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martedì 7 Febbraio 2023
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    A Barberino Tavarnelle nasce il coordinamento di 14 Comuni colpiti da stragi nazifasciste

    La dichiarazione è stata sottoscritta lo scorso 23 luglio, in occasione della commemorazione del 77mo anniversario dell'eccidio di Pratale

    BARBERINO TAVARNELLE – Dalla terra del Chianti fiorentino, intrisa di sangue e accadimenti efferati per mano nazifascista, rinasce ancora una volta il fiore della memoria.

    Un fiore che aspira a crescere, a diventare albero dai ‘cento’ rami, come le ferite inferte dal nazifascismo sul territorio toscano, attraverso la forza collettiva e istituzionale della memoria.

    Si sono ritrovati all’ombra della millenaria Pieve di San Pietro in Bossolo per commemorare la strage di Pratale, 77 anni dopo il massacro nazifascista che strappò la vita a dodici giovani contadini fucilati a colpi di mitraglie tra i boschi del Chianti.

    Lo hanno fatto anche per rafforzare il valore del sacrificio di uno, tanti eccidi perpetrati in Toscana negli anni del secondo conflitto mondiale, come pagine di storia e memoria, certe, oggettive, che nessuno potrà mai negare, da fissare nel tempo e nello spazio e affidarne il testimone alle nuove generazioni.

    Con l’adesione di quattordici Comuni di diverse aree, provenienti dalle province fiorentine e senesi, è nato il primo nucleo del Coordinamento intercomunale, esperienza inedita a livello regionale, costituito da enti locali della Toscana e dell’Emilia Romagna, sezioni Anpi (Barberino Tavarnelle, Bagno a Ripoli, Mercatale, Impruneta, Marzabotto) e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), in rappresentanza dei territori toscani colpiti dalle stragi nazifasciste.

    Un progetto lanciato dalla giunta Baroncelli che ha visto sancire la nascita della rete della memoria nel palazzo comunale di Barberino Val d’Elsa, in una data carica di significato per la comunità di Barberino Tavarnelle.

    E’ stato lo scorso 23 luglio, giorno in cui ricorre l’anniversario della strage di Pratale celebrato con momenti istituzionali e religiosi.

    L’iniziativa ha accolto l’eco della memoria che si è estesa simbolicamente in ogni territorio toscano dilaniato dalla barbarie del totalitarismo e della dittatura nazifascista.

    Attorno al tavolo della sala consiliare si sono seduti i sindaci e gli assessori dei Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Bucine, Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Impruneta, Firenze, Fucecchio, Greve in Chianti, Marzabotto, Monteriggioni, San Casciano, San Gimignano, Stazzema, per confrontarsi, scambiare riflessioni e progetti e sottoscrivere formalmente la dichiarazione di intenti per la diffusione della memoria delle stragi nazifasciste in Toscana.

    “Ricordare è una funzione vitale del nostro essere cittadini– dichiara il sindaco David Baroncelli – senza la memoria e la conoscenza di ciò che è stato in uno dei periodi più cupi della nostra storia, non possiamo neanche pensare di amministrare e progettare il futuro delle nostre comunità”.

    “Alla condivisione dei principi della Carta Costituzionale, quali libertà, democrazia, solidarietà e uguaglianza, valori pagati a caro prezzo da migliaia di vittime civili e militari nei territori toscani – prosegue il sindaco – accompagniamo la volontà pubblica di costruire le fondamenta di una nuova collaborazione con i comuni toscani che portano i segni indelebili di morte e violenza, ferite di una guerra aperte dalle rappresaglie nazifasciste e mai più richiuse, la memoria non è una cicatrice da rimarginare con il tempo, è fonte di vita e ispirazione, è un modello culturale da perseguire per l’affermazione delle differenze, delle libertà individuali e collettive e alzare un muro di fronte al razzismo, alla discriminazione, all’odio”.

    Come si evince dal documento, il coordinamento è ufficializzato con l’obiettivo di potenziare e promuovere l’attività di diffusione, conoscenza e documentazione delle stragi, supportare percorsi di studio, ricerca e approfondimento, mettere in luce anche agli episodi meno noti, portare avanti nel corso dell’anno l’impegno istituzionale a non dimenticare e trasferire ai giovani la necessità di alimentare la memoria collettiva che si amplia e si rafforza negli obiettivi della rete.

    “La Carta che abbiamo sottoscritto – precisa l’assessore alla cultura Giacomo Trentanovi – si propone di chiedere un ruolo guida alla Regione Toscana con l’attivazione di un tavolo di confronto per la programmazione e la promozione unitaria di iniziative e eventi tesi a consolidare la memoria collettiva relativa alle stragi nazifasciste avvenute in Toscana, nonché iniziative atte a respingere qualsiasi forma di totalitarismo e di razzismo”.

    Alla dichiarazione hanno aderito 14 amministrazioni comunali e altri enti locali, come quelli di Massa Marittima, Castelnuovo Val di Cecina, Radicondoli, Volterra, Pomarance, Poggibonsi, hanno manifestato l’interesse a far parte attivamente della rete.

    La memoria della strage di Pratale è tenuta in vita dalle voci e dalle testimonianze dei sopravvissuti, dei parenti delle vittime con il coinvolgimento dell’intera comunità.

    Da undici anni infatti giovani, adulti, anziani rievocano l’uccisione che ha causato la morte dei contadini di Pratale, partecipando attivamente al reading “Il sangue e l’erba”, scritto e diretto da Massimo Salvianti, prodotto da Arca Azzurra Eventi, allestito nel prato della pieve di Tavarnelle.

    Il Coordinamento, nato in occasione del settantasettesimo anniversario della strage di Pratale, è stato salutato con favore dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani

    “A Pratale – ha detto Giani – 12 contadini che stavano cenando con le loro famiglie sono stati separati da donne, bambini ed anziani e fucilati senza pietà e senza motivo apparente, tranne il furto delle poche povere cose presenti nelle loro case e dei portafogli. Perfino l’unico uomo che era riuscito a sfuggire al plotone tuffandosi nella boscaglia è stato ritrovato e freddato”.

    “Senza pietà – ha proseguito – senza neppure fingere che si trattasse di un “avversario”. Ricordo questi avvenimenti non per enfatizzare la crudeltà, ma per marcare la necessità del ricordo del dettaglio, per sottolineare che anche nella tragedia dei grandi avvenimenti storici il singolo, la persona, ha dignità e valore”.

    “Non possiamo concepire la memoria come un dovere astratto – ha ribadito – ma come tributo a vite martirizzate nella lotta per le nostre libertà, per l’affermazione della nostra dignità, per la costruzione di quella democrazia che oggi diamo troppo per scontata e che talvolta non riusciamo a cogliere in tutta la sua bellezza. Tutta la Toscana, durante il passaggio del fronte, è stata macchiata da analoghi episodi di violenza e rappresaglia, il sentimento che questa commemorazione evoca è diffuso e presente e deve continuare ad esserlo anche nelle nuove generazioni”.

    “E questo – ha concluso – aggiunge valore alla nascita del Coordinamento intercomunale costituito da enti locali della Toscana e dell’Emilia Romagna colpiti dalle stragi nazifasciste, dalle sezioni Anpi di Barberino Tavarnelle, Bagno a Ripoli, Mercatale, Impruneta e Marzabotto e dalle organizzazioni sindacali con l’obiettivo di potenziare e promuovere l’attività di conoscenza e documentazione delle stragi, per far emergere anche agli episodi meno noti, in modo che siano messi in luce e non dimenticati”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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