BARBERINO VAL D'ELSA – Caso Ecos. Il Comune ricorre al Consiglio di Stato. Il Tar sospende il parere negativo rilasciato dall’Amministrazione provinciale e fissa al 30 aprile 2014 l’udienza per il ricorso presentato dalla azienda Ecos dopo che la Provincia aveva negato il rilascio dell’autorizzazione ad un rilevante ampliamento delle attività previste per il prossimo quinquennio.
La richiesta di ampliamento dell’attività era stata negata a seguito del parere negativo espresso dal Comune sulla base dei propri strumenti urbanistici e del Piano delle Funzioni. Nella sentenza cautelare il Tar afferma che il Comune poteva opporsi esclusivamente per aspetti attinenti alle volumetrie che nel caso specifico non vengono ampliate.
L’amministrazione comunale intende quindi opporsi, di fronte al Consiglio di Stato, alla sospensione del proprio parere e sta per dare in proposito incarico ad un legale. Le considerazioni che verranno opposte sono diverse.
Il Comune fa osservare che un simile provvedimento cautelare di sospensione sarebbe stato giustificato nei confronti di un’ordinanza che avesse impedito all’azienda di portare avanti il proprio lavoro ordinario. Nel caso specifico invece è stato opposto un diniego ad un potenziale ampliamento di attività che si sarebbe sviluppato nell’arco di un quinquennio.
"L’amministrazione comunale – fanno sapere da Barberino Val d'Elsa – non vede pertanto l’urgenza di annullare il proprio parere negativo prima dell’udienza, assai prossima, che entrerà nel merito. Gli interessi dell’azienda non erano perciò fortemente pregiudicati. Viceversa creare le condizioni per le quali, prima delle decisione di merito, l’azienda ottenga l’autorizzazione all’ampliamento, pregiudica irrimediabilmente la possibilità di contenere l’incremento di quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi da trattare e quindi anche i legittimi interessi della cittadinanza rappresentati dall’amministrazione comunale".
“Di fronte alla notizia del provvedimento del Tar – dichiara il sindaco Maurizio Semplici – è grande la preoccupazione e lo sconcerto dell’amministrazione comunale e della cittadinanza ma il Comune farà fino in fondo la sua parte, impugnando la sentenza del Tar di fronte al Consiglio di Stato. Perché se è importante che esistano aziende che svolgono questa delicata e necessaria attività è assai più importante che tali impianti siano ubicati in siti assolutamente sicuri sotto tutti i punti di vista per poter garantire al massimo la qualità della vita dei cittadini”.
di Redazione
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