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martedì 27 Settembre 2022
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    Incontri con i cittadini e mozioni in consiglio: il gruppo d’opposizione serra le fila

    BAGNO A RIPOLI – Proseguono gli incontri del gruppo consiliare di opposizione Per una Cittadinanza Attiva, con la presenza del capogruppo Beatrice Bensi.

     

    L'appuntamento dello scorso 3 dicembre presso il Crc dell'Antella (in foto) ha richiamato i cittadini della zona, giunti per dialogare su tematiche inerenti l'amministrazione del territorio: dalle scuole al piano di sviluppo urbanistico, dai costi della politica all'imposizione fiscale.

     

    "Lo scopo è quello di costruire un progetto di cambiamento nella gestione del nostro Comune – commenta Bensi – perché l'unico modo di affrontare una situazione grave non è quello di nascondersi, ma di farsene carico".

     

    "Se mettiamo insieme le nostre osservazioni – conclude – e la partecipazione di più persone possibili, costituiremo un soggetto di controllo e verifica sull'operato dell'governo locale, diventando protagonisti del rinnovamento amministrativo del nostro comune".

     

    Intanto, nel consiglio comunale di domani (mercoledì 11 dicembre) Per una Cittadinanza Attiva ha presentato una mozione per bloccare la vendita dei beni pubblici di proprietà del Comune di Bagno a Ripoli (e non solo, anche della Provincia di Firenze su territorio ripolese).

     

    "Le motivazioni – spiega Bensi – risiedono nella convinzione che la vendita di beni pubblici, con particolare rilevanza storica culturale, come la vendita da parte del comune di Bagno a Ripoli dell’ex casa colonica della Cortaccia nella quale era previsto il museo della civiltà contadina, od occasione di impiego oggi che si verifica il ritorno alla terra da parte delle giovani generazioni, come nel caso della Tenuta di Lappeggi-Mondeggi, rappresenti un errore che impoverisce la comunità che li ospita molto di più di quanto si possa realizzare dalla loro vendita".

     

    "Tali interventi infatti – prosegue – costituiscono un grave danno al patrimonio pubblico presente sul nostro territorio, anche perché l’utilizzo dei proventi è destinato a spesa corrente, ovvero per continuare a mantenere macchine amministrative con spese non più sostenibili e che con la vendita sopravvivrebbero per qualche mese senza risolvere alcun problema della comunità".

     

    Poi entrano nel merito della Tenuta di Lappeggi e Mondeggi, di proprietà della Provincia di Firenze. E che la stessa Provincia sta cercando di vendere da tempo: "Riteniamo – dice invece Bensi – che occorra una precisa volontà politica per utilizzarla come opportunità per creare un centro di promozione, ricerca e sperimentazione colturale, sociale ed economica al servizio della comunità di Bagno a Ripoli e non solo, come dimostra la tre giorni nazionale della Rete “Genuino clandestino – comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare” svoltasi a Grassina e Mondeggi il mese scorso".

     

    "L'alienazione del bene – ricorda la capogruppo di Per una Cittadinanza Attiva – distruggerebbe queste potenzialità e questa immensa ricchezza per la nostra collettività in un periodo nel quale l'assunzione di responsabilità si impone, non solo come reazione alla crisi imperante da anni particolarmente nell'occupazione delle nuove generazioni, ma anche per sostenere a livello scientifico, il prestigio che hanno le produzioni tipiche toscane che caratterizzano la nostra enogastronomia nel mondo".

     

    Poi fa un esempio: "Si potrebbe preliminarmente interrompere il degrado degli impianti fruttiferi che mina la produttività, ed il loro valore, compromettendone il recupero produttivo e compiere interventi anche minimi per garantire la stabilità del prezioso patrimonio immobiliare agricolo. Successivamente, predisporre un piano integrato di attività, che possono trovare una loro collocazione nell’ambito del complesso Lappeggi-Mondeggi".

     

    "Tali attività – prosegue – potrebbero riguardare l’azienda agricola con le sue articolazioni agronomiche, zootecniche e industrie agrarie; un centro di ricerca e sperimentazione per il miglioramento delle produzioni tipiche, realizzate salvaguardando la qualità e la connotazione biologica dei processi produttivi; la realizzazione di forme di compostaggio per disporre dell'indispensabile sostanza organica, beneficiando dei relativi incentivi; la previsione di occasioni di sostegno e di recupero di soggetti diversamente dotati o con altre difficoltà, all'interno delle attività agricole".

     

    Infine: "Un centro di documentazione dell’agricoltura toscana e delle produzioni tipiche; l’uso della struttura immobiliare principale, per creare un centro nazionale per la formazione ed il perfezionamento degli addetti alla gastronomia e alla ristorazione collettiva di settori particolari, la cui direzione potrebbe essere affidata al Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e le qualità dell'alimentazione, recentemente promosso dalla Regione Toscana".

    di Leonardo Pasquinelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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