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giovedì 30 Maggio 2024
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    La richiesta: “Uno spazio di cultura per Emilia Toscanelli Peruzzi”

    Lo chiedono Cittadini di Bagno a Ripoli. Simone Dessì: "Un luogo pubblico o naturale"

    BAGNO A RIPOLI – In occasione della Festa della Donna, la lista civica Cittadini di Bagno a Ripoli vuole porre l’attenzione sia sull’uguaglianza di genere che sulla divulgazione della cultura.

     

    E lo fa tramite l’importanza simbolica rievocata da una donna del calibro di Emilia Toscanelli Peruzzi, portabandiera di divulgazione culturale e simbolo di uguaglianza di genere.

     

    Emilia Toscanelli, moglie di Ubaldino Peruzzi sindaco di Firenze e uno dei primi ministri del neonato Regno d'Italia, fu l'animatrice del salotto intellettuale più famoso d’Europa che vedeva come cornice estiva la Villa La Torre all'Antella: il Salotto Rosso (così denominato per via del colore dei tendaggi che lo addobbavano) fu un vero e proprio centro di discussione ed elaborazione civile, culturale, letteraria e politica, specie nel tempo in cui la Capitale del Regno si era spostata a Firenze.

     

    Il salotto era frequentato assiduamente da personaggi come Edmondo De Amicis e tanti altri intellettuali del tempo. Renato Fucini ricorderà di aver iniziato a scrivere nella Villa dell'Antella il suo celebre racconto “Il matto delle giuncaie”.

     

    "Con la mozione – dicono Cittadini di Bagno a Ripoli – e approvata (con l’astensione dei consiglieri Acanfora e Martinelli) durante l’ultima seduta del consiglio comunale, per intitolare un luogo di cultura ad Emilia Toscanelli si vuole sottolineare il ruolo svolto dalle donne nella storia politica e civile italiana e sollecitare nello stesso tempo l'interesse della cittadinanza verso i temi fondamentali dell'indipendenza e dell'unificazione del nostro Paese".

     

    “Purtroppo – spiega il consigliere Simone Dessì (in foto) – pochi sanno dell’importanza artistico-culturale ed anche civile che ebbe la signora Emilia durante il Risorgimento. Grazie alla sua elevata cultura, patriottismo ed attenzione alla situazione sociale del periodo, nella seconda metà del 800 mise in evidenza la condizione delle donne".

     

    "Per questo – conclude – vista la ormai prossima festa dell’8 marzo, abbiamo proposto al Comune di intitolarle un luogo pubblico o culturale affinché possa essere di stimolo a tutti per non dimenticare questa grande donna".

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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