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domenica 3 Luglio 2022
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    Addio “Arielle”, piccolo grande uomo: Marcialla ha perso per sempre un pezzo di sé

    A soli 74 anni se n’è andato, all’improvviso, Luciano Seghi, per tutti “Arielle”. Un punto ri riferimento per la frazione: ha gestito per quasi mezzo secolo la bottega di alimentari in piazza

    MARCIALLA (BARBERINO TAVARNELLE) – Il 16 novembre Marcialla ha perso per sempre un pezzo di sé: a soli 74 anni se n’è andato, all’improvviso, Luciano Seghi, per tutti Arielle.

    Un punto di riferimento della frazione e non solo. Un uomo conosciuto e benvoluto da tutti. Un commerciante storico di Marcialla: ha gestito per quasi mezzo secolo la bottega di alimentari in piazza.

    Impegnato nel sociale e nella vita della comunità a 360 gradi. Faceva parte (praticamente) di tutte le associazioni del paese e contribuiva con entusiasmo alla realizzazione di ogni iniziativa.

    Suonava i piatti nella “Banda”. Era volontario della Misericordia di Barberino Tavarnelle e presidente del “Barrino” (l’Mcl di Marcialla).

    Organizzava la “Sagra dell’aria bona”. Dava una mana all’interno della società sportiva.

    Insomma per il paese Arielle (pare che il soprannome inizialmente fosse “Ariel”, poi “allungato” per comodità) era sempre a disposizione.

    Con quel suo modo di fare buffo, simpatico e brioso. Con quel suo inconfondibile carisma, il sorriso stampato e la battuta pronta.

    E in tanti, tantissimi (marciallini e non) ci hanno tenuto a dire qualcosa in ricordo del mitico Luciano. A riprova del fatto che era un personaggio, una persona entrata nel cuore di tutti.

    ARMANDO NESI

    “Io e Luciano siamo della stessa età”, parla al presente Armando Nesi, un’altra colonna portante di Marcialla, ben felice di dirci qualcosa su Arielle, perché “per lui questo ed altro”.

    “Mentre noi eravamo in piazza a giocare – questo il primo ricordo di Armando su Luciano, da piccoli – lui era a pelare i polli: il babbo era un commerciante di pollame”.

    “Verso il ‘64-‘65 abbiamo fatto insieme un campionato juniores – si passa alla gioventù – Lui era il migliore giocatore della squadra: era fantasioso anche con il calcio, oltre che con la testa”.

    “E’ famosa una sua giocata contro il Barberino Val d’Elsa – sorride – Il Barberino stava vincendo il campionato, aveva già preparato le bandiere. Luciano fece dei dribbling, entrò in area, passò la palla al nostro centravanti, facemmo gol e il Barberino fu sconfitto nel suo stesso campo, a un passo dalla vittoria”.

    “Dopo il militare – ci racconta ancora Armando – ereditò dalla madre la bottega di alimentari in piazza, accanto alla merceria. Alla fine degli anni Settanta la rilevò insieme alla moglie Fiorenza e da allora l’ha gestita per quarant’anni”.

    E ora siamo a qualche a mese fa: “A luglio ha acquistato una bicicletta a pedalata assistita. Vedessi come era felice quel “ragazzo”! Arrivava fino a Montespertoli”.

    “Luciano era un tipo molto brillante, gioioso – chiosa Armando con un’immagine che rappresenta perfettamente Arielle – In estate facciamo il raduno in piazza, al fresco. Quando arrivava lui, diventava una festa: aveva sempre qualche storia spiritosa da raccontare”.

    STELLA TERESI

    “Quando sono arrivata – ci racconta Stella, siciliana che da dodici anni vive a Marcialla – ero un po’ spaesata. Ma Luciano mi ha messo sin da subito a mio agio. Mi ha aiutato ad inserirmi nella comunità”.

    “Faceva ridere, scherzava sempre Aveva una parola buona per tutti. Era un signore come ce ne sono pochi”, si commuove nel ripensare alla dolcezza del suo amico e compagno di “Barrino”.

    “A mezzogiorno andava a casa a pranzare – Stella condivide con noi uno di quei tanti momenti di vita quotidiana insieme ad Arielle, che lui sapeva rendere unici – Passava dalla nostra via, via Matteotti, e mi diceva: Vado a mettere le paste: i soliti spaghetti, numero 5!”.

    ANNA CANOCCHI

    “Arielle veniva alla Rampa ogni sera e ci rimaneva fino all’ora di cena – la parola passa ad Anna Canocchi, presidente del circolo tavarnellino – Amava giocare a biliardo e a carte”.

    “A luglio si esibì alla Rampa insieme alla Banda in un concerto – ricorda – Era emozionato di suonare qui, dove conosceva tutti. Dove era di casa”.

    “Era una persone speciale, estremamente simpatica – aggiunge Anna Canocchi – Ogni volta che ci incontravamo mi diceva: “Tra presidenti ci si capisce…”. E ogni volta mi strappava un sorriso”.

    LUCA DEGL’INNOCENTI

    “Qualche anno fa – a parlare è Luca Degl’Innocenti, titolare del Bar Sport 21 – Lucianino ha preso un pezzo di terra per fare un orto proprio accanto al mio campo di olivi, sotto la chiesa di Marcialla. Puntualmente si fermava a scambiare due chiacchiere e mi insegnava i segreti per coltivare gli ortaggi. Da lì ho iniziato a chiamarlo… il mio fattore”.

    “Questo è uno dei tanti momenti che ho condiviso con un vero amico – aggiunge, commosso, Luca – Lo voglio ricordare per come è sempre stato: sorridente, ironico, schietto. Ciao Lucianino, mio fattore”.

    GIACOMO TRENTANOVI

    Anche Giacomo Trentanovi, vicesindaco di Tavarnelle, marciallino, si stringe in un abbraccio intorno alla famiglia con un suo personale, sentito ricordo: “Mi è difficile associare l’idea della morte a quella di Arielle. In particolare il suo scherzo, immancabile, sia con i bambini che con gli adulti, a voce alta, quasi urlata”.

    “Arielle – scrive un un ricordo – era (mi fa effetto scriverlo al passato) davvero uno degli ultimi personaggi di un paese che non c’è e non ci sarà più”.

    “Tra le altre cose era il “piattista” della banda Filarmonica Giuseppe Verdi Marcialla – va avanti Trentanovi – Io per lunghi anni ne sono stato il “cassista”. Quindi era uno dei miei compagni di reparto percussioni”.

    “Quando la Banda ha cambiato il repertorio storico ed ha iniziato a fare i concerti – ricorda – il Maestro Adriano Scoccati ci teneva a fare sempre qualche marcetta per far suonare anche i più anziani o quelli che avevano studiato meno la musica. Ed Arielle era tra questi”.

    “E infatti – sono ancora parole di Trentanovi – continuava a partecipare alle prove del martedì, arrivando ad un orario tutto suo, ed ai concerti, magari lamentandosi alla fine che aveva sbagliato qualcosa. Ma c’era: era molto legato a questa istituzione paesana”.

    “Nel ricordarlo mentalmente ho ripensato a quanto ci ha fatto ridere – un altro flashback a uno degli indimenticabili momenti vissuti con Arielle – ed in particolare alle scene a cui abbiamo assistito nella trasferta in Ungheria del 1992 (mi pare) con la Banda di Poggibonsi, La Toscanina”.

    “Sarebbe da raccontarle a veglia ai più giovani, come facevano un tempo – conclude il vicesindaco di Barberino Tavarnelle – Magari lo faremo, quando ci saremo tolti le lacrime dagli occhi. Che con i tipi come lui però viaggiano sempre assieme ad un sorriso sulle labbra”.

    Ciao Arielle, piccolo grande uomo che ha lasciato il segno nei cuori di tutti. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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