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domenica 5 Febbraio 2023
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    Variante di San Donato, un’interrogazione arriva in Parlamento

    Per una Cittadinanza Attiva: "Ma il Ministero ha un'altra idea di impatto compatibile e riduzione di rischio idrogeologico"

    BAGNO A RIPOLI – Un'interrogazione in Parlamento per chiedere di rivedere il progetto della "Variante di San Donato", il tratto di ampliamento della Terza Corsia tra Firenze Sud e Incisa. L'interrogazione è stata presentata da Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera, su sollecitazione del gruppo Per una Cittadinanza Attiva di Bagno a Ripoli. Ma la risposta del Ministero non ha soddisfatto la consigliera Redini.

     

    "Mentre governo ed amministratori locali hanno celebrato il cinquantennale dell’alluvione del 1966 ripetendo incessantemente che siamo tutti più sicuri – spiega Sonia Redini, consigliera del gruppo "Per una Cittadinanza Attiva – ci è sembrato doveroso far segnalare al Ministero il progetto per la realizzazione della Terza Corsia A1 da Firenze Sud a Incisa, che nel lotto 2 (Variante San Donato) contraddice le tante belle parole spese dalla politica: “impatto compatibile”, “limite al consumo di suolo”, “riduzione del rischio idrogeologico”, “stop all’impermeabilizzazione dei terreni”, “ripristino delle colture agricole per tutelare il territorio e prevenire il dissesto”".

    "Da noi sollecitato Segoni, deputato di Alternativa Libera, ha interrogato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’opportunità di rivedere il progetto, considerato che non è stato ancora emesso il provvedimento finale di perfezionamento dell’intesa Stato-Regione Toscana".

    Continua Redini: "Dalla risposta se ne deduce che i ministeri hanno un'idea di "impatto compatibile" totalmente diversa dalla nostra, e ahimè anche da quella che frane e alluvioni periodicamente sembrano avvallare. Sembra banale dirlo, ma l’alterazione delle dinamiche naturali dei fiumi, la cementificazione degli alvei, il disboscamento dei versanti collinari e l’impermeabilizzazione del suolo contribuiscono in maniera determinante a sconvolgere l’assetto idraulico di un territorio, determinando un’amplificazione del rischio. Il mutamento del clima ne accelera le conseguenze, la cecità di certa politica completa l’opera".

     

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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