenze e provincia (anche Bagno a Ripoli): restituiti i beni rinvenuti

    Anche una statua raffigurante la Vergine e un porta cero pasquale trafugati dalla chiesa di San Pietro a Ema

    FIRENZE – Oggi, martedì 11 luglio, i carabinieri del Comando Provinciale di Firenze e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale del capoluogo toscano hanno proceduto alla restituzione agli aventi diritto di numerosi beni, dall’importante valore culturale.

    I beni che oggi sono stati restituiti agli aventi diritto sono stati rinvenuti dai militari dell’Arma nel corso di attività d’indagine eseguita nel mese di aprile 2022.

    E relativa numerosi furti commessi nell’arco di due settimane, all’interno di chiese, luoghi di culto ed esercizi commerciali dei Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Scandicci, Signa, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Cerreto Guidi e Monte San Savino.

    In particolare si tratta di:

    • Statua in ceramica raffigurante “Madonna che schiaccia il serpente”, trafugata dalla Chiesa di San Giuseppe Artigiano di Sesto Fiorentino (FI);

    • Statua in ceramica raffigurante “Madonna in preghiera, con corona e colombi”, trafugata dalla Chiesa dell’Immacolata di Sesto Fiorentino (FI);

    • Statua in ceramica raffigurante “Madonna in preghiera” e due candelieri, trafugati dalla Chiesa Santa Maria Mater Dei di Firenze;

    • Statua in gesso raffigurante “Madonna con bambino”, trafugata dalla Chiesa di Sant’Angelo a Legnaia di Firenze;

    • Statua lignea raffigurante “Madonna in preghiera”, trafugata dalla Chiesa oratorio della Santissima Trinità di Cerreto Guidi (FI);

    • Statua in ceramica raffigurante “Vergine che schiaccia il serpente” e un’icona raffigurante “Vergine con bambino”, trafugate dalla Misericordia di Sesto Fiorentino (FI);

    • Statua in gesso raffigurante “Madonna con bambino”, trafugata dal Santuario di Santa Maria delle Vertighe di Monte San Savino (AR);

    • Coppia di putti in ceramica, trafugati dalla Chiesa di San Giovanni Battista e Lorenzo di Signa (FI);

    • Quattro candelabri in ottone trafugati dalla Chiesa di San Quirico a Legnaia di Firenze;

    • Statua raffigurante la Vergine e un porta cero pasquale trafugati dalla Chiesa di San Pietro a Ema di Bagno a Ripoli (FI);

    • Scultura in bronzo raffigurante San Giovanni Battista e due stazioni della via crucis trafugate dalla Chiesa di San Giuseppe di Firenze;

    • Scultura in bronzo raffigurante San Pio da Pietralcina e due stazioni della via crucis trafugate dalla Chiesa di Santa Maria a Scandicci di Scandicci (FI);

    • Affresco in terracotta raffigurante Madonna con Bambino e un bassorilievo raffigurante la Cupola del Duomo trafugati dalla galleria Art Galery Studio Guarnieri;

    • Statua raffigurante San Giuseppe con Bambino trafugata dalla Chiesa di San Felice a Ema di Firenze;

    • Statua raffigurante Sacro Cuore e statua raffigurante la Vergine trafugate dalla Chiesa del Santissimo Nome di Gesù ai bassi di Firenze;

    • Colonna in gesso trafugata dalla Pieve di San Giuliano a Settimo di Scandicci (FI);

    • Formella raffigurante Sant’Agnese, trafugata dal Monastero delle Clarisse Santa Agnese da Assisi di Sesto Fiorentino;

    • Leggio trafugato dalla Cappella del Centro Don Gnocchi di Firenze;

    • Statua in gesso raffigurante Cristo risorto con stendardo e quattro stazioni della via crucis trafugate dalla Chiesa dell’Immacolata Concezione di Lastra a Signa (FI);

    • Scultura lignea trafugata dal negozio di antiquariato Ducci Roberto di Firenze;

    • Scultura in bronzo trafugata dalla galleria Tobian Art Gallery di Firenze;

    • Dipinto raffigurante Santa Rita trafugato dalla Chiesa di Santo Stefano in Pane di Firenze;

    • Dieci tappeti trafugati dal negozio OBI di Sesto Fiorentino (FI).

    L’attività, condotta all’epoca dalla Stazione carabinieri di Firenze Galluzzo, a partire da un furto eseguito presso la chiesa di San Felice a Ema, attraverso la visione e l’analisi di filmati di circuiti di videosorveglianza comunale e privata, aveva consentito di identificare quale responsabile un fiorentino classe 1976, poi sottoposto a fermo di indiziato di delitto convalidato dall’autorità giudiziaria fiorentina.

    Oggi l’uomo risulta pertanto indagato per furto aggravato, furto di beni culturali e ricettazione di beni culturali (artt. 624-625, 518 bis e 518 quater).

    Nel corso dell’indagine i militari dell’Arma avevano individuato anche il luogo di possibile ricettazione dei beni trafugati, all’interno dell’abitazione di un rumeno, residente a Firenze, sottoposto a indagini per il reato di ricettazione di beni culturali.

    In particolare, sul suo conto i carabinieri individuarono elementi per ritenere che avesse più volte svolto la funzione di ricettatore per conto del 47enne fiorentino.

    In una cantina della sua abitazione, in zona Ponte a Greve, sono stati rinvenuti numerosi beni culturali, alcuni trafugati anche in periodi antecedenti rispetto alle indagini.

    Oggi, all’esito degli accertamenti svolti e tenuto conto dei procedimenti penali avviati, anche nei confronti di una terza persona, un rigattiere della provincia di Firenze, indagato anche lui per ricettazione di beni culturali, la Procura della Repubblica di Firenze ha disposto la restituzione dei beni ai legittimi proprietari.

    Che potranno finalmente rientrare in possesso delle sculture e dei dipinti trafugati, collocandoli nuovamente nei luoghi di culto da dove provenivano, a disposizione dei fedeli.

    Anche quattro titolari di esercizi commerciali, per lo più gallerie d’arte o antiquariato, potranno entrare nuovamente in possesso delle loro opere, preziose anche sotto il profilo commerciale e economico.

    I procedimenti penali sono tutti ancora pendenti nella fase delle indagini preliminari.

    Rilevante è stato il contributo fornito all’attività sin da subito da parte dei militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, la cui competenza in materia ha consentito una mirata gestione e definizione dei beni rinvenuti durante le indagini.

    Proprio l’integrazione tra le attività dei reparti territoriali, che quotidianamente operano sul territorio, e di quelli cosidetti “speciali”, in possesso di strutturate e dettagliate competenze sulle materie trattate, è una peculiarità rilevante dell’Arma dei carabinieri, che consente in casi come quello di specie di fornire alle investigazioni quell’apporto fondamentale per garantire il miglior servizio per la collettività.

    L’attività, eseguita sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Firenze, risulta uno dei primi casi di contestazione della nuova normativa in materia di reati contro il patrimonio culturale di cui alla legge n. 22 del 9 marzo 2022, che ha introdotto nell’ordinamento penale italiano il titolo VIII-bis del codice penale “dei delitti contro il patrimonio culturale”, riconoscendo ulteriore rilevanza e importanza ai beni culturali e introducendo reati specifici finalizzati alla loro tutela e salvaguardia.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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