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sabato 26 Novembre 2022
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    Santa Maria Annunziata: asportata voluminosa massa tumorale retro peritoneale in giovane paziente

    Il paziente aveva notato la crescita ma per paura di andare in ospedale a causa del Covid aveva atteso quasi un anno. Fino a farla giungere al peso di quasi 9,5 kg

    PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Si è svolto in questi giorni un complesso intervento in un giovane paziente affetto da un tumore retroperitoneale, ovvero nella parte posteriore della cavità addominale, ricca di tessuto adiposo e connettivo.

    Il lungo intervento, durato circa 2 ore, è stato eseguito presso il reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria Annunziata, diretto dal dottor Marco Scatizzi, che insieme ai dottori Gian Matteo Paroli e Francesco Colella sono riusciti ad asportare l’intera massa tumorale che nel tempo ha raggiunto il peso di 9,3 Kg.

    Dal punto di vista anestesiologico l’intervento è stato seguito dalla dottoressa Raffaella Papa.

    Il paziente aveva notato la crescita della massa tumorale nell’arco dell’ultimo anno, ma a causa della situazione pandemica non si era sottoposto ad esami di controllo per timore di recarsi in ospedale.

    Soltanto nei giorni scorsi, a seguito di forti dolori addominali associati a subocclusione intestinale, ha deciso di presentarsi in pronto soccorso dell’OSMA.

    E’ stato pertanto sottoposto ad esami di controllo attraverso i quali è stata diagnosticata la voluminosa massa retroperitoneale, che nel frattempo era cresciuta fino a raggiungere la dimensione di 40 x 27 x 23 cm.

    Per questo motivo l’équipe di professionisti del reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria Annunziata ha deciso di intervenire chirurgicamente per asportare la parte interessata dal tumore maligno.

    Il paziente è attualmente in buone condizioni fisiche ed è stato dimesso in seguito a un buon decorso postoperatorio.

    “Questo caso – commenta il dottor Stefano Michelagnoli, direttore Dipartimento specialistiche chirurgiche Ausl Toscana Centro – è un esempio di come la pandemia abbia influito negativamente sullo stato di salute delle persone. La paura di recarsi in ospedale ha comportato ritardi nelle diagnosi, non solo in disturbi come appendici, diverticoliti o colecisti, ma anche in malattie di tipo oncologico”.

    “Questo ha comportato l’esecuzione di complessi interventi chirurgici – riprende – anche in situazioni che, se diagnosticate in tempo, sarebbero state più semplici da operare. La nostra Azienda ha continuato a garantire adeguata assistenza ai pazienti anche durante il periodo di emergenza, sviluppando un piano strategico per assicurare, oltre ad interventi chirurgici urgenti, anche quelli programmati oncologici o di classe A”.

    “Questo – conclude – è stato possibile grazie ad una redistribuzione della casistica oncologica sugli ospedali della rete aziendale in grado di effettuare attività elettiva, oltre al contributo del privato accreditato, nelle cui strutture sono stati eseguiti molti interventi chirurgici. Inoltre è stata potenziata anche la chirurgia ambulatoriale complessa”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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