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lunedì 15 Luglio 2024
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    “Ladri in casa (che poi non c’erano): il nostro grazie ai carabinieri di Grassina”

    Lettera di una famiglia dell'Antella: "Sono arrivati in pochi minuti, hanno visionato tutto, ci hanno rassicurato"

    ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – A volte non serve essere eroi. A volte basta (e non è poco) fare il proprio lavoro con passione, dedizione e professionalità. E quel pizzico di umanità che certo non guasta.

     

    E i risultati arrivano, sempre. Anche sotto forma di ringraziamenti da parte di chi si incrocia lungo il proprio cammino.

     

    E' quello che è accaduto ai carabinieri della Stazione di Grassina, guidati dal maresciallo Antonio Bonafede (in foto), che in questi giorni si sono visti arrivare una lettera colma di gratitudine scritta da una famiglia dell'Antella.

     

    Una lettera che esprime apprezzamento per un intervento dei carabinieri grassinesi di alcuni giorni fa, in una casa din via dell'Antella, da cui era partita una chiamata allarmatissima.

     

    "Mia moglie – si legge – appena entrata in casa (e impossibilitata a deambulare adeguatamente in quanto provata da un intervento chirurgico che l'ha tenuta lontana diversi giorni) aveva percepito dei rumori che potevano far sospettare la presenza di estranei al piano superiore".

     

    "In questa occasione – si rimarca nella lettera – siamo stati spettatori di una esemplare presenza dello Stato. I militari sono arrivati in pochi minuti, silenziosamente e numericamente rassicuranti. Con decisione si sono inoltrati in casa, informandosi contemporaneamente delle eventuali vie di fuga dall'abitazione".

     

    "Accertata (per fortuna) l'assenza di estranei – si legge ancora – ci hanno quindi invitati a verificare nel dettaglio lo stato dei luoghi al fine di comprendere se vi fossero state o meno intromissioni di terzi. Infine ci hanno aiutati, percependo il nostro disorientamento, a comprendere la fonte e il motivo del nostro allarme, anche al fine di rimuovere da dentro di noi ogni timore e riserva".

     

    "Esprimiamo quindi – conclude questa semplice e accorata lettera – il nostro compiacimento, ritenendo che i comportamenti virtuosi debbano essere riconosciuti da chi ne beneficia e resi evidenti a chi li mette in atto, posto che essi non devono mi essere considerati né dovuti, né scontati".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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