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domenica 29 Gennaio 2023
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    I Cobas: “All’ospedale servono nuovi impianti elettrici e prese della corrente”

    La denuncia: "Infermieri costretti a staccare un'apparecchiatura per attaccarne un'altra"

    PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) –  L'ospedale dell'Annunziata di Ponte a Niccheri ha una carenza di adeguati impianti elettrici per l'uso delle apparecchiature mediche. La denuncia è di Andrea Calò, delegato Rsu Cobas Usl Toscana Centro, rappresentante della sicurezza nei luoghi di lavoro, che parla di “un altro episodio di mala gestione della sanità pubblica".

    “Le direzioni sanitarie e tecniche – spiega – da mesi sono informate ma nessuna di essa interviene con prontezza a mettere in sicurezza pazienti e operatori. Indifferenza, irresponsabilità o incapacità gestionale? L’azienda trascura quotidianamente i lavori di ammodernamento e riqualificazione ordinaria delle degenze tralasciando interventi sugli impianti elettrici idonei ad accogliere apparecchiature atte a rendere praticabili e possibili i necessari interventi di assistenza”.

    Poi entra nello specifico: “Nei reparti di Medicina B/C A/D dell’Ospedale di Ponte a Niccheri da tempo si trovano letti di degenza in dotazione, paradossalmente sprovvisti di adeguati impianti elettrici. Infatti sopra le testate dei letti si trovano prese non idonee ad accogliere l’uso contemporaneo del letto elettrico, materasso antidecubito, pompa di infusione, presa a disposizione. Questo significa che se il malato ha bisogno di un materassino antidecubito devo staccare le altre strumentazioni. Ma vi sembra normale?”.

    “Le prese a spina disponibili per ogni posto letto – va avanti Calò – sono insufficienti per il numero di apparecchiature da collegare in contemporanea per l’assistenza dei pazienti perché la quasi totalità delle prese presenti sono del tipo a pettine mentre gli apparecchi utilizzatori hanno spine del tipo shuko. Questo sta costringendo gli operatori da mesi a collegare le apparecchiature necessarie in modo alternato, determinando stress lavoro correlato per l’operatore che si trova a dover assicurare la necessaria assistenza e potrebbe indurre a possibili aumenti di errori umani nell’esecuzione dei compiti assistenziali”.

    “Queste incongruenze – continua – sono state più volte segnalate alle direzioni sanitarie e tecniche da parte dei caposala e operatori senza ricevere però adeguati interventi di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro consistenti in semplicissimi e non costosi interventi di modifica degli impianti nei testa letto. Sollecitato dai lavoratori e dopo aver emesso un verbale sull'argomento, ho richiesto all'Azienda, a tutela della salute e dell’integrità fisica di tutti i lavoratori in applicazione di quanto prevede il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, l’applicazione delle normative di prevenzione salute e sicurezza sul lavoro nonché interventi di merito urgenti e indifferibili”.

    “Di fronte a tanta indifferenza, insensibilità e incapacità gestionale – conclude Calò – mi sono riservato di attivare azioni di tutela ed eventuali ricorsi ad istanze superiori per eventuali inadempienze, anche perché sulla sicurezza dei pazienti e dei lavoratori non si scherza”.  
     

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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