BARBERINO VAL D'ELSA – "Nell'assemblea pubblica dei giorni scorsi a Vico d'Elsa l'amministrazione comunale ha comunicato le ultime novità sulla vicenda Ecos. Come è noto, la Ecos ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento che le nega l'ampliamento di cinque volte della quantità dei rifiuti trattati. E, cosa ancora più preoccupante, ha chiesto al Tar di annullare anche la norma del Regolamento Urbanistico del Comune di Barberino che vieta nuovi insediamenti, ampliamenti o trasferimenti della aziende soggette all'Autorizzazione Integrata Ambientale come è appunto la Ecos. Il Tar ha concesso la sospensiva rimandando l'esame del merito al 30 aprile 2014".
A ribadire la propria posizione su una vicenda delicata e di centrale importanza a Barberino Val d'Elsa (viste le sue tante implicazioni) è la lista civica Obiettivo Comune. Lo fa con un lungo documento a firma Paolo Tacconi (in foto sopra), presidente.
"La zona industriale di Barberino – vi si legge – ha natura tale che non può essere ulteriormente congestionata da attività a rischio, occorrono norme che la indirizzino in maniera diversa diminuendo progressivamente il carico ambientale. Per questi motivi il nostro gruppo consiliare ha sempre condiviso ed appoggiato tutti gli atti del consiglio comunale che vanno in questa direzione votando insieme alla maggioranza diverse mozioni che dovevano rafforzare la posizione del Comune e ribadire la volontà politica sottostante alle norme e la loro interpretazione autentica".
"L'ultimo episodio in questo senso – si prosegue – c'è stato il 27 settembre scorso quando è stata approvata all'unanimità un'ennesima mozione (frutto della "fusione" fra due diverse mozioni di maggioranza ed opposizione) che impegna il sindaco a resistere in tutte le sedi al ricorso della Ecos e ad approfondire e rafforzare le norme comunali in materia".
Però… "non possiamo però fare a meno di notare alcuni punti emersi nell'assemblea del 7 ottobre. Il sindaco ha detto che nella conferenza dei servizi del 23 ottobre 2012 (un anno fa) il suo intervento è stato trascritto male nel verbale. In realtà lui aveva difeso e confermato la posizione del Comune. Peccato che in consiglio comunale, dove ci fu un'accesa discussione su questo, non abbia detto altrettanto".
"Lo stesso sindaco – proseguono – ha detto che la creazione della quarta area Urbanistica ed Ambiente e la sua assegnazione ad un nuovo responsabile sia stata fatta per "punire" il tecnico che aveva dato il primo parere favorevole alla Ecos. Anche su questo in consiglio comunale non è stato detto niente motivando la decisione in altri e più arzigogolati modi. Per inciso, il precedente tecnico che non ha più la fiducia del sindaco sull'urbanistica, continua ad averla sui lavori pubblici con analoghe responsabilità e stipendio".
"E – aggiungono – come se non bastasse, nel consiglio comunale del 27 settembre, il capogruppo di Uniti per Barberino afferma ancora che "forse il nostro tecnico non aveva tutti i torti". Ma se dopo un anno di battaglie delle norme comunali non è sicura nemmeno la maggioranza dove vogliamo andare?".
"Il sindaco e la giunta – rilancia Obiettivo Comune – richiedono unità e compattezza in consiglio comunale e fuori: allora come mai dal 2 agosto 2013 (data del ricorso della Ecos) al 5 settembre 2013 (data della sentenza del Tar) non è stato informato nessun consigliere, né la commissione ambiente, né altri e tutto è stato detto a cose fatte? Nulla è stato detto sui contenuti preoccupanti dei rilievi tecnici fatti dall'Arpat e dall'ufficio rifiuti della Provincia al progetto Ecos. Vengono censurati aspetti tecnici e logistici sostanziali nella manipolazione dei rifiuti che compromettono gravemente la sicurezza delle lavorazioni ed aumentano il rischio di incidenti".
"La posizione di Obiettivo Comune non cambia – concludono – Ci auguriamo solo che l'amministrazione mostri maggiore coerenza, maggiore fermezza nel difendere le proprie norme. E, ancora una volta, non abbia paura di confrontarsi con l'opposizione e con i cittadini da cui possono venire spunti interessanti ed utili a difendere la nostra comunità da rischi come questi".
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































