BARBERINO TAVARNELLE – La protesta dei cittadini (in particolare di Vico d’Elsa) contro l’ampliamento della Distilleria Deta, collocata nella zona del comune di Barberino Tavarnelle sotto Vico d’Elsa, in pratica nell’area industriale di Poggibonsi, diventa anche una petizione online.
Pubblicata sulla piattaforma Change.org (la trovate qui) si è data un obiettivo di raccolta di mille firme. E al momento ne ha raccolto quasi la metà.
“Siamo un gruppo di cittadini – si legge nella presentazione della petizione – che non si identificano in alcun schieramento politico”.
“Chiediamo – proseguono – al Comune di Barberino Tavarnelle che venga effettuato un monitoraggio ambientale tramite l’installazione di centraline per il controllo della zona industriale Zambra ed un nuovo modello diffusionale, che determini l’impatto attuale e futuro delle emissioni della distilleria Deta”.
# “La Distilleria Deta vuol raddoppiare la produzione? Soddisfi queste condizioni”
“Poiché è previsto l’innalzamento del camino ad un’altezza di 60 metri – ricordano – con un raddoppio della produzione fino a 300 giorni all’anno”.
“Chiediamo che sia effettuato un nuovo studio imparziale – rilanciano – che tenga conto degli scenari futuri che si prospetteranno al seguito di questi sostanziali cambiamenti di produzione ed altezza camino, dato che l’unico studio effettuato è stato promosso dalla stessa azienda, con intento di raddoppiare i giorni di lavorazione. Come cittadini riteniamo doveroso effettuare studi più approfonditi e accurati, così da tutelare la salute pubblica”.
“Da circa 2 anni – sostengono – il gruppo Mazzari ha acquistato la distilleria Deta di Barberino Val d’Elsa aumentando notevolmente la produzione di alcool etilico inondandoci (non solo nel periodo autunnale quando la produzione è massima) di vapori alcolici dal forte odore che ci impedisce di aprire anche le finestre”.
“Le preoccupazioni della cittadinanza – rimarcano – sono state inoltrate al comune che si pone come intermediario con la Regione e Arpat. La faccenda si è ulteriormente complicata poiché l’azienda ha chiesto una nuova Aua per il raddoppio della attuale produzione. L’iter autorizzativo è attualmente in corso Arpat ha richiesto delle prescrizioni per la riduzione delle emissioni in atmosfera”.
“L’azienda – scrivono ancora – ha risposto presentando un progetto in cui prevede la costruzione di un camino di più di 60 metri che a detta loro permetterebbe una sensibile riduzione delle emissioni permettendo l’installazione di filtri sperimentali. Noi come cittadinanza ci stiamo opponendo a questa soluzione poiché il nostro paese (Vico d’Elsa, n.d.r.) si trova circa 100 metri più in alto della distilleria e quindi la costruzione di un camino non farebbe altro che peggiorare la nostra situazione”.
“L’azienda in questione – concludono – – si fa molto vanto di essere completamente a zero emissioni e di effettuare economia circolare. Alla luce di quello che noi viviamo ogni giorno riteniamo che si tratti di un “green wash” in piena regola che va in direzione opposta alla filosofia di sostenibilità, turismo e km 0 che sempre è stata sostenuta in questo territorio bellissimo tra i confini del Chianti e della Vernaccia”.
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