domenica 29 Novembre 2020
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    Il CCN di Grassina presenta le luminarie 2020: “Con una frase di Dante, in segno di fiducia”

    Un messaggio di speranza. La voglia di far sentire la vicinanza da parte dei commercianti. Marianna Cellai: "Siamo una grande famiglia, che ha dato e dà sostegno alla comunità"

    GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Un messaggio di speranza forte e chiaro quello che i commercianti e il CCN “Grassina e le sue botteghe” vogliono far arrivare a tutta la popolazione attraverso le luminarie di questo Natale 2020.

    Riproporle è stato un grosso impegno, data la situazione creata dalla pandemia, sentito e voluto dal CCN affinché potessero trasmettere la voglia e la forza di superare questo brutto momento ci spiega la presidente Marianna Cellai, alla presenza della vicepresidente Martina Masi e della tesoriera Tania Borrani.

    “Per il 2020 il CCN non è stato chiesta la quota annuale ma ci siamo impegnati affinché proprio quest’anno fossero presenti le luminarie come segno di fiducia” spiega la presidente Cellai.

    “Con l’occasione abbiamo voluto omaggiare una ricorrenza che cadrà nel 2021, anticipandola, ovvero i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri” svela la presidente.

    “I fili delle luminarie – anticipa – appese come ogni anno, lo ricorderanno e in più al centro di Grassina sopra la Chiantigiana si leggerà una sua frase per noi molto significativa “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Questo è il messaggio che i commercianti di Grassina vogliono dare alla popolazione e siamo convinti che sarà il Natale più luminoso”.

    La presidente Cellai a nome del CCN ringrazia l’assessore Francesco Pignotti per averle messe in contatto con il professor Andrea Paoletti dell’Istituto Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli che li ha aiutati a scegliere la frase.

    “Per l’accensione – prosegue Cellai – che avverrà anticipatamente il 15 novembre, vorremmo invitare tutta la popolazione non a venire in piazza, ma ad affacciarsi alla finestra alle 19 quando verranno accese. Ci piacerebbe che Grassina partecipasse da casa, visto che non si può fare altrimenti”.

    Il CCN racconta quanto si è adoperato in tutti questi mesi per affrontare ed attraversare questa crisi che ha gravemente penalizzato una comunità intera.

    “Come CCN – dice ancora Cellai – abbiamo aiutato ed ascoltato sia i negozi che sono dovuti rimanere chiusi, sia i clienti. Sono stati momenti difficili e grazie alla rete che si era formata tra commercianti, clienti, pubblica amministrazione e forze dell’ordine siamo riusciti a gestire le situazioni prima del lockdown, durante e dopo”.

    “Ringraziamo l’amministrazione comunale che ci ha sostenuto e supportato – tiene a dire – le forze dell’ordine che non ci hanno mai fatto sentire soli oltre che sicuri con la loro presenza nel gestire le situazioni, la Confesercenti che è la nostra partner aggiornandoci e fornendoci tutte le informazioni”.

    Un impegno quotidiano speso per il paese: “Abbiamo aiutato i soci fornendo comunicazioni e documentazioni precise – ricorda Cellai – grazie alle sarte del paese abbiamo distribuito a tutti i negozi aperti del paese le mascherine che inizialmente erano merce rara; abbiamo organizzato e vigilato sulle consegne a domicilio adoperandoci affinché fossero gratuite a tutti coloro che ce le richiedevano e non solo ai clienti abituali; abbiamo fornito personale volontario, che erano poi quei commercianti che avevano il proprio negozio chiuso, nei servizi che si rendevano necessari in quei giorni”.

    “Ci teniamo a dire che il CCN ha dato sostegno a tutti i soci come una famiglia sa dare, perché per noi è una famiglia. Una famiglia normale all’interno della quale si discute, ci si confronta e si condivide la paura senza sentirsi soli” dice con orgoglio la presidente Cellai.

    “Ecco – conclude – noi vorremmo che il CCN venisse visto dai nostri compaesani come una grande famiglia, perché noi ci sentiamo così, dove i nostri clienti troveranno sempre qualcosa in più che solo una bottega può dare”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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