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martedì 27 Settembre 2022
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    La casa colonica alienata per finanziare la variante di Grassina: le risposte del sindaco Bartolini

    BAGNO A RIPOLI – Ha fatto discutere a Bagno a Ripoli la previsione, contenuta nella variante anticipatrice del Ruc (il regolamento urbanistico comunale), appena approvata, che prevede l'alienazione della casa colonica "Le Corti".

     

    Dove per anni è stato previsto un Museo della Civiltà Contadina per il quale alcuni volontari hanno da tempo raccolto tantissimo materiale. Bussando alle porte, entrando nelle case, incontrando le persone che si sono private di alcuni cimeli di famiglia per vederli esposti.

     

    L'alienazione rappresenta un stop definitivo al progetto quindi? In molti se lo domandano e Il Gazzettino del Chianti ha girato le domande al sindaco Luciano Bartolini.

     

    La variante anticipatrice al Ruc mette la pietra tombale sulla possibilità di realizzare a Bagno a Ripoli quel Museo della Civiltà Contadina di cui si parla da anni?

    "Viviamo un periodo critico per gli investimenti diretti dell'amministrazione comunale e siamo consapevoli che il Museo della Civiltà Contadina non potrà mai essere realizzato con investimenti comunali diretti: oggi (e sarà così per molti anni ancora) non è possibile. Tuttavia, la variante al regolamento urbanistico non mette nessuna pietra tombale: per il Museo occorrerà trovare una soluzione magari tra pubblico e privato in un contesto che lo leghi a un'attività agricola, culturale, turistica, di promozione, commerciale, un contesto vivo e non da museo, che non lo renda una cattedrale nel deserto dallo scarso appeal e dunque difficile da gestire e mantenere. L'àmbito in cui il Museo potrà nascere, se nascerà, sarà dal risultato del lavoro che dal 2006 il nostro Comune sta facendo sulla valorizzazione dell'attività agricola come attività economica, ma anche come portatrice di corretti stili di vita, come evoluzione del bel paesaggio e strumento di sviluppo locale".

     

    Quale quindi la destinazione scelta per la casa colonica "Le Corti"?

    "Se non cambia la situazione della finanza locale, pur avendo noi attuato una revisione della spesa drastica (meno 2 milioni di euro di spese correnti dal 2010 al 2012), i ritmi e le imposizioni per la chiusura dei bilanci in pareggio ci impongono di prevedere l'alienazione della casa colonica "Le Corti", necessaria a finanziare la nostra quota di investimento (2 milioni e 200mila euro) per la realizzazione della Variante del Chianti, come ci siamo impegnati a fare prima che arrivasse il patto di stabilità. Un impegno che vogliamo assolutamente mantenere. La destinazione dell'immobile rimarrà nell'àmbito agricolo".

     

    Che fine farà tutto il materiale che è stato raccolto in questi anni per l'allestimento del museo?

    "Cercheremo di valorizzarlo prendendo in considerazione sia idee e proposte di chi ce lo ha donato, sia di altri potenziali soggetti interessati".

     

    Si può pensare a una collocazione alternativa? Del resto si tratta di un qualcosa che viene da lontano e che è stato portato avanti a costo zero, coinvolgendo cittadini ripolesi che hanno donato i loro oggetti…

    "Certo che sì: in aziende agricole, in altri luoghi di produzione, magari un oggetto anche nel palazzo comunale. In ogni caso, sicuramente non ci arrendiamo, convinti come siamo della forza delle idee. Siamo dunque aperti a valutare ogni proposta seria al riguardo".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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