mercoledì 12 Agosto 2020
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    Sonia Redini: “Raccolta rifiuti porta a porta unica soluzione. Ma non con questa disorganizzazione”

    Interrogazione in consiglio comunale della capogruppo di Cittadinanza Attiva: "Strade intere lasciate scoperte; utenze che non avevano idea di dove posizionare i contenitori..."

    BAGNO A RIPOLI – Da settimane, ovvero da quando la raccolta rifiuti porta a porta è stata estesa praticamente a tutto il territorio comunale di Bagno a Ripoli (ad esclusione dell’area di Sorgane) le bacheche social locali esplodono, letteralmente, di proteste.

    Ed è la consigliera comunale del gruppo di opposizione Cittadinanza Attiva, Sonia Redini, che mette a fuoco la questione con una interrogazione.

    “Ogni cambiamento – premette Redini – ha bisogno di tempo per andare a regime: anche con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta siamo nella fase di rodaggio, in cui si sono verificati disservizi, ritiri non effettuati, e molte lamentele. Va perciò perfezionata”.

    “Ma – rimarca – come avviene in molti altri Comuni, solo con il porta a porta si raggiungono alte percentuali di raccolta differenziata e selezionata meglio. E i cittadini, in cambio, hanno un ambiente più sano e pulito: lo sforzo che viene fatto a monte, poi dà risultati positivi a valle”.

    “Da noi però – aggiunge Redini – sono mancate una campagna informativa ed una programmazione attenta, in modo che le persone conoscessero bene le nuove modalità: ci sono state strade intere lasciate scoperte; utenze che non avevano idea di dove posizionare i contenitori, perché non erano state concordate le postazioni, e là dove già c’era la raccolta porta a porta, tanti cittadini non sapevano del cambio di calendario dei ritiri”.

    “A questa disorganizzazione va posto rimedio – incalza – con correttivi in corso d’opera per migliorare il sistema di raccolta, da un lato, e, una volta a regime, bisogna capire quali sono le prospettive future, che si vogliono aprire col porta a porta: questo è ciò che chiediamo con
    un’interrogazione al prossimo consiglio comunale”.

    Poi Redini elenca una serie di domande, rivolte alla giunta e al sindaco: “Sulla base di quali criteri è stata programmata l’estensione del porta a porta su quasi tutto il territorio comunale (nella frazione di Ponte a Ema dovrebbe partire il 27 luglio)? Perché, nel progetto, che il gestore Alia aveva trasmesso al Comune nel settembre 2019, non si trovano delle ragioni giustificative, né delle quantità di differenziata attese”.

    “Chi ha stabilito – domanda – che fosse sufficiente raccogliere il multimateriale leggero una sola volta alla settimana anziché due, come fatto finora col “vecchio” porta a porta? E perché il ritiro dei pannolini/oni, su richiesta, è previsto solo due volte la settimana, mentre prima c’erano tre ritiri, con una opzione ulteriore di conferimento insieme all’indifferenziato? Per chi ha bambini piccoli e persone allettate non si garantisce un servizio adeguato alle esigenze”.

    “Infine – chiede ancora Redini – perché il vetro è rimasta l’unica frazione a non essere stata inserita nel modello di raccolta, ma ci viene chiesto di portarla alle campane, che ancora devono essere installate su tutto il territorio comunale? Perché sicuramente, con il porta a porta, agli utenti viene richiesta una collaborazione maggiore ed anche per il gestore c’è uno sforzo organizzativo considerevole. E questo servizio trova significato negli obiettivi, che il sistema di raccolta prescelto si prefigge”.

    “Per il nostro Comune – dice ancora la consigliera di opposizione – gli scopi non sembrano essere affatto chiari: ci basta entrare sul podio per una percentuale di raccolta differenziata maggiore? O vogliamo fare la nostra parte, all’interno dell’ATO Toscana Centro, per tendere verso l’autosufficienza nel ciclo dei rifiuti, minimizzando le quantità di indifferenziato e avviando tutto il possibile al mercato del riciclo delle materie prime seconde?”.

    “C’è poi un aspetto ulteriore da considerare – rilancia Redini – Per il 2019 il Piano di Alia su Bagno a Ripoli già prevedeva di modificare le frequenze di raccolta e per mantenerle abbiamo pagato oltre 266 mila euro in più. Ma l’amministrazione aveva anche  dichiarato che, nel 2020, con l’estensione del porta a porta a tutto il Comune, ci sarebbero state delle economie di scala e ipotizzava di prevedere anche postazioni interrate, in via di sperimentazione in altri Comuni dell’area metropolitana”.

    “Ebbene – conclude – che fine hanno fatto questi propositi? Col nuovo sistema come e quando si potrà raggiungere il pagamento di una tariffa puntuale, in base al solo indifferenziato prodotto? La raccolta porta a porta non può essere fine a se stessa! Se è ben programmata e gestita, è un tassello sulla strada dell’economia circolare, ma deve essere chiaro e consapevole per tutti, amministratori e cittadini, quali sono il percorso da fare insieme, la strategia, e il traguardo da raggiungere. Nella Strategia Rifiuti Zero, si parte dal porta a porta, si prosegue con lo sviluppo di un’impiantistica per il riciclo ed il recupero, per arrivare, passando per la tariffazione puntuale, ad un obiettivo più lungimirante. Ma né questa amministrazione né Alia, che ha vinto l’appalto ventennale, hanno questa visione, purtroppo”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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