spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
lunedì 15 Aprile 2024
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    FOTO / Alessandro Barbero ha “benedetto” (a San Donato in Poggio) il nuovo stemma di Barberino Tavarnelle

    Lo storico nel borgo sandonatino per l'iniziativa di presentazione del volume (e della mostra) che ripercorre le fasi con i quali si è arrivati a individuare lo stemma del Comune unito

    SAN DONATO IN POGGIO (BARBERINO TAVARNELLE) – Nelle immagini, il pomeriggio del 15 febbraio scorso a San Donato in Poggio.

    Quando Alessandro Barbero, storico (professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e Vercelli), è arrivato nel borgo sandonatino per un evento davvero speciale.

    “Uno stemma in Comune. L’insegna della comunità di Barberino Tavarnelle (secoli XIII – XXI)”: la presentazioone della pubblicazione (Edifir Edizioni, Firenze 2022) curata da Paolo PirilloGiulio CrettiElisa Paoli.

    Pubblicazione che ripercorre la storia del nuovo stemma di Barberino Tavarnelle, quello che identifica il Comune unico. Ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

    Un percorso storico-scientifico, voluto e promosso dal Comune di Barberino Tavarnelle, realizzato da un prestigioso team di storici medievisti, modernisti e storici dell’arte che ha portato alla definizione dell’immagine araldica del nuovo ente riunificato.

    Che ha permesso agli storici di individuare la più antica rappresentazione dello stemma di Barberino Tavarnelle, risalente al quindicesimo secolo, riprodotto su una parete esterna del Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli a Certaldo alto.

    Si tratta di un leone azzurro con il giglio rosso, cui è affidato il ruolo iconografico di rappresentare la podesteria di San Donato in Poggio e Barberino Tavarnelle.

    Nello specifico il leone azzurro è ritratto con la lingua e gli artigli ben visibili e la coda alzata, simbolo di forza e segno istituzionale, si staglia su campo argento e ghermisce con la zampa destra un giglio rosso, tratto distintivo dell’orgoglio fiorentino.

    Il soggetto araldico è affrescato su una delle pareti del Tabernacolo dei Giustiziati, costruito nel 1460, situato originariamente lungo il torrente Agliena, poi traslato all’interno del Palazzo Pretorio di Certaldo.

    A causa dei danni provocati dall’umidità, infatti, le pitture infatti furono staccate e collocate nel 1957 nell’ex chiesa dei Santi Tommaso e Prospero, annessa al Palazzo Vicariale.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...