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sabato 3 Dicembre 2022
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    Sepsi e shock settico, una simulazione nella shock room dell’ospedale Santa Maria Annunziata

    Ricostruiti scenario e team clinico per la gestione di una delle patologie tempo dipendenti più difficili da trattare: a breve anche negli altri pronto soccorso

    BAGNO A RIPOLI – Nella shock room del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Annunziata, è stata condotta una prima simulazione “in loco” sulla gestione tempestiva del paziente con sepsi o shock settico.

    Nell’ambito di un progetto su questa patologia di rete regionale, condiviso da Ausl Toscana centro e Ausl Toscana sud est.

    La sepsi è una della patologie tempo dipendenti di più difficile trattamento, non avendo delle caratteristiche specifiche per l’identificazione a differenza dell’ictus o dell’infarto.

    Le simulazioni in situ che si svolgono cioè nel reale ambiente di cura, hanno l’ambizione di raggiungere un elevato livello di fedeltà e realismo. Nella shock room del pronto soccorso di Ponte a Niccheri, è stato ricostruito lo scenario clinico di simulazione con un “manichino” sul lettino e tutti i macchinari utili.

    “Rispetto a questa patologia, il modo migliore per garantire la formazione continua dei professionisti è la simulazione che permette di gestire in modo corretto anche situazioni che non si presentano frequentemente nella pratica quotidiana” spiega Germana Ruggiano, direttore del Pronto Soccorso dell’OSMA, che ha diretto e seguito l’evento formativo in shock room.

    Il progetto della Asl Toscana centro fa parte del piano formativo rivolto alla medicina d’urgenza ed area critica basato sulla simulazione e diretto dal dottor Simone Vanni.

    Gli operatori coinvolti sono stati medici, infermieri e operatori sanitari del Dipartimento Emergenza Area Critica. Tutti hanno trovato l’esperienza formativa molto stimolante.

    L’identificazione e la gestione tempestiva del paziente con sepsi o shock settico è fondamentale: ogni ora di ritardo si associa a un significativo incremento della mortalità.

    Il paziente con sepsi o shock settico è un esempio classico di paziente critico che richiede un approccio multidisciplinare e multi professionale da parte di personale adeguatamente formato.

    La simulazione può essere utilizzata come test in tempo reale delle procedure e dei protocolli locali in totale sicurezza.

    Inoltre la formazione effettuata sul team di emergenza aumenta e facilita i legami tra operatori, migliora il lavoro di squadra e standardizza le procedure e la comunicazione.

    Dopo il primo evento all’ospedale di Ponte a Niccheri, seguiranno a breve altre simulazioni nei pronto soccorso degli ospedali della Asl Toscana centro.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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