venerdì 23 Ottobre 2020
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    Dalla foce della Pesa alla sorgente nel Monte San Michele: percorso tracciato da tre escursionisti

    La meta è stata raggiunta dopo due giorni di cammino per una lunghezza complessiva di 64 Km. Tra pendenze, anse, cascatelle e sentieri impervi

    Dalla foce alla sorgente della Pesa. Tra pendenze, anse, cascatelle e sentieri impervi che hanno interessato otto diversi territori della Toscana si è compiuto il primo viaggio alla ricerca del rivolo d’acqua che identifica l’origine del torrente Pesa.

    Un cammino lungo 64Km, quasi ininterrotto, vissuto all’aria aperta con il sorriso e il cuore green di tre amici uniti, dalla passione per l’attività escursionistica e l’amore per l’ambiente. Scarpe da trekking, zaino in spalla, navigatori satellitari e una buona dose di intraprendenza.

    Ai giovani Daniele Mancini, Mirko Manetti e Gabriele Banchini non è mancato proprio nulla, soprattutto motivazioni e temerarietà, per portare a segno un sogno coltivato da tempo e tradotto in un’impresa naturalistica alla ricerca del luogo in cui nasce uno dei fiumi più importanti della Toscana.

    Sostituendo bussola, barometro e carte topografiche gli escursionisti hanno fatto leva sulle potenzialità del Gps per tracciare ciò che nelle mappe digitali non esiste: il percorso perdonale che corre per l’intera lunghezza del torrente.

    Ci sono voluti due giorni di cammino, 64 Km percorsi e 1.300 metri di dislivello per raggiungere la meta prefissata, il punto in cui sorge il torrente Pesa.

    Sono partiti dalla foce, esattamente dalla località Puntazza per arrivare a destinazione dopo circa 48 ore e scoprire la bellezza della sorgente della Pesa, situata sul monte San Michele a Radda in Chianti.

    Ogni cammino che si rispetti è un percorso di conoscenza trasversale che alla ricerca della meta fisica unisce l’esplorazione di sé attraverso i luoghi e le persone con i quali si entra in contatto.

     

    Daniele Mancini, Mirko Manetti e Gabriele Banchini sono stati i protagonisti di un’esperienza che non solo ha permesso loro di identificare il percorso naturalistico ma ascoltare il silenzio “rumoroso” della natura e riflettere sull’importanza di tutelare il tesoro ambientale di questa area della Toscana salvaguardando la risorsa idrica e la biodiversità dell’ecosistema fluviale della Pesa.

    “Abbiamo cercato e trovato il sentiero esistente solo in parte, fino al Mulino di Botti, nel territorio grevigiano – raccontano i tre escursionisti –  da lì lo abbiamo tracciato fino alla sorgente del Monte San Michele condividendo un’esperienza straordinaria che ha richiesto uno sforzo particolare soprattutto nell’ultimo tratto, tutto in salita, tra la località La Villa e Radda in Chianti”.

    “Nonostante le difficoltà – spiegano – legate ai sentieri impervi e alla vegetazione boscosa, il nostro impegno è stato ripagato da momenti di grande emozione che abbiamo vissuto come il pernottamento in tenda tra le lucciole, nell’area dei cinghialai di Sambuca, l’attraversamento di zone ricche di fauna, cinghiali e caprioli nelle zone chiantigiane. Abbiamo individuato un passaggio sicuro e semplice con l’obiettivo di presentare il percorso ai comuni rivieriaschi e poter lavorare insieme sulle importanti opportunità turistico-ambientali della Pesa, caratterizzato da un patrimonio florofaunistico di grande pregio”.

    L’esperienza intrapresa dai volontari che fanno parte del più ampio gruppo degli Amici della Pesa è stata accolta con grande favore da tutti i comuni interessati dal progetto ed in particolare dai Comuni di Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti e San Casciano che stanno portando avanti con i vicini di casa e il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno gli obiettivi, le strategie e le azioni del Contratto di Fiume.

    “L’escursione dei tre giovani è una virtuosa azione di sensibilizzazione che mostra quanto la comunità abbia a cuore la vita che scorre fuori e dentro la Pesa – dichiara l’assessore all’ambiente del Comune di Barberino Tavarnelle Serena Fedi – cercheremo di mettere a frutto l’impegno dei volontari per individuare e mettere in campo gli strumenti più adeguati ai fini della valorizzazione e della tutela  del sistema fluviale della Pesa che rappresenta una risorsa paesaggistica di  grande interesse per il nostro territorio dove si riproducono specie di pesci reofili e ripariali non comuni come il ghiozzo etrusco e il vairone”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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