Commovente e spontaneo ricordo del 27enne scomparso il 22 novembre: la lettera degli amici

TAVARNELLE – Il freddo si taglia con il coltello in questo lunedì sera speciale, in cui il dolore, profondo e totale, si mescola al sapore buono di un affetto tangibile, rassicurante.

 

E' davvero una serata particolare per la famiglia di Francesco Galgani (mamma Cristina, babbo Giampiero, i fratelli Stefano e Gemma) e per i tanti amici che si sono dati appuntamento, subito dopo cena, al campo di calcio a sette di Tavarnelle.

 

E' un freddo, come detto, fortissimo. Ma c'è un calore straordinario fra queste decine e decine di persone che arrivano, arrivano, continuano ad arrivare.

 

Perché, a tre giorni dalla sua scomparsa, avvenuta venerdì 22 novembre, si è pensato di ricordare fin da subito Francesco, per fargli avere un messaggio speciale; stai tranquillo, qui a Tavarnelle nessuno ti dimenticherà. Mai.

 

Aveva 27 anni Francesco, un sorriso speciale e una faccia limpida. Limpida come quella di tanti ragazzi di Tavarnelle arrivati in massa per stare vicini alla famiglia e far vedere che ci sono. Tutti.

 

Una dimostrazione d'affetto straordinaria, senza fronzoli, spontanea e piena di cuore. Chilometri di cuore.

 

Un semplice striscione con su scritto "Con te… per sempre!". Un punto esclamativo finale che non ammette repliche: è una promessa. E la foto di Francesco, sorridente, sereno.

 

Si mettono tutti in posa dietro a quello striscione, prima dell'inizio della partita del campionato Uisp che si disputa qui da quest'anno: è un'immagine fortissima, quel piccolo mare di persone che in silenzio si raccoglie, pensa, prega, toglie quasi il fiato.

 

Poi lo striscione viene appeso alla rete di recinzione, viene deposto un mazzo di fiori. Gesti semplici, svolti con una naturalezza che racconta molto di Francesco, della sua famiglia. Di questi ragazzi di Tavarnelle cresciuti insieme.

 

Che hanno iniziato a ritrovarsi a scuola. E poi nel tempo libero al Centro Giovani, al campo sportivo, in palestra, alla scuola di musica. E ancora nel mondo del volontariato, nei rioni, semplicemente in piazza. La meglio gioventù insomma.

 

Hanno deciso di salutarlo così, e non sarà sicuramente l'unica occasione in cui lo faranno. Lo avevano già salutato in chiesa, sabato 23 novembre, con la bellissima lettera che pubblichiamo qui sotto.

 

Ciao Francesco, qui nessuno ti dimenticherà. Mai.

 

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,solo perché sono lontano dalla tua vista?
Non sono lontano,sono dall'altra parte,proprio dietro l'angolo.
Rassicurati,va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami.
Il tuo sorriso è la mia pace.

 

 

Con affetto,
I tuoi AMICI

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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