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lunedì 26 Settembre 2022
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    Compiva furti seriali sulle auto in tutta la Toscana: 40enne scovato dai carabinieri di Barberino Tavarnelle

    Ritenuto responsabile, nel nostro territorio, di furti su auto al Pontenuovo e a Badia a Passignano, è stato rintracciato dopo una minuziosa attività investigativa

    BARBERINO TAVARNELLE – I carabinieri della Stazione di Barberino Tavarnelle, coordinati dal luogotenente Giuseppe Cantarero, e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Scandicci, supportati in fase di esecuzione da quelli della Compagnia di Livorno, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto a carico di un 40enne.

    Cittadino bosniaco, da tempo in Italia senza fissa dimora, è ritenuto responsabile, in concorso con altri (in corso di identificazione) di una serie di furti su autovettura.

    Che, dalla seconda metà dello scorso giugno, hanno riguardato in particolare alcuni parcheggi del Chianti fiorentino, in zone ad alta vocazione turistica. Come Pontenuovo e Badia a Passignano.

    Dopo una minuziosa attività investigativa condotta sul territorio, i militari dell’Arma hanno raccolto una serie di elementi che hanno portato la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze (sostituto procuratore Carmine Pirozzoli), a emettere un decreto di perquisizione a carico del fermato.

    I militari sono così riusciti a localizzare l’uomo, che viveva abusivamente all’interno di un edificio abbandonato a Livorno.

    La perquisizione ha consentito di reperire refurtiva che, dai primi accertamenti, sarebbe riconducibile a otto furti su autovettura.

    E’ stato inoltre possibile attribuire al soggetto la presunta partecipazione ad una rapina avvenuta nel parcheggio dell’aeroporto di Pisa l’1 agosto scorso.

    Valutati gli elementi raccolti, i carabinieri hanno quindi eseguito un fermo di indiziato di delitto a carico dell’indagato, portato nella casa circondariale di Livorno.

    Provvedimento di fermo convalidato oggi dal GIP del Tribunale livornese, che ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. La refurtiva recuperata, per un valore di circa 30.000 euro, è stata restituita ai legittimi proprietari.

    Il procedimento penale nei confronti dellindagato è attualmente pendente, in fase di indagini: la sua effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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