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venerdì 19 Luglio 2024
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    “Quel bancomat non è sicuro”: il racconto della donna aggredita all’ufficio postale di Grassina

    Barbara, 49 anni, le sue parole: "Mi sono sentita afferrare al collo, mi sono girata e ho visto l'uomo che mi stava aggredendo per rapinarmi"

    GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Barbara Cesari ha 49 anni. E ieri, giovedì 7 settembre, in tarda mattinata (erano passate da poco le 12.30), tutto si sarebbe aspettata meno quello che le è accaduto.

    Ovvero essere aggredita, in pieno giorno, mentre stava per effettuare un prelievo al bancomat dell’ufficio postale di Grassina, in via di Tizzano.

    Ci racconta quei momenti concitati Barbara, nei quali solo la sua prontezza di riflessi e la volontà di non subire, l’hanno fatta reagire all’aggressore. E recuperare il bancomat che le era stato strappato.

    Un racconto che, però, parte da una premessa: “Quell’ATM di via di Tizzano non è sicuro, non c’è uno specchio per vedere chi c’è dietro, non c’è privacy. E come quello tanti altri sul territorio”.

    “Purtroppo – riprende – le cose sono cambiate rispetto al passato, chi ne ha la responsabilità deve organizzarli per dare maggiore sicurezza alle persone che ne usufruiscono”.

    Poi, torna a ieri mattina: “Mi sono sentita afferrare al collo, mi sono girata e ho visto l’uomo che mi stava aggredendo per rapinarmi”.

    Aggredita per il bancomat mentre preleva alle Poste di Grassina: arrestato il responsabile

    Probabilmente nordafricano (“parlava francese”), con un cappotto di lana e un cappello calcato in testa.

    E, probabilmente, in condizioni mentali instabili: “Una volta che ho reagito – ci dice ancora – non è andato via subito, è tornato due-tre volte sui suoi passi. Prima di darsi alla fuga”.

    Quei momenti sono stati probabilmente quelli più pericolosi: “Io urlavo – dice ancora – e dall’ufficio postale non usciva nessuno ad aiutarmi”.

    Poi, finalmente, l’uomo è scappato, mentre dall’ufficio postale venivano chiamati i carabinieri. Che sono giunti sul posto e si sono subito messi sulle tracce dell’aggressore.

    Che è stato individuato a stretto giro in piazza Umberto I, mentre probabilmente stava cercando un autobus per dileguarsi.

    A Barbara rimane un’esperienza terribile, per fortuna finita bene. La volontà di chiedere, anche pubblicamente, maggiore sicurezza per chi effettua operazioni agli ATM.

    E qualche acciacco dovuto alla colluttazione: “All’ospedale Santa Maria Annunziata – conclude – mi hanno dato una settimana di prognosi. Giovedì prossimo tornerò per la visita di controllo”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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