BARBERINO TAVARNELLE – La Fondazione Mannucci fa un appello alle aziende del territorio, chiedendo un aiuto per la ristrutturazione dell’immobile di cui è proprietaria: quello in via Cassia a Barberino Val d’Elsa, che fino al 2010 è stato sede dell’asilo.
La Fondazione, nata negli anni Quaranta, prende il nome dal marchese Mannucci, da cui discende. Ed è da sempre proprietaria di questo edificio molto ampio (circa 300 metri quadri disposti su tre piani), lungo la via Cassia.
Inizialmente si occupava di didattica rivolta ai bambini di famiglie indigenti. Finché divenne la sede dell’asilo. E lo è stata fino al 2010, quando la scuola dell’infanzia si trasferì in Bustecca.
Da allora l’immobile si è progressivamente degradato e la Fondazione, mancando di uno spazio adeguato, non ha più potuto mettere in campo progetti solidali.
“La struttura è inagibile e pericolosa”, dichiarano gli otto consiglieri: la presidente Elisa Vanni, il vicepresidente Danilo Cibecchini, la segretaria Luana Montomoli, l’ex sindaco e il parroco di Barberino Val d’Elsa Armando Conforti e Don Slawomir Bogutyn, Enrico Jacopo Giovanelli Barilari (rappresentante della famiglia del donatore), Francesca Cortigiani e Paola Catoni (rappresentanti dell’ex direzione didattica).
“Sin dal 2010, anno in cui cessò l’attività didattica, ci sono stati problemi nel reperimento dei fondi – proseguono – Ci sono stati negati finanziamenti pubblici. Per cui ci siamo trovati a dover sostenere noi, di tasca nostra, le spese”.
“E’ un peccato non poter utilizzare questo spazio per nessun tipo di attività – dicono, amareggiati – Non possiamo neppure incontrarci lì: le riunioni le facciamo online”.
Per questo i consiglieri della Fondazione si rivolgono ai privati, sperando che qualcuno possa supportarli economicamente nei lavori: “L’agevolazione fiscale per le aziende che decidessero di dare un contributo per la ristrutturazione del nostro immobile è del 30%”, specificano.
“Il nostro scopo è quello di occuparsi delle persone bisognose – concludono dalla Fondazione Mannucci – E speriamo di poter tornare presto a farlo”.
Per eventuali informazioni o proposte potete contattare lo Studio Bazzani, consulente fiscale della Fondazione, per mail (paolo@bazzanistudio.it) o per telefono (0558075598).
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