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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    L’INTERVISTA / Quando e come potremo andare in pensione? “Non ascoltate le proposte dei politici”

    Antonio Palma, ex funzionario Inps con 43 anni di esperienza e ex direttore dell’Agenzia di Empoli, ci ha spiegato le regole del pensionamento. Fra attualità e futuro (ancora da scrivere)

    BAGNO A RIPOLI – Antonio Palma, ex funzionario Inps con 43 anni di esperienza e ex direttore dell’Agenzia di Empoli.

    Oggi in pensione coltiva due grandi passioni: rimanere sempre aggiornato sulla “materia pensioni” e dedicarsi ad organizzare eventi musicali (e non) quale presidente dell’Associazione “Il Foyer – Amici della Lirica di Firenze”, in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Conservatorio Luigi Cherubini e con le più impostanti associazioni culturali fiorentine.

    Antonio Palma vive a Bagno a Ripoli e lo abbiamo intervistato per farci “spiegare facile” un primo “pezzettino” della complessa e ampissima materia che riguarda le pensioni.

    Chi può andare in pensione nel 2021/2022 con la riforma Fornero e quali le prospettive di future riforme?

    “Una premessa va fatta subito. Nell’ambito delle problematiche delle pensioni e in particolare nella valutazione della propria situazione previdenziale, non serve stare dietro alle inutili e illusorie proposte di riforma delle pensioni che ogni giorno politici, sindacalisti, giornalisti e presunti esperti propongono all’opinione pubblica alla ricerca solo di facile notorietà. Sarà necessario attendere la prima bozza di riforma che il Governo presenterà per capire cosa aspettarsi nel 2022. Nel frattempo sarà importante valutare la propria situazione con un’attenta verifica dell’estratto conto contributivo da stampare dal sito Inps con lo Spid o rivolgendosi a uno dei molti patronati presenti nel territorio, che per legge svolgono una preziosa attività di supporto ai lavoratori dipendenti e autonomi. Solo con questa verifica il cittadino potrà valutare, con le norme in vigore oggi, le varie ipotesi di pensionamento e, nello stesso tempo, verificare l’esattezza della posizione assicurativa ed eventualmente provvedere alle necessarie integrazioni. In questo estratto, accanto ai periodi temporali sono riportati per le varie categorie di lavoratori i contributi settimanali versati (settore privato), i mesi (settori autonomi) o i giorni (settore pubblico)”.

    E dopo la premessa…?

    “Fatta questa premessa, vediamo chi potrà andare in pensione con le norme previste dalla Riforma Fornero. Esistono due tipologie di pensione: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata. Norme particolari poi sono previste per tutti quelli che hanno iniziato l’attività lavorativa dopo il primo gennaio 1996 e che potranno essere approfondite in altra occasione. Per la pensione di vecchiaia per donne e uomini la norma prevede: 67 anni di età e 20 anni di contribuzione versata o con 15 anni solo se versati prima del 31 dicembre 1992. Per la pensione anticipata o di anzianità le donne dovranno avere 41 anni e 10 mesi e gli uomini 42 anni e 10 mesi senza alcun vincolo di età”.

    Quota 100: chi realmente può andare in pensione?

    “Intanto precisiamo che la quota 100 è data da: 62 anni di età e 38 anni di contribuzione versata. Questi due numeri sono tassativi nel senso che non sarà possibile sommare 61 anni e 39 anni di contribuzione. Sarà poi necessario cassare l’attività di lavoro dipendente o autonomo. L’importo della pensione sarà quello determinato alla data del pensionamento, senza alcuna penalizzazione”.

    Fino a quando ci sarà questa possibilità?

    “Come tutti ormai sanno questa possibilità di pensionamento termina con il 31 dicembre 2021. Cosà poi succederà dal primo gennaio non è ancora possibile prevederlo e come ho detto: come ho già detto, ogni giorno nasce una nuova ipotesi. E’ però importante essere consapevoli che se questi due requisiti (ripeto 62 anni di età e 38 di contribuzione) si sono già raggiunti o si raggiungono entro il 31 dicembre 2021, il diritto ad andare in pensione rimane per sempre senza alcuna necessità di farselo certificare dall’Inps”.

    Le regole del pensionamento sono molto articolate e complesse. Cosa consiglia per “capirci di più” anche in relazione alla Quota 100?

    “Consiglio, come già detto, di controllare il proprio estratto conto mettendo in atto ogni possibilità di integrarlo con riscatti o, ad esempio, chiedendo per le donne il riconoscimento della maternità se avuta prima di iniziare a lavorare. Verificare poi se il periodo di servizio militare sia stato già inserito o se vi sono periodi di lavoro anche lontani nel tempo che risultano nel libretto di lavoro ma non nell’estratto conto. Tutto deve essere messo in atto per essere certi di aver acquisito il diritto ad andare in pensione con Quota 100 entro il 31 dicembre 2021. E, in questo modo, pur continuando l’attività lavorativa, garantirsi la tranquillità di poter affrontare in futuro situazioni particolari dovute a crisi occupazionali o a problematiche di natura familiare”.

    Da esperto del settore, che cosa ne pensa di Quota 100?

    “Dare una valutazione oggettiva a questa Quota 100 da molti amata e da molti osteggiata può certo essere impopolare. Sono consapevole infatti che in particolari situazioni, quelle già accennate nella precedente risposta, questa tipologia di pensione abbia certamente risolto situazioni di precarietà e pur tuttavia non posso che essere perplesso per come di fatto abbia esplicato i propri effetti e per gli esiti che ha avuto. Con la salvaguardia del diritto acquisito al 31 dicembre 2021 avrà ricadute certe sul bilancio dell’Inps. Accenno solo al fatto che il nostro sistema previdenziale è un sistema “a ripartizione” nel senso che le pensioni in essere sono pagate con i contributi versati dai datori di lavoro e dai lavoratori in attività. Mi fermo per non entrare nel campo di cosa sia previdenza, assistenza e sostegno al reddito. Un universo tutto da esplorare per i cittadini italiani che nella loro quasi totalità all’Inps fanno riferimento”.

    Secondo il suo parere, Quota 100 per quali categorie ha avuto maggior successo?

    “Fortunatamente è stato posto il vincolo di cessare l’attività lavorativa anche per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e agricoltura) e di conseguenza se n’è limitata la portata in questi settori. Bisogna poi prendere atto e fare un’attenta riflessione sulla circostanza che ha avuto un gran successo nel pubblico impiego e che, di fatto, potrebbe divenire un incentivo al lavoro nero con il divieto di svolgere attività lavorativa regolarmente soggetta a contribuzione”.

    La materia pensionistica è realmente ampia e complessa. Quali potrebbero essere le cose interessanti che i cittadini dovrebbero sapere per poi personalmente approfondire?

    “Ce ne sono moltissime. La pensione indicata come “Opzione donna” per esempio, che può dare opportunità interessanti per le lavoratrici dipendenti ed autonome che potrebbero accedere alla pensione con un calcolo della pensione interamente nel sistema contributivo. Per comprendere bene questa possibilità sarebbe necessario parlare di tre, oscuri per molti, sistemi di calcolo della pensione: retributivo, contributivo, misto. Esistono molti altri casi per poter accedere alla pensione che riguardano particolari situazioni personali e sociali. Come per esempio le opportunità pensionistiche nel caso si debba prestare assistenza ad un familiare non autosufficiente o le anticipazioni legate ai lavori usuranti. E poi ancora i così detti “scivoli”, opportunità legate a situazioni aziendali. In tutto questo aggiungo che, per molte categorie lavorative, può essere interessante e utile approfondire quell’altrettanto complesso mondo della previdenza complementare che ha previsto la nascita dei Fondi complementari chiusi o contrattuali e che si legano alla gestione del Trattamento di Fine Rapporto o TFR”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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