BAGNO A RIPOLI – Se c'è una persona capace di far saltare, come si dice, la "mosca al naso" del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini (politicamente parlando, si intende) questa è senz'altro la capogruppo di Cittadinanza Attiva Sonia Redini.
E il terreno di scontro ormai conclamato è senz'altro la scuola "Redi", che proprio nei giorni scorsi ha visto il taglio del nastro al termine di una parte dei lavori che da mesi creano discussioni, polemiche, prese di posizione. Di Redini in primis.
Una inaugurazione che lo stesso Casini ha svolto più in sordina rispetto al passato. Anche perché alla "Redi" c'è ancora del lavoro da fare.
Ma il nastro era stato tagliato da poco che ecco arrivare le prime valutazioni della consigliera Redini. Che, come sempre, non coincidono affatto (usiamo un eufemismo) con quelle del sindaco e dell'amministrazione comunale.
Valutazioni che hanno raccolto una reazione, ancora una volta, durissima del sindaco, che in sintesi e in sostanza ha parlato di "opposizione inutile, quello che viene evidenziato è già stato previsto".
LE PAROLE DEL SINDACO
“Nemmeno ventiquattro ore – dice Casini – e si scatena la polemica per una scuola completamente rinnovata che ha ricevuto apprezzamento da parte di ragazzi, genitori, insegnanti e personale scolastico. Non siamo stupiti perché rientra nello stile di un’opposizione inutile, che sta appollaiata lungo il fiume aspettando il minimo problema per ricordarsi di esistere. Forse bisognerebbe pensare di più al bene della nostra comunità".
"Venendo al merito – riprende – Le questioni sollevate sono già note, ma la consigliera di opposizione lo sa bene visto che nel suo comunicato stampa ha attinto informazioni (per non dire copincollato) da una mail che credevamo fosse ad uso interno, scritta in questi giorni da una dipendente dell’istituto. Una cosa davvero singolare (ci fa chiedere se la consigliera ha davvero visto con i suoi occhi la scuola o parla solo per sentito dire, chi lo sa…), ma sorvoliamo. Sul piano tecnico, il progetto è stato condiviso passo dopo passo con la scuola".
"Riguardo ad alcune ulteriori necessità emerse adesso – puntualizza – soprattutto come quella del piatto doccia o il pozzetto, l’amministrazione sta già provvedendo a studiare le possibili soluzioni. Durante le festività natalizie saranno installate delle tende leggere per le porte finestre al piano terra. A proposito: gli scalini qui collocati sull’esterno non costituiscono un fattore di insicurezza, sono ammessi al servizio delle uscite di emergenza (che in quella porzione di edificio sono pure di più rispetto a quelle previste dalle normative) e sono alternativi alla rampa a servizio dell'accesso principale! Sempre durante le feste, saranno rimbiancate anche le ultime due aule mancanti. Si tratta di rifiniture, ma la priorità adesso era restituire la scuola".
"La felicità e i sorrisi dei ragazzi – conclude Casini – ci hanno ripagato delle difficoltà di questi mesi di cantiere. Il resto, come sempre, sono solo chiacchiere e a me viene solo in mente una frase che Lorenzo dei Medici diceva ai suoi detrattori: Dica pure chi mal dire vuole. Voi direte, noi faremo”.
COSA HA DETTO REDINI
Ma cosa ha detto stavolta Redini? "Finalmente – ha sottolineato la consiliera comunale a poche ore dal taglio del nasdtro – i ragazzi della “Redi” hanno potuto far rientro nelle 8 aule, sismicamente migliorate. Bene, perché purtroppo il terremoto non è un’ipotesi astratta (il riferimento è a quello che ha colpito il Mugello pochi giorni fa, n.d.r.) . Tutto nuovo o quasi (non le cattedre e gli armadi), ma, se scendiamo a guardare nella pratica della vita quotidiana a scuola, all’edificio scolastico mancano ancora tanti spazi utili e ci sono delle situazioni, che hanno dell’incredibile".
"Nei nuovi bagni – prosegue Redini – non sono stati previsti dei pozzetti di raccolta dell’acqua (pare che non sia possibile per il cartongesso): ma, con dei ragazzi, questa ipotesi va messa in conto! Almeno nel bagno per disabili, in caso di necessità, non si sarebbe potuto prevedere un piatto doccia, come zona di servizio dedicata alla pulizia? Sulle misure, poi, a chi dobbiamo chiedere conto del perché dal bagno disabili non si esce, se la porta del bagno maschi è aperta? E per il personale ATA, cosa è stato lasciato? Al posto di un luogo, in cui c’era un lavandino, un frigorifero ed una cucina elettrica, ora non c’è niente di più che uno spogliatoio, senza attacchi per l’acqua. Sarebbe stato troppo ripristinare una “stanza dei custodi” com’era prima dello sconvolgimento dei lavori?".
"E poi – prosegue Redini – nonostante ci sia una rientranza nella parete del bagno delle femmine, per poter riporre il carrello delle pulizie ed i vari materiali in sicurezza, non c’è modo di sfruttarla, perché non ci è stata messa una chiusura. Ah, perché, poi, dove dovrebbero sciacquare i panni per lavare i pavimenti, scope, stracci per spolverare, mop e attrezzature di pulizia? È sparito il “lavatoio” che c’era prima del restyling… Ma veniamo alle aule: belli e pratici i frangisole! Peccato che, al piano terra, le porte finestre ne siano sprovvisti (per ragioni di sicurezza, ci è stato riferito) e così, quando i ragazzi avessero bisogno di oscurare la classe, non sarà possibile farlo".
"Sulla sicurezza di far uscire una sedia a rotelle da una porta anti panico con scalini a ridosso – sono ancora parole della consigliera di Cittadinanza Attiva – qualche dubbio nasce… . Infine, si potrà sapere perché due aule, che hanno fatto parte del cantiere, non solo non sono state inserite nel progetto di miglioramento sismico e sono rimaste più basse rispetto al “nuovo pavimento” col massetto (perciò, c’è un piccolo scivolo per accedervi), ma non sono neppure state imbiancate? Ora, non si tratta di dettagli da lente di ingrandimento, ma di elementi che rendono vivibile la quotidianità e che garantiscono condizioni di lavoro adeguate, nonché qualità dello stare a scuola".
"E, di fronte alle richieste – conclude – l’amministrazione non sa fare altro che rispondere: “ma non siete mai contenti!”. Che è un altro modo per dire: “arrangiatevi!”. Eppure, durante l’intervento sull’edificio, sarebbe bastato poco di più: un po’ più di attenzione per la vita di chi sta a scuola tutto il giorno. Invece, nonostante plinti e solai nuovi, gli insegnanti, i docenti di sostegno, quelli della sezione musicale, di teatro, i custodi, le sporzionatrici della mensa e tutti coloro che vivono la scuola, dovranno comunque arrangiarsi…come hanno fatto questi due anni. E “il bello” dei lavori deve ancora cominciare…".
di MATTEO PUCCI
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