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lunedì 3 Ottobre 2022
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    “Basta fumi! La Valdelsa sta diventando una polveriera dal punto di vista ambientale”

    Il Comitato per la Difesa e la Tutela della Val d'Elsa dopo l'incendio alla Eco-gest: "Vogliamo conoscere da cosa è dipeso l'incendio, che sostanze hanno preso fuoco, cosa è emerso dalle analisi"

    VICO D’ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – “Non ci eravamo ancora ripresi dalla notizia nefasta delle sostanze nocive sulla 429, per le quali ancora aspettiamo gli esiti delle indagini della magistratura, quando nella mattinata di sabato 14 agosto una colonna di fumo nero si è innalzata sulle colline della Val d’Elsa”.

    Il Comitato per la Difesa e la Tutela della Val d’Elsa, nato per opporsi all’ampliamento produttivo della Distilleria Deta, interviene a proposito delle fiamme che hanno riguardato l’azienda di trasporto, smaltimento rifiuti e bonifica amianto, la Eco-gest.

    “Evento questo – rimarcano – non unico ma successivo all’incendio di uno stabilimento di pannelli solari, che ha preso fuoco a giugno 2021; senza dimenticare poi il pauroso incendio dell’azienda di demolizione auto a Colle Val’Elsa nel luglio 2018, la cui nube nera si poteva vedere a chilometri di distanza”.

    “Nel già esasperato contesto industriale lungo il fiume Elsa – dicono dal Comitato nato a Vico – questi episodi preoccupano molto, anche perchè, come si evince dall’ordinanza dei sindaci, è chiaro che nuclei abitati e zona industriale, di aziende fortemente impattanti, convivono a stretto contatto, con rischi altissimi”.

    “Noi – riprendono – quali cittadini e come Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa contiamo sul lavoro dei tecnici dell’Arpat, vorremmo conoscere da cosa è dipeso l’incendio, che sostanze hanno preso fuoco, cosa è emerso dalle analisi delle sostanze bruciate. Solo con il nerofumo scaturito dall’incendio, sono state emesse grandi quantità di PM 10 e 2,5 micron in atmosfera”.

    “Purtroppo – dicono ancora – è un fatto oggettivo che nell’ultimo ventennio la Valdelsa ha avuto uno sviluppo incontrollato. Era il ’97 quando nasceva un comitato per arginare l’espansione di un’azienda che trattava rifiuti tossici e pericolosi in una zona ad alta densità abitativa. Un altro comitato ha dovuto lottare contro l’estrazione della Co2 e contro l’autorizzazione al compostaggio richiesto dalla Distilleria Deta”.

    “Poi ancora un altro comitato – ricordano – in altro comune, sempre per la Co2, e quest’anno, dopo quasi venticinque anni, si è costituito un altro comitato per arginare i processi di espansione della Distilleria Deta che sembra si stia trasformando in una vera e propria industria chimica, rendendo ancora più fragile l’equilibrio fino ad ora esistito sul territorio”.

    “Purtroppo – riflettono – la nascita di così tanti comitati, e altri con i quali stiamo stringendo rapporti, è dovuta alle responsabilità politiche, all’atteggiamento di chiusura di “decisioni prese ad alti livelli”, premiando così l’incursione di soggetti che pensano al profitto senza rispetto per la tutela ambientale e della salute”.

    “E’ massiccia la presenza di aziende insalubri – denunciano ancora – quali fonderie, inceneritore, fabbriche di vernici. Non sappiamo con esattezza quali delle aziende qui insediate possono rappresentano un rischio di disastro ambientale, non si informano i cittadini sui rischi, non sappiamo se esistono piani di evacuazione, e intanto la Val d’Elsa sta diventando una polveriera ambientale”.

    “La contrapposizione di interessi tra salute e lavoro – sottolineano – non può essere usata dagli imprenditori e dalla politica per giustificare o motivare le scelte operate, senza una visione globale di tutto il contesto, una visione che possa usare tecnologie d’avanguardia per diminuire l’impatto e rendere migliore la qualità della vita. Chi governa deve tutelare i cittadini, il territorio e il suo patrimonio ambientale, non solo le industrie presenti, autorizzandone anche l’espansione”.

    “Noi non ci riconosciamo più in chi propone questo modello di sviluppo – concludono – centrato sulle lavorazioni insalubri e la mancata tutela ambientale. Noi vigiliamo e non molliamo, l’abusata parola green è solo un velo”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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