venerdì 25 Settembre 2020
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    Lo fa con una superba mostra allestita presso la Confraternita della Misericordia

    L’Antella celebra l’artista Galileo Chini (Firenze 1873-1956) con una mostra presso la Venerabile Confraternita della Misericordia inaugurata il 27 ottobre scorso, che rimarrà aperta fino al 23 dicembre. Opere inedite e poco conosciute di un maestro poliedrico ed eclettico, che ha lasciato nel Cimitero Monumentale di Santa Maria all’Antella importanti opere.

     

    La mostra “Galileo Chini all’Antella. Inediti e riscoperte (1904-1954)”, curata dal critico fiorentino Piero Pacini e da Paola Chini Polidori, nipote dell’artista, raccoglie un interessante nucleo di opere che rappresentano le diverse stagioni artistiche di Galileo Chini, molte delle quali esposte raramente, altre addirittura esposte per la prima volta.

     

    Oggi a un secolo esatto dall’inaugurazione dell’arcone centrale, che domina l’ingresso del Cimitero Monumentale antellese, avvenuta il 22 settembre del 1912, a cui Chini lavorò alacremente nei primi mesi del 1911, la Misericordia ha voluto festeggiare la ricorrenza con una serie di iniziative, che culminano con la mostra dedicata all’artista, che fra l’altro è sepolto in questo cimitero nella cappella di San Silvestro, insieme alla amata figlia Isotta, prematuramente scomparsa e alla moglie Elvira.

     

    Nell’occasione del centenario è stato inoltre intitolato a Galileo Chini un tratto del cimitero; sono state esposte due opere restaurate e ricomposte, ideate dall’artista e prodotte dalla Manifattura Chini (una sorprendente lunetta in maiolica policroma con San Giorgio, e la cupolina in grès, che rivestiva la lanterna della cupola sopra l’arcone centrale); un annullo filatelico per la speciale occasione; la ristampa ampliata del fondamentale testo “Le opere dei Chini all’Antella” di Silvano Guerrini, profondo e attento conoscitore della storia del cimitero, che ha ricostruito, attraverso documenti e ricerche d’archivio meticolose, i rapporti tra la committenza e tutti i membri della Manifattura Chini, che hanno lavorato al Monumentale.

     

    Un vero museo a cielo aperto, una straordinaria galleria d’arte, la parte più antica del Cimitero Monumentale di Antella, voluto alla metà dell’ Ottocento dall’allora parroco Don Giuseppe Scappini,  realizzato da architetti del calibro di Giacomo Roster e Ugo Giusti, che vanta opere di artisti di fama come Pio Fedi, Fausto Natali, Maria Luisa Amalia Duprè, Mario Moschi, Raffaello Romanelli, Gaetano Trentanove, Venturino Venturi, Ferdinando Vichi e altri. Nel cimitero riposano inoltre molti personaggi illustri, uomini e donne famosi nelle arti, nelle scienze e nelle lettere.

     

    Chini, che si affermò in Italia come uno dei maggiori interpreti del gusto Liberty, fu pittore, ceramista, decoratore, scenografo, cartellonista e grafico fecondo. L’artista, che visse e si formò a Firenze e che lavorò nel suo studio in via del Ghirlandaio, prestissimo esportò all’estero la sua arte, partecipando a esposizioni internazionali a Bruxelles, San Pietroburgo e Saint Luis e a moltissime edizioni della Biennale di Venezia, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti.

     

    Fondatore nel 1896 della Manifattura “Arte della ceramica”, e nel 1906 delle Fornaci San Lorenzo in Mugello insieme ai cugini Chino e Pietro Chini, Galileo Chini fu chiamato nel 1911 a Bangkok su invito del re del Siam a decorare il Palazzo del Trono. Da non perdere dunque la mostra e una visita al cimitero di Antella, che Galileo Chini con le sue opere ha reso tappa indiscussa del Liberty in Italia.

    di Cecilia Barbieri

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